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Salif Keita, video-intervista e live at Excite

In occasione della promozione del suo ultimo lavoro intitolato M'bemba, è venuto a trovarci nei nostri uffici Salif Keita, uno dei nomi più celebri della musica africana. Lo abbiamo intervistato, videoripreso e, grazie alla sua disponibilità e cortesia, sentito cantare, voce e chitarra. Ovviamente è tutto documentato, in un video-bootleg imperdibile e di raro valore.
Le emozionate domande sono di Zoro, in un francese che neanche Totò e Peppino, ma questo passava il convento e ci siamo adeguati.
Cliccando sul "continua" avrete accesso a: video-intervista (in francese) + esibizione live (+ rituale consegna del cd della Slammer da parte dell'intervistatore), video della sola esibizione live, intervista testuale (in italiano).

Buona lettura, buona visione e buon ascolto.



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- Video-intervista + esibizione live (consigliato) - alta risoluzione (75.9 Mb, durata 20.47)
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- Video esibizione live -
alta risoluzione (18.8 Mb - durata 5.20)
- Video esibizione live - bassa risoluzione (5.72 mb - durata 5.20)





L'intervista (a cura di Zoro)

Come può vedere ho l'lp "Soro", comprato nell'87 e pagato solamente 7 euro.
Davvero?

Sì, era il prezzo d'allora. E' solo per mostrarle in concreto l'ammirazione che ho per lei; nell'87 già compravo i suoi dischi e andavo ai suoi concerti. Per me è un vero piacere conoscerla e avere la possibilità di provare a farle quest'intervista.
Vedo, vedo, grazie, grazie, grazie

La prima cosa che vorrei domandarle è perchè, quando ieri ho detto ai miei colleghi che avremmo avuto la possibilità di intervistare Salif Keita, loro mi hanno tutti risposto "chi è Salif Keita?". Per me la cosa è un problema perchè io so che lei è un gigante della musica e della musica africana in particolare, ma in Italia si può dire che quello di Salif Keita presso il grande pubblico sia un nome quasi sconosciuto.
Sì, è vero
E' solo colpa dei miei colleghi o ci sono altre ragioni?
Non c'è nessuna colpa, è normale. Quando si vede qualcuno che non si conosce si dice "chi è?", è normale. Posso però dire che quando vengo qui, intanto so di essere in un paese di musica. So molto della cultura italiana, ho ascoltato molta musica italiana, ho visto del cinema italiano. E' un paese con molto funk (ma potrebbe anche aver detto altro, qui non ho capito bene). Quando vengo qui voglio conoscere il pubblico, comunicare con la gente, e ovviamente essere molto più conosciuto di quanto ancora non lo sia.

Conosce qualche artista italiano, qualcuno che le è rimasto impresso?
Sì, ho lavorato con un chitarrista molto conosciuto qui, però ho dimenticato il suo nome
Non è grave...
No, ma lui l'ho conosciuto personalmente. E mi ricordo anche di un musicista che cantava qualcosa come (qui canta una melodia che non ho riconosciuto) e l'ho ascoltato moltissimo, ma non mi ricordo come si chiami neanche questo.

Leggendo la sua biografia si può dire che lei abbia un rapporto un po' conflittuale col suo paese. Quando era giovane le era impedito di intraprendere la carriera di musicista a causa della sua discendenza nobile; essere un albino in Africa, inoltre, le ha comportato altri problemi di relazioni. In seguito ha preferito lasciare il Mali per tentare la fortuna all'estero e solo recentemente vi ha fatto ritorno definitivamente. Anche adesso i problemi non sono finiti e se ho ben capito questo ritorno ha suscitato reazioni diverse tra il pubblico e tra i musicisti...
Credo che ognuno abbia il proprio destino tracciato. Io credo, credo in Dio.
Sono un albino ed è un contrasto, essere un bianco tra neri è un contrasto, ed è già un problema; in più sono nobile e per il fatto di cantare ho avuto dei problemi con la mia famiglia perchè da noi i nobili non cantano. Solo i griot possono cantare. Quindi sono partito all'avventura, mi sono imbattuto in cose buone e in altre cattive, e, beh, la vita è fatta di contrasti e di cose normali, ma ringrazio Dio per dove sono arrivato ora. E' vero, come ha detto un grande personaggio, che "l'uomo è perennemente insoddisfatto", però posso dire che mi va bene così.
Quindi ora è soddisfatto?
Dico che va bene così, non sarei potuto esser qui oggi.
Ma ho letto che dei musicisti maliani hanno cercato di ostacolare le collaborazioni con lei, che Toumani Diabate in particolare avrebbe chiesto agli altri griot di non collaborare con Salif Keita. E' vera questa storia?
Bah, lasciamo stare...
Glielo chiedo solo perchè l'ho letto, non per fare polemica...
Sì, ma ora è mio fratello, gli voglio bene, lasciamo stare.

Dopo aver fatto molta sperimentazione tra jazz, pop e rock, in questo ultimo album lei torna alle radici anche da un punto di vista più strettamente musicale. Perchè questa scelta ora? E' un percorso naturale? Un percorso che prima o poi ogni artista africano deve fare?
E' normale che per avere più esperienze sia necessario sperimentare, non è un fatto negativo. Grazie alla mia venuta in Francia ho avuto una buona conoscenza di ogni sorta di cultura, ho molto lavorato con l'elettronica, musicisti jazz, reggae...
Ad onor del vero nell'ultimo disco c'è anche Buju Banton come ospite...
Sì, infatti. Ora ho capito che l'acustica è molto più vicina alle persone, è più facile da sentire e comprendere e alla portata di tutti ed è per questo che mi sono concentrato sull'acustica. Ho lavorato con Buju Banton perchè ho scritto un pezzo su un combattente (ma non ne sono certo), gli ho mandato il pezzo, l'ha sentito e ha voluto collaborare, e abbiamo fatto il pezzo insieme.
Non perchè sia della stessa casa discografica?
No, non lo sapevo, può darsi che lo sia.

Perchè non si parla quasi mai di musica maliana o senegalese o del Burkina e si preferisce piuttosto generalizzare parlando di "musica africana", dimenticando di fatto che esistono molte differenze tra le culture e le musiche dei tanti paesi dell'Africa? In Europa, per esempio, non si parla di musica europea ma di musica italiana o spagnola. E' un modo di facilitare l'approccio alla musica dell'Africa che condivide?
Questo succede perchè le persone che si sono occupate della promozione della musica africana nel mondo sono le stesse che hanno gli artisti maliani, senegalesi, e tutti gli artisti africani e lo fanno per facilitare la comunicazione. Credo che sia necessario dire "musica africana" senza specificare il paese o la cultura di provenienza.
Quindi è una buona cosa?
Beh, sì è una buona cosa; con il tempo ogni singola cultura potrà farsi conoscere meglio. Adesso c'è la musica maliana che emerge...

Ecco, perchè proprio ora la musica maliana è così di moda?
Beh, credo sia normale. Prima di tutti gli altri è esistito il Mali. C'è un po' di Mali in Gambia, in Senegal, in Ghana e più in generale in tutta l'Africa dell'Ovest e pertanto tutta la musica di quella zona si può dire che venga dal Mali e ora è normale che sia il Mali ad emergere.
Ogni volta che un artista africano è emerso a livello internazionale c'è stato bisogno di un artista europeo o americano che facesse il lavoro commerciale, e la cosa succede ancora adesso. E' successo ad Ali Farka Tourè con Ry Cooder, a Youssou N'Dour con Peter Gabriel, ora ad Amadou e Mariam con Manu Chao e in passato anche a lei con Joe Zawinul. Non se ne può fare a meno di un non africano per emergere?
Per gli altri può darsi che sia andata così, ma per quel che mi riguarda dico che il jazz non è commerciale ed io non ho mai voluto pervertirmi.

Infatti le sue collaborazioni hanno sempre avuto una qualità particolarmente alta.
E' perchè io voglio istruirmi, voglio capire, ma non mi sono mai messo a correre dietro al commercio. Se un giorno avrò il Grammy sarà il Grammy di Salif e non di qualcun altro, se avrò un disco d'oro sarà per merito di Salif e non per altre ragioni. Preferisco così perchè preferisco le cose pure. Ma c'è gente che ha voglia di vendere e di pervertirsi e ha il cuore diviso tra il denaro e la musica, ma io adoro la musica.
Non è una cosa cattiva eh! Ognuno ha il suo modo di fare.
Ah, si, si , preferisco anch'io il suo approccio.
Bene, bene, grazie.
A proposito di questo, volevo domandarle cosa pensa di avvenimenti come il Live 8.
Lei ha partecipato al concerto di Johannesburg giusto?
No.
Ecco, infatti non avevo capito bene se lei avesse effettivamente partecipato oppure no.
Ho visto il suo nome nella lista dei partecipanti ma non era chiaro come fosse andata a finire.
No, non sono partito, non sapevo neanche cosa ci fosse a Johannesburg. Sono stato mal informato. Generalmente se non partecipo è perchè non mi si è chiamato. Tutto quello che riguarda il movimento umanitario io sono pronto a farlo, ma spesso c'è la mafia che s'appropria di questo genere d'iniziative e le persone non si preoccupano più dei musicisti africani.

Infatti ci sono stati diversi livelli di polemica, tra chi accusava gli organizzatori di badare solo alla promozione degli artisti e non agli interessi reali dell'Africa e chi, come Damon Albarn, evidenziava lo scarso spazio lasciato agli artisti africani in un evento organizzato per l'Africa.
Io so che qualsiasi sia il nostro ragionamento, il problema vero del Live 8 è stato un problema d'esclusione. Siccome io sono abituato ad essere escluso da tutto lo so. Ma non ho niente da dire, ci sono abituato.

E si è rassegnato?
Sì, ci sono abituato e in quella storia lì io ho percepito ancora l'esclusione e pure un po' di razzismo. Perchè se è una cosa per l'Africa e non c'è spazio per gli africani, va bene, ok, ci sarà comunque spazio per gli africani dappertutto, in capo al mondo, dove lavorano, dove vanno, dove viaggiano, e ovunque vogliano andare a fare qualcosa.
Ti dico che per gli africani c'è stato spazio quando abbiamo cantato per Mandela! Eravamo tutti là!

Era organizzato da africani.
In ogni caso eravamo tutti là.

Che cosa pensa della possibilità di scaricare musica da internet?
Se lo si fa onestamente è una buona cosa.
E' un'occasione per conoscervi.
Sì, ma se la gente che scarica paga è buono per gli artisti perchè è una cosa che amplia le possibilità di vendita degli artisti. Ma c'è chi scarica spesso non paga...

Un'ultima cosa. Ho appena ascoltato l'intervista che ha rilasciato alla Rai poco fa e l'ho sentita cantare. Potrebbe farlo anche qui?
Ahh, d'accordo... mi serve la chitarra, ma va bene.

E dopo avermi autografato l'lp, Salif Keita ha cominciato a cantare Bobo (guarda il video), tratta dal suo ultimo lavoro intitolato M'bemba.
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