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Roberto Vecchioni contro la Sicilia: 'E' un'isola di m****' e scoppia la polemica

  • Facebook Ph Roberto Fuzio

Il “professore” non ha avuto peli sulla lingua nella sua “Lectio magistralis” all’Università di Ingegneria a Palermo in cui Roberto Vecchioni ha sparato a zero contro la Sicilia definendola “un’isola di merda” , con tono amaro più che rabbioso nella sua gattopardesca visione di un ingranaggio che evidentemente non funziona.

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“La Sicilia è un’isola di merda, mica potete pensare che sia venuto qui solo a fare una sviolinata” ha tuonato il cantautore 72enne che già dal suo atterraggio a Punta Raisi è stato ispirato da una visione delle cose che non collimano con quelle di una Sicilia “ideale”.

“Arrivo dall’aeroporto e venendo in città - ha detto - e vedo tre file di macchine in mezzo alla strada. Si passa con una fatica tremenda. vedo 400 ragazzi su 200 in ciclomotore senza casco. Questo significa che tu non hai capito cos’è il senso di esistenza con gli altri”.

(Guarda un estratto del video di Roberto Vecchioni all'Università di Ingegneria di Palermo)

Un’isola "che non si difende e rovina la sua intelligenza e la sua cultura” mette in risalto il cantautore nel suo monologo, una sorta di scrollata di spalle ai futuri ingegneri di quella terra aggiungendo “Non amo la Sicilia che quando vado a vedere Selinunte e Segesta non c'è nessuno”.

Insomma, un fulmine a ciel sereno quello di Roberto Vecchioni che ha puntato il dito contro ciò che non va nell’isola siciliana rincarando la dose quando ha affermato: “inutile che ti mascheri dietro il fatto che hai il mare più bello del mondo e che hai tutto questo e tutto quello”.

Queste parole al vetriolo, arrivate come un pugno nello stomaco agli studenti come all’opinione pubblica hanno letteralmente scatenato una polemica riguardo l’utilizzo della parolaccia anche se decontestualizzando il linguaggio poco forbito utilizzato per definire l’isola, Vecchioni non nasconde nelle sue affermazioni una sorta di riscatto nell’orgoglio quando afferma “i siciliani sono la razza più intelligente che esista al mondo e mi dà un fastidio immenso vedere che si buttano via. La Sicilia non sia all'altezza di se stessa”.

D’altronde lo affermava un siciliano doc Giuseppe Tomasi di Lampedusa anni or sono quando nel suo “Il Gattopardo” tuonava contro gli abitanti della meravigliosa isola rivelando però un’essenza destinata alla commiserazione più che alla gloria: “I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria”. Insomma, il cambiare tutto per non cambiare niente è la profezia più confacente della storia italiana e “il professore” ne è amaramente cosciente.

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