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Roy Paci ad Excite: "I talent sono il concetto della musica a servizio della televisione"

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Roy Paci ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo “Italians do it better” con Aretuska, dove vuole portare una pittura simbolica di un'Italia fatta di eccellenze attraverso i volti di coloro che, nel nostro paese e all'estero, rappresentano tutto il coraggio, la forza d'animo e l'impegno, di un popolo che, nonostante la crisi e gli stereotipi, ha in sé il seme per migliorare sé stesso e il mondo. Roy ha raccontato ad Excite il messaggio che ha voluto mandare svelando anche qualche novità sul suo prossimo album in via di realizzazione.

Ci parli del tuo nuovo video “Italians do it better”, hai inserito tanti personaggi molto diversi tra loro dalla presidente di Emergency a una modella, dalla campionessa del mondo di ginnastica ritmica a Chef Davide Scabin, come è nata questa idea?

Volevo rappresentare con questo brano quelle che sono l'eccellenze di un'Italia diversa, che vive più nascosta anche da tutta la serie di stereotipi che tendono a farci vedere le cose più negative, invece abbiamo dei grandi e validi personaggi a cui si può dare più valore per la nostra terra. Ho voluto coinvolgere loro, che poi sono miei amici. Oltre a quelli che hai citato c'è anche Saturnino che è uno dei grandi personaggi che si distinguono nel mondo, uno dei migliori musicisti che abbiamo in Italia, e tutti loro ci permettono di fotografare un'Italia diversa, un'immagine di un'Italia migliore, che è anche il succo del messaggio che volevo cercare di trasmettere attraverso il brano.

Secondo te cos'è che realmente fanno meglio gli italiani rispetto al resto del mondo?

Fanno meglio il loro lavoro quando si proiettano in una situazione lavorativa più umanamente pura e reale di quello che sono i ruoli che poi, alla fine, vogliono ricoprire. Quando l'italiano si accinge a lavorare nel proprio ruolo specifico sulla creatività e sulle cose che possono essere interessanti, senza badare a quello che è il confezionamento di una vita che è un po' più patinata, un po' più da showbusiness, può fungere anche da esempio di quello che può essere un uscire fuori da tutta una serie di stereotipi che ci dipingono come un paese alla deriva.

Come ti senti di rappresentare l'Italia quando sei Roy Paci l'artista? E come reagisci agli stereotipi sull'Italia e gli italiani quando sei all'estero?

Io come artista cerco di rappresentare l'Italia con un grande ingrediente fondamentale che è dovuto e mi è stato trasmesso dalla mia famiglia. Io sono figlio di contadini e porto avanti quello che è una grande esperienza mediterranea della mia persona , che mi ha permesso di entrare facilmente in sinergia con il resto del mondo, perchè abbiamo una grande ricchezza, passaggi di dominazioni diverse, un mondo che, se si esplorasse in maniera più pura e reale, potrebbe anche essere una chiave di lettura diversa per quello che, invece, il più delle volte viene considerato di un'Italia più superficiale. Quello che penso sugli stereotipi probabilmente, alla fine, lo traduco in musica perché non bado all'estero agli stereotipi che la gente si fa, ma dimostro quello che riesco a fare grazie a quello che è stato l'insegnamento che mi hanno dato i miei genitori, ma anche le persone che mi hanno affiancato e la gente che mi ha supportato. Io cerco di esprimere quello che c'è di bello e non quello che c'è di brutto e negativo.

Rispetto a quello che gli italiani fanno male, e spesso molto male, come si può migliorare questo nostro paese?

Ribadisco il concetto che dovremmo prendere le donne e gli uomini virtuosi che si stanno distinguendo nel mondo come esempio perchè, se per un attimo cessassimo l'idea di piangerci addosso e di dover vedere solo i lati negativi delle cose, probabilmente avremmo anche una soluzione a tutta una serie di problematiche che in questo momento stiamo attraversando proprio perchè siamo un gregge che segue degli istinti stupidi e modaioli. Penso che siano proprio quelle donne e quegli uomini virtuosi che, nel proprio mestiere e nel proprio lavoro, che sia lo sport, la scienza, la musica, sono quello che potrebbe essere il nostro obiettivo di valorizzare attraverso questi insegnamenti il nostro territorio.

Cosa pensi dei talent musicali, aiutano veramente i giovani, che fine potrebbero fare tutti questi ragazzi e le loro speranze?

Io sono sempre stato tacciato di aver criticato i talent e averli snobbati, in realtà non ho mai avuto assolutamente nessun tipo di riluttanza nei loro confronti. Ho criticato il modus operandi dei talent, non ho accettato di buon gusto il fatto che i talent sono un po' il concetto della musica a servizio della televisione. Piuttosto preferisco che si applichi il metodo contrario, ossia la televisione al servizio dello spettacolo e della musica, come un tempo si faceva in televisione. Voglio fare un passo indietro citando programmi come D.O.C., che hanno dato grande lustro alla televisione stessa, o quando c'erano Mina e Alberto Lupo che conducevano programmi dove la musica aveva un'importanza notevole e sociale ed insegnava, anche alla gente della campagna, che cos'era un clavicembalo. Ecco, i talent, sono troppo al servizio della spettacolarizzazione e, alla fine, non portano nulla anche a quei ragazzi che, invece, credono in un possibile futuro migliore. Il talent è talmente patinato che, l'unica cosa che mi permetto di dire, è come è stata la mia esperienza: ho iniziato dalla strada, quando ho deciso di farmi conoscere al mondo ho scelto di abbandonare la mia terra per andare a confrontarmi con il mondo, ho comprato un semplice biglietto dell'interrail e, girando città europee ho assaggiato le culture diverse dalla mia. È stata una grande lezione di vita anche quella dell'avventura musicale. Il problema, alla fine, sta proprio lì, i talent creano personaggi che non esistono, che magari hanno grande talento ma non hanno mai affrontato la vita di strada, non hanno mai scaricato un furgone, non hanno mai vissuto la vita che bisogna fare per arrivare poi a degli obiettivi che sono alla base di tutto. Mio nonno, che era contadino, diceva che prima di realizzare un grande raccolto bisognava conoscere anche l'humus della terra, i cicli della luna ed è un principio mistico che non viene applicato in quelli che sono i fenomeni dello showbusiness e della televisione ed è un peccato.

Stai lavorando ad un nuovo album o hai qualche nuova collaborazione in vista?

Sto lavorando ad un nuovo album che ancora non è finito. “Italians do it better” è un singolo che potrebbe essere un futuro album, ma sono felice di poter dire che non ho assolutamente premura di realizzare entro l'estate, l'autunno o l'inverno l'album, proprio perché sono da sempre un musicista indipendente. Etnagigante è l'etichetta che ho creato 18 anni fa proprio per crearmi una certa indipendenza, con tutti i pro e i contro del caso perché, effettivamente, essere indipendenti in un mercato globale significa anche fare dei grandi sacrifici, ma sono orgoglioso di essere affiancato da persone validissime che mi hanno permesso di portare avanti questo progetto. Quindi, alla fine, devo dire che ciò che produco non ha assolutamente delle tempistiche televisive o da radio. Quando la musica viene fuori la cediamo e la doniamo alla gente in maniera del tutto naturale.

Sul tuo profilo Facebook hai parlato di una sorpresa che arriverà in autunno, ci puoi dare qualche indizio a riguardo?

Sei molto perspicace! Questa cosa te la devo nascondere perchè non è del tutto sicura, non abbiamo ancora l'ufficialità quindi magari in un secondo momento sarò felice di dirtelo.

Guarda il video di Roy Paci "Italians do it better"

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