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Sanremo 2010, la prima puntata: fuori D'Angelo, Cutugno e Pupo

Benvenuti sotto il cielo del Teatro Ariston, un festival crepuscolare con un Bonolis e un Laurenti valletti che vagano nell'oscurità. 'Ma mi hai portato di nuovo qua?'. 'Ci hanno invitato', spiega Paolo.

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Che la gag abbia inizio. Il Del Noce andato, un nuovo direttore (o l'amante?) dallo stacco di coscia notevole. L'inevitabile riferimento a Morgan, alle pippe di Arisa e di Pippo (Baudo), la partecipazione di Emanuele Filiberto – 'Nessuno sa che se lui vince ci ridanno la Corsica' - e la sigla cantata da Laurenti – lui sì che può - che si dimena su Crazy little thing called love.

Ma la sessantesima edizione del Festival di Sanremo non vede ancora l'inizio e la signora Clerici tarda a mostrarsi nella sua interezza (e rotondezza). Poi appare, di rosso 'polmone' vestita. No, rosso 'angioma'.

Con lentezza si comincia e Irene Grandi inaugura il festival. Occhi pesti, un truccatore da menare, e lei che prova a destare il pubblico intento a seguire la sua cometa di Halley. Ma poi qualcuno l'ha vista?

Valerio Scanu, sfornato da Amici, canta Per tutte le volte che, rilancia il codino anni Novanta e spiega in note di voler far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi. Speriamo che non anneghi. Mentre il veterano Toto Cutugno, 15 partecipazioni tra primi, secondi e terzi posti, stavolta vola sugli Aeroplani. Che, a dirla tutta, non decollano. Che sia sciopero?

Arisa, nuovo look, le Sorelle Marinetti a farle compagnia – Andrea, Nicola e Marco, tutto nella norma di questi tempi, non preoccupatevi... - e il suo Malamorenò. Aridaje con la filastrocca, in tutta Sincerità.

Primo ospite è Antonio Cassano. Uno scambio di battute, il suo outing musicale per Gigi D'Alessio e, come scherzo del destino, eccolo presentare Nino D'Angelo (con Maria Nazionale, sconosciuta ai non napoletani) e il suo Jammo jà. Il dialetto trionfa. Mentre Marco Mengoni, il giusto vincitore di X Factor, canta Credimi ancora in versione camicia bigusto. Con la voce che ha, potrebbe cantare di tutto. Non vale.

Sanremo e l'ospite straniero: Susan Boyle. Per la prima volta in Italia ecco la rivelazione di Britain's Got Talent. Ma il cigno di nero vestita appare alquanto imbalsata sul palco. Poi apre bocca, ed è magia.

Si torna alla gara. Simone Cristicchi fa saltellare con il suo quasi incidente diplomatico, Meno Male che c'è Carla Bruni. Il finale risparmiatoci e non pronunciato appare fin troppo chiaro. Malika Ayane très chic vola troppo in alto su questo festival con la sua Ricomincio da qui. Ed eccoci subito ripiombare giù con il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici e il loro Italia amore mio. Il pubblico li accoglie tra i fischi, Gino Castaldo sul blog di Repubblica insiste: 'Persino troppo brutta per sembrare vera. Oscena'. Un, due e tre: giuria, al suon della trombetta mandateli via.

Il fantasma Morgan c'è, è nelle parole della Clerici che legge un passo della sua canzone e gli augura di ritrovarsi. E si ritorna a Cassano e il suo pessimo show: sei bocciature nella sua carriera scolastica, la dedica alla fidanzata e alla madre, l'elogio dei suoi guadagni. Ma che bell'esempio. Noi ci auguriamo di addormentarci, e pure presto.

Ancora gara. Decimo artista: Enrico Ruggeri diretto dalla sua donna esegue La notte delle fate. A seguire, i giovani Sonohra con Baby (non accennano a cambiare parrucchiere, contenti loro), Povia e La verità (ah, c'è ancora la sua corista un tempo ansimante), due violoncelliste e l'ennesima storia di vita vera, stavolta con l'Englaro. Irene Fornaciari e i Nomadi ci ricordano che Il mondo piange, mentre Noemi promette Per tutta la vita. Chiude la sfilata dei carri, pardon dei cantanti Fabrizio Moro e il suo reggae Non è una canzone.

Mezzanotte, scatta il bollino rosso e arriva la regina del burlesque Dita von Teese tutta sbrilluccicante vestita. Calze color carne, mutande pure. E poi sarà solo carne, mentre si butta nel calice di champagne, mostra i copricapezzoli gioiello e allaga un palco. Attenzione, scivoloni in vista.

Una breve parentesi per i Giovani che da domani si sfideranno ed ecco gli esclusi: Nino D'Angelo, Toto Cutugno e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici. Rallegratevi, ne abbiamo ancora quattro di lunghe serate. Per adesso buonanotte.

Photo: LaPresse

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