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Roma invasa dal Jazz!

Primo test: vi dicono niente i nomi Sonny Rollins, Diana Krall, Jamie Cullum, Brad Meldhau e Stefano Bollani? No? Va bene, di sicuro il jazz non è il vostro genere preferito, ma non facciamone un dramma. Si può rimediare subito. L’autunno romano regalerà le note del Roma Jazz Festival, storica manifestazione all’Auditorium Parco della Musica. Questa 33esima edizione coincide per altro con una serie di importanti anniversari:sono trascorsi 90 anni infatti dall’incisione del primo disco jazz in Italia, 50 anni dalla fondazione della casa discografica Blu Note e 40 della Ecm e per finire mezzo secolo dalla pubblicazione di “Kind of Blue”, di Miles Davis.

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Una storia che parte da lontano, quella del jazz. Una musica che nasce dal basso, dalla massa, ma che ha sempre dovuto sgomitare nel panorama musicale, dovendo far riferimento a coraggiose etichette indipendenti che ne hanno mantenuto la testa alta. Ma sono loro, come spiega il direttore artistico della manifestazione Mario Ciampà, che ne hanno permesso lo sviluppo in termini di libertà creativa. “Questa è una vecchia storia: la battaglia epica tra arte e commercio – scrive - Una parte di questo confronto verrà messa in risalto nella 33esima edizione del Roma Jazz Festival con un programma di eventi ed anteprime che vedono la presenza di artisti di fama internazionale e di giovani talenti, promossi dalle case discografiche americane, europee ed italiane più rappresentative>.

Questa edizione sarà proprio un viaggio omaggio anche alle più serie case di produzione, alla loro storia e all’impegno profuso per dare spazio a quelli che poi sono i protagonisti sui palchi del mondo.

Apre la pista l’8 novembre lo Stefano Bollani Trio. Lui, che lo conosciate o meno, non ha bisogno di presentazioni: il grande pianista italiano proporrà in anteprima assoluta il nuovo disco pubblicato da Ecm.

Dopo di che, un’altra sfilza di grandi nomi. Tra gli altri il pianista cubano Roberto Fonseca il cui concerto sarà aperto da Livio Minafra (11 novembre); l’interessante trio Gabriele Mirabassi, Mario Brunello e Marco Zurzolo che ospiterà la vocalist Cristina Cavalloni (13); Iltrio di Brad Mehldau (14); la prima italiana del Diana Jrall Trio, e la Sol6, una giovane formazione d’avanguardia che muove i passi nella scena improvvisativi che suonano con l’etichetta discografica Tracce, un progetto di Radio3 dedicato al jazz contemporaneo più avanzato.

Sempre per il Roma jazz sarà anche l’unica data italiana di Jami Cullum(17), il nuovo progetto che Antonio Placet mostrerà insieme al suo Trio, la contaminazione tra i turntables di Luciano Cantone e il gruppo di Nicola Conte, “il gusto della sperimentazione” dell’Alboran Trio (20).

Secondo test di conoscenza del genere: potevano mancareil trombettista Paolo Fresu e il pianista Uri Caine? Se la risposta è no, siete nel posto giusto e dovreste essere avvisati che a questo giro sul palco insieme ai due ci sarà il quartetto d’archi Alborada (24). Se la risposta fosse sì, e vabbè, sarà il caso che vi dirigiate comunque all’Auditorium perché è evidente che vi manca qualcosa da sapere.

Il 26 novembre si passa un attimo dal Circolo degli Artistiperché è lì che si festeggeranno i 70 anni della Blue Note Records. L’ultimo giorno, il 30 novembre, chiuderà la rassegna la fisarmonica di Richard Galliano.

C’è ancora qualche chicca da scoprire, e sarà possibile farlo dando un’occhiata al programma completo qui.

Alcune iniziative in programma, come visto, sono state realizzate in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Casa del Jazz ed il Circolo degli Artisti.

L’immagine del Roma Jazz Festival 2009 è di Enrico Guarino - 2009 Kind of Blue acrilico su tela

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