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Samuele Bersani: "Il tour parte a gennaio 2014", intervista e presentazione a Roma dell'album "Nuvola Numero Nove"

di Antonella Dilorenzo

“Ero un ragazzino quando sono arrivato da Lucio con lo zainetto sulla spalle e una cassetta”. Così esordisce Samuele Bersani all'incontro a Roma (dove c'eravamo anche noi di Excite) per la presentazione del suo ultimo album 2013 “Nuvola Numero Nove”, in vetta alle classifiche di iTunes a soli due giorni dalla pubblicazione. L'esordio della conversazione non poteva che fare riferimento a Lucio Dalla, suo mentore, a cui ha dedicato questo disco che ha avuto l'onore di registrare proprio nel suo studio.

Guarda il video "En e Xanax" di Samuele Bersani

“Ho lavorato quasi sempre in quello studio” - continua - “non era una novità, per me la novità era lavorarci al netto di Lucio”. Sul rapporto con il cantautore scomparso ricorda: “Quando avevo una frase alle 2 di notte, avevo il lusso di poterlo chiamare”.

Guarda le foto tratte dal nuovo video "En e Xanax" di Samuele Bersani

Spigliato, diretto, pronto ad ascoltare, Samuele Bersani ha trasmesso, con grande interesse degli ascoltatori, il messaggio di questo nuovo lavoro discografico in cui dice: “ho usato meno metafore e scelto di rendere più evidente l'uscita”.
In effetti, molti graditi giri semantici dei passati album sono stati messi da parte per dare spazio alla naturalezza dei sentimenti come quelli raccontati in “En e Xanax”, singolo di lancio che ha stregato gli ascoltatori di ogni fascia d'età.

L'amore, quello vero e quello malato (raccontato in “Spia polacca”), è uno dei temi più cari a Bersani che riesce a renderlo in vari modi. A tal proposito dice: “L'amore non ti rende solo spensierato, ma ti può impicciare. Sono convinto che la felicità la puoi fermare” e sul rimando ad un suo pezzo del 1997, “Braccio di ferro”, in cui canta dell'amore tra Bruto e Bracci odi Ferro spiega: “Mi sento così libero di poter scrivere di un amore omosessuale, pur non essendo omosessuale”.

Per questo disco, Bersani ha collaborato con alcuni autori quasi sconosciuti scoperti per caso, alcuni anche su Youtube. Si tratta di Gaetano Civello, che ha musicato con lui “Spia polacca”, di Gregorio Salce e Matteo Fortuni, autori in “Desirée” e, infine, gli Egokid per il pezzo “Il re muore”. “Ho un senso di debito interno per come è nata la mia storia. Mi piace molto parlare degli autori” - spiega.

Sulle somiglianze della copertina del suo disco con quella dell'album “Dalla” del 1980, Bersani dice:“è stato un puro caso, ho appoggiato gli occhiali e fatto la foto. Sono contento che gli altri trovino delle interpretazioni”.

Non può mancare, in chiusura, la domanda sul tour “Nuvola Numero Nove” che ha annunciato: “aspettiamo l'anno nuovo per il tour. Voglio che il pubblico arrivi al concerto che abbia masticato bene l'album”.

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