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Sanremo 2011, la finale: vince Roberto Vecchioni

 di Valeria Scotti

Cosa vuoi che sia una finale di Sanremo. Una passeggiata, quelle cinque-sei ore di interminabile diretta. Sì, siamo arrivati alla frutta. Via i pigiami allora: concediamoci smoking e abiti lunghi, come in ogni grande occasione che si rispetti.

Nonno Gianni c'è, Elisabetta-Belen, Belen-Elisabetta pure. Tempo di ultimi ascensori. I capelli della Canalis direttamente dalla galleria del vento. E Luca e Paolo, tanto per gradire, le cantano ai compagni di viaggio. Poi, nel clima orgiastico, ci scappa pure un bacio di Luca sulla bocca del padrone di casa.

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In scena, allora, i dieci artisti rimasti in competizione. Cosa ricorderemo di questa serata? Il viso acqua e sapone di Anna Tatangelo con look carnevalesco - in fondo i tempi sono quelli - il Barbarossa su su su e giù giù giù che vuole stare un po' tranquillo, in una stanza vuota, solo con una candela accesa, la Belen cantante sul palco con papi(no) che dichiara 'Dopo il Festival cambierò fidanzato' – peccato, scherzava – le gag di Luca e Paolo, il Morandi telecomandato dall'alto, l'ennesimo tentativo danzereccio sexy della Canalis. Imbarazzante.

Il guaio è che alle 22,20 i dieci finalisti si son tutti esibiti. Uno pensa: si va finalmente a casa dopo quest'epopea. Invece no: sei incatenato da martedì e dall'Ariston tentano ancora di allungare il brodo di dado in ogni modo. Torna così Gualazzi, vincitore dei giovani. Raphael parla poco, non lo aiuta nemmeno il talento d'intervistatore di Morandi sotto lo zero. Insomma, dategli il piano e facciamola finita. Che poi il ragazzo c'ha le mani d'oro nonostante il sorriso ebete.

Amar(O)cord. Ranieri, salvaci tu. Guarda, perdoniamo pure il fatto che tu vada dallo stesso mummificatore di Morandi. Solo che a un certo punto Raiuno trasmette odissea nell'ospizio. Manca solo Garibaldi. Ma non possiamo negarlo: Gianni e Massimo, due grandi.

La realtà è una sola: non sanno più come tirarla per le lunghe. Morandi di tanto in tanto si appisola, il palco si trasforma spesso in un canaio. Neanche i capelli gialli e rosa di Avril Lavigne fanno il miracolo. Rigoroso playback: guai a usare i polmoni. Il microfono tempestato di swarowski è l'unica presenza degna di nota su quel palco.

Zitti che forse ne usciamo vivi: arrivano i nomi dei tre finalisti. L'Albano che non t'aspetti, Modà-Emma inevitabili, il Vecchioni annunciato e meritato. Ma quest'anno a fregarti ancora più tempo c'è il Golden Share col voto della sala stampa. Attenzione, stiamo uniti che il meccanismo è complesso. Risultato: una caciara immensa per nulla. I giornalisti lodano infatti Vecchioni, i tre re Magi non cambiano.

Gli italiani son chiamati al (tele)voto. Alle 00.40 les jeux sont faits: Roberto Vecchioni vince con 'Chiamami amore'. E noi siamo incredibilmente liberi. Il resto è storia e cronaca del Festival targato 2011. 'Non ho voglia di chiudere questo festival', ha pure il coraggio di sentenziare Morandi negli ultimi minuti di diretta. Noi, a dirla tutta, sì. Almeno fino al prossimo anno.

(foto © LaPresse)

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