Excite

Sanremo 2010, i pagelloni

di Simone Cosimi 

Irene Grandi, La cometa di Halley - Battiatiana
Si tratta, con tutti i pregi (molti, fra cui una spruzzata di Battiato) e i difetti (sul ritornello si poteva fare molto meglio), di un mediocre pezzo dei Baustelle. Non a caso l'ha scritto il leader della band di Charlie fa surf, Francesco Bianconi.

Valerio Scanu, Per tutte le volte che - Sempre teso
Pezzo piuttosto sfilacciato e neomelodico a gogo, ma anche abbastanza difficile per i molti cambi di tonalità. Scanu avrebbe anche una voce calda, l'esibizione nel complesso non sfigura ma si palpa un po' di tensione.

Toto Cutugno, Aeroplani - Stakanovista
Confidavamo in una nuova Voglio andare a vivere in campagna ma il vecchio Toto pellaccia dura sforna un pezzo insipido, che sembra sbucato fuori - anche nell'arrangiamento - da un provino scartato per Sanremo 1985.

Arisa, Malamorenò - Fotocopiata
La montatura degli occhiali è cambiata, l'idea che abbiamo di Arisa no. D'altronde lei non ci aiuta: un conto è rifarsi a uno stile ben preciso, un altro spurgare canzoni con la carta carbone. Una canzonetta, come l'anno scorso. Che non avrà lo stesso successo dell'anno scorso. Allietano la mestizia i tre sosia di Platinette aka Sorelle Marinetti.

Chi vuoi che vinca Sanremo 2010? Vota!

Nino D'Angelo, Jammo Ja – Stropicciato
Un pasticciaccio brutto fra la Aisha del grande Khaled e le ritmiche di Eugenio Bennato. Quanto al testo, difficile capirci qualcosa. Ah: poteva almeno impararselo a memoria, D'Angelo.

Marco Mengoni, Credimi ancora – Inesploso
Il reuccio di X Factor, che pare sbucato dritto dritto da Alice nel paese delle meraviglie, riesce come al solito a salvare dei pezzi inascoltabili con la sola qualità della sua sinuosa voce, che potevano fargli spingere anche un po' di più. Pezzo fuligginoso, insomma, per una vocalità inarrivabile. Per favore, trovategli un autore con le palle.

Simone Cristicchi, Meno male – Saltellante
La giusta risposta a Meno male che Silvio c'è. La prima folata di autentico divertimento della serata. Il riccioluto del Tuscolano, fra raffinate allusioni ed esplicite quanto sacrosante denunce, spiattella sul palco quel che sa far meglio: cantilene pop dal peso specifico elevato.

Malika Ayane, Ricomincio da qui – (Troppo) sofisticato
Il tocco leggero ed elegante di Pacifico si sente, anche se non è uno dei suoi migliori parti, questo pezzo. Rimane che la voce di Malika Ayane ha dei segni particolari tutti suoi, e tutti sopra la media. Il pezzo, tuttavia, si sgrana un po' per strada.

Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici, Italia amore mio – Inquietanti
Un pezzo del povero Mino Reitano. Cantato dal trio monnezza. Almeno lui, buonanima, faceva da solo.

Morgan – Assente (la signorina Clerici ha recitato la poesia al suo posto)

Enrico Ruggeri, La note delle fate – Deprimente
Di una povertà struggente, Ruggeri ricalca – malissimo – il suo passato. Si salva solo il giro di basso. Davvero nient’altro di una canzone insensata. Potevano fermarlo in tempo.

Sonohra, Baby - Pallosi
Il giro del barbiere nella solita, stucchevole salsa rosa. Se possibile, anche peggio dello scorso anno. Il testo sembra estratto da un corso di lingua italiana per neozelandesi. Almeno cercano di farsi il controcanto. Nino D'Angelo manco quello.

Povia, La verità - Astuto
Dovessi giocarmi un euro, lo punterei su quella vecchia volpe di Povia. Se la formula è la solita e ormai un po' frusta, almeno cerca di veicolare un tema pesante e di farlo in modo antiretorico. Il testo è ragionato e delicato, l'arrangiamento a tratti si perde ma riesce alla fine a mantenere una sua compattezza che lo rende discretamente fruibile. E, soprattutto, l'eutanasia non ne esce banalizzata. (PS: per fortuna non ha cambiato corista).

Irene Fornaciari e Nomadi, Il mondo piange – Sensato
Se mi avanzasse un altro euro, ripescato in giro per le saccocce, lo butterei su questo bel pezzo in crescendo in pieno stile Zucchero fine anni Ottanta. Finalmente una prova convincente per la figlia, anche se non graffia particolarmente. Però ha un suo perché. E, per la media sanremese, tanto basta.

Vota Sanremo Nuova Generazione

Noemi, Per tutta la vita - Strozzata
Stesso discorso – anche se non al medesimo livello di disperazione – fatto per Marco Mengoni: voce particolarissima ma sotto c'è un pezzo debole che a mala pena resta in piedi. Ed è un problema strutturale: manca una generazione di giovani autori in gamba. Interessante lo scambio delle parti con le bravissime coriste. Comunque, può fare la sua strada.

Fabrizio Moro, Non è una canzone - Coraggioso?
Un reggae da combattimento in pieno stile da filastrocca pseudosociale, formula cara a Moro. Strano trovare un genere così sul palco dell’Ariston, e questo è un merito. Ed è un merito misurare le proprie parole su un altro terreno. Detto questo, c'è poco altro da aggiungere, a parte l'infoiata batterista.

Gli eliminati della prima serata sono abbastanza relativi perché giovedì prossimo il televoto potrà ripescare fra gli esclusi di oggi e domani. Comunque, per il momento sono fuori Nino D'Angelo, Toto Cutugno e il trio delle meraviglie Pupo, Filiberto e Canonici. Le uniche scelte cui ci sentiamo di dare un bel 10 e lode.

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017