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Sanremo, caso Tricarico: autocensura sul testo?

Sanremo è dietro l'angolo. E puntualmente ricominciano le polemiche dal sapore politico. Stavolta pare che il testo della canzone di Tricarico, intitolata 3 colori, sia stato modificato per non urtare i sentimenti leghisti. O meglio, come ha dichiarato Caterina Caselli ad Andrea Laffranchi sul Corriere, per non 'dare adito a polemiche'.

La storia è semplice e la patata bollente appiccata ieri da Massimo Giletti nel corso dell'Arena di Raiuno: 'La canzone si chiamava La nebbia e il testo recitava 'quelli nella nebbia hanno la bandiera verde', parole tipicamente legate alla Padania, mentre nel testo finale c'è anche questa frase 'quelli nei confini hanno la bandiera rossa, quelli sul monte hanno la bandiera bianca'. Insomma, da pezzo critico nei confronti di alcune posizioni politiche a brano unitario, perché poi alla fine le compagini si riuniscono. La canzone racconta infatti di un padre intento a giocare a soldatini con il figlio, dividendo i pupazzetti in tre schieramenti: bianchi, rossi e verdi, che alla fine trovano un accordo. Cattolici, leghisti e sinistrorsi? Ma soprattutto: censura o autocensura? Chissà.

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Tricarico, intervistato dal programma, s'è molto diplomaticamente limitato a dire che 'il verde è uno dei colori della bandiera italiana, noi abbiamo anche il bianco e rosso: meglio tre che uno'. Fausto Mesolella degli Avion Travel, autore del pezzo, ha addirittura preso un'altra strada: 'È una canzone d'amore, che inizialmente avevo pensato per lo Zecchino d'oro. Non ho subito nessun tipo di pressione'.

Tuttavia, potrebbero esserci state pressioni da Raiuno e dalla direzione artistica: in fin dei conti gli artisti partecipano su invito della coppia Gianni Morandi-Gianmarco Mazzi. Il meccanismo di casting, insomma, si presta quantomeno a pesanti osservazioni da parte dei 'reclutatori'.

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