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Sanremo 2011, venghino sìori venghino

di Simone Cosimi 

Che Morgan vesta Cavalli o il professore Vecchioni Pirelli Zero, francamente, ce ne frega meno di zero. Anche perché l'Ariston è una specie di acquario popolato da parruccati pesci-mostro. E nemmeno i cartelli di Povia o i megafoni di Daniele Silvestri, per saltare indietro di qualche anno, sono riusciti a incrinarne più di tanto le untuose pareti. Figuriamoci due giacchette firmate e un (ex) drogato trombato e poi rapidamente pentito: servirebbero i mascheramenti di Elio & co all'epoca della Terra dei cachi. Ma quel genere di leggerezza è ormai trincerata su ben altre emittenti.

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La domanda è semplice: cosa aspettarsi da questa sessantunesima maratona 'musicale'? A parte la santificazione della sorella della fidanzata di Fabrizio Corona, tale Cecilia Rodriguez – e già capite, solo al secondo paragrafo, di cosa toccherà occuparci – che ieri è stata collocata da Belen un gradino sotto alla Madonna e appena sopra Santa Lucia, ci basterebbe portare a casa un paio di emozioni in più dell'anno scorso. E qualche presupposto – che significa qualche artista – ci sarebbe pure. Bisognerà vedere se i vari Battiato (che da settimane fa di tutto per ridimensionare il peso della sua partecipazione, evidentemente assalito da un lancinante pentimento), La Crus, Nathalie Giannitrapani e voglio ficcarci pure Emma Marrone e i Modà riusciranno a proporre qualcosa d'interessante e dal peso specifico superiore allo 0,niente. O si limiteranno, come probabile, a lanciare il nuovo disco, piazzare un pezzo nei palinsesti taroccati di quelle quattro radio commerciali che ancora dettano legge sul Music control e scorpacciarsi pranzi & cene a spese del canone Rai.

Il calendario delle cinque serate

Sul resto, purtroppo, c'è poco da dire. Sia musicalmente che no. Aperti allo stupore e inclini a cambiare idea, risulta tuttavia complicato individuare in Amanda è libera di Al Bano, popolata dalle usuali rime metà-libertà-eternità-infamità, una gemma pronta a esplodere. Così come il Bastardo di Anna Tatangelo che 'mentre ti amavo tu facevi l'amore per gioco' sembra il solito stronzo in salsa soft della canzoni sanremesi da trent'anni a questa parte. È sempre lui che evidentemente si nasconde sotto al parrucchino di Baudo e salta fuori quando un cantante non sa cosa dire. Rimangono Max Pezzali, col suo Secondo tempo (forse i supplementari della Dura legge del gol?), il dialetto comasco di Davide van de Sfroos (scelta piuttosto insensata, in quota bestia rara), la promessa aggressività all'amatriciana di Giusy Ferreri, le solite moine da tradimento di Patty Pravo (Mi vuoi, o vuoi un altro caffè Dicevi non si può e poi sei qui da me) e il furbesco Tricarico, che intanto coi suoi Tre colori è riuscito a far parlare da due mesi un'Italia triste che spera di salvarsi dalla crisi lavorando un giorno in più. Anna Oxa tirerà fuori il solito pezzo alla Anna Oxa, di quelli che conosciamo bene. Incognita totale per l'accoppiata Luca Barbarossa-Raquel Del Rosario, autentico enigma (sottovalutato) di Sanremo 2011.

Fra gli ospiti si parte leggerissimi col tanghero Miguel Angel Zotto e la Nazionale italiana di ginnastica ritmica (???). Poi si andrà avanti con Andy Garcia (decotto) ed Eliza Doolittle, Take that, Robert De Niro, Avril Lavigne, forse Roberto Benigni e si spera in Fiorello (che alla fine andrà: sta rientrando in azienda, deve tornare a farsi benvolere dal pubblico generalista dopo la fuga sul satellite). Clima estramemente circense, insomma, con due favolose primedonne che in venti secondi di conferenza stampa hanno sputato in testa a un milione di persone scese in piazza per dire basta al puttanaio imperante. E due mezzi comici che sul quel palco finiranno disinnescati e mesti come una panchina vuota in pieno inverno. Per fortuna che c'è Morandi. Che almeno piace a mia nonna.

PS Ah: ci sarà anche Pupo. Del principe Filiberto, fortunatamente, nessuna notizia.

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