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Sanremo, cronaca della terza serata

Secondo i dati Auditel il target di persone che guarda il Festival è femminile, oltre i 60 anni, senza laurea e del Sud.
Facile da immaginare, sottintende l'Auditel, se a condurlo c'è un presentatore siciliano che ha tirato fuori dalla naftalina vecchie glorie ormai imbolsite per regalare cinque serate di "buona musica" a tutto il popolo italiano.

Quello che Pippo sta facendo con tigna e orgoglio è un'ammirabile opera di pulizia.
Munito di scopettone, ha voluto ridare a Sanremo il lustro di un tempo che negli anni è andato insozzandosi a causa di presentatori sopravvalutati a caccia di elevati compensi supermilionari.
Baudo invece è uno che ancora riesce a commuoversi se le cose non vanno bene e se non percepisce intorno a sè la fiducia che pensa di meritare.
Guardate ieri. In conferenza stampa Del Noce ha barbaramente accantonato il presentatore, reo, secondo i maligni, di aver fatto perdere agli investitori pubblicitari quella fascia di telespettatori-consumatori piu' appetibile, quella dei giovani compresi fra i 18 e i 34 anni.
E ti credo, quando dall'Ariston vedi scendere Johhny Dorelli, Milva o Al Bano, inevitabilmente il giovane consumer cambia canale o spenge la tv. E' una legge fisica e, soprattutto, una cinica legge di marketing.
Gli investitori pagano, del resto, e quindi devono ottenere utili.
Il Festival è quindi un corollario delle sue pubblicità. Vive per loro. Respira grazie a loro. E non viceversa.

Fra i molti che non condividono questa scelta, si schiera anche il Pippo Nazionale che ieri sera ha piu' volte attaccato in modo sottile e mai diretto il direttore di Rete, seduto in prima fila. Ormai fra i due è guerra. E Bonolis, intanto, se la ride.

Serata di duetti, quella di ieri. La formula degli ospiti che cantano assieme ai Big si è rivelata anche lo scorso anno vincente. Le canzoni riprendono vita, a volte cambiano forma e sembrano non essere mai state ascoltate.
Accade così che anche i brani bocciati la prima serata guadagnino voti e consensi in modo del tutto inaspettato. Ovviamente non per tutti vale questa formula.
Ma andiamo con ordine.

Daniele Silvestri & Bungt Bangt
Il cantante romano di presenta con una parannanza rossa assieme ad una band di percussionisti napoletani (finalmente un po' di Napoli a questo Festival) che fanno il paio ai famosi Stomp americani. Il brano risulta meno coinvolgente del primo ascolto e non per colpa degli ospiti che si sentono a malapena. - Scarica la suoneria

Milva & Enrico Ruggieri
Al contrario della Paranza, la canzone di Milva a questo giro guadagna punti grazie, soprattutto, ad un grandissimo Enrico Ruggeri che interpreta il brano in modo ineccepibile.

Leda Battisti con Kledi & Sabrina Amato
Continua, dopo i PiQuadro, la fastidiosa invasione degli Amici di Maria De Filippi al Festival. La presenza di questi due ballerini è del tutto inutile e serve solo ad eccitare lo spirito vouyeristico del popolo televisivo grazie al perizoma della Amato che fa capolino a intermittenza, coadiuvato da una leggera microgonna zompettante stimolata di continuo dalle dolci movenze della ballerina.
La Amato distrae fortunatamente dall'ascolto di un brano che resta debole e privo di senso.

Simone Cristicchi & Sergio Cammariere
Che emozioni, ragazzi! Il secondo ascolto di questo brano mi ha lasciato di sasso. La canzone è talmente intensa e viscerale che potrebbe andare da sola, a prescindere da chi la canta.
Cammeriere, comunque, le regala quel movimento jazzistico che mancava. E' la mia preferita, senza dubbio.
Al termine del pezzo il pubblico le tributa quasi una standing ovation e Baudo, visibilmente soddisfatto, guarda Del Noce urlandogli: "Direttore, ha capito che cosa deve essere Sanremo? Sanremo è musica! e allora forza, applaudite!".

Ladies e gentleman...

Michele Zarrillo & Fabio Concato con Tullio De Piscopo
La canzone trae beneficio dal "fresco" innesto di Zarrillo, guadagnandone in sostanza e coinvolgimento. Non si capisce il ruolo di De Piscopo, chiamato a fare il percussionista in un brano dove c'è solo il dolce accompagnamento di una chitarra acustica.

Piero Mazzocchetti & Amy Stewart
Niente. Mi spiace, ma proprio non ce la faccio. Questa canzone non la sopporto. Il povero Mazzocchetti ce la mette tutta e per convincere la platea si fa accompagnare dalla voce stratosferica di una spettacolare Amy Stewart ma la canzone è ancorata al terreno e di decollare proprio non gli riesce.
Eppure alla fine il pubblico in sala sembra gradire tributando all'emigrante pescarese un gran bell'applauso.
Ovviamente Baudo anche a questo giro raccoglie l'alzata della platea per schiacciare un'altra bordata in faccia a Del Noce: "Sentite che applauso! Questa è la festa della musica e quando la gente reagisce così vuol dire che la musica trionfa su tutto il resto!".

Mango & Laura Valente
Vale lo stesso discorso fatto per Mazzocchetti. Il duetto fatto di gorgheggi fra moglie e marito non migliora il brano, anzi, lo rende ancora piu' fastidioso.

Stadio & Teresa Salgueiro
La voce scintillante della mente dei Madredeus mi fa ricredere su un brano che avevo sottovalutato e che forse meritava un ascolto più approfondito. La canzone, che durante la seconda serata mi aveva deluso, riprende vita grazie anche all'inesto di questo usignolo umano e torna su livelli più che accettabili. Non vinceranno il Festival ma il duetto è servito eccome!

Zero Assoluto & Nelly Furtado
Appena prima di partire può piacere o non piacere. A me piace perchè mantiene intatta la sua delicatezza e la sua orecchiabilità.
E' un brano semplice che si lascia gustare e che ad un secondo ascolto risulta ancora piu' coinvolgente.
Nelly Furtado non aggiunge granchè alla qualità del pezzo, proprio come, a parti invertite, aveva fatto la presenza di Matteo e Thomas in All good things (comes to an end).
Notiamo come prosegua a passo spedito la marcia internazionale di questo duo romano da seguire con attenzione. - Scarica la suoneria

Tosca & Venturiello
La teatralità del terzo fuochista era già così elevata da non aver bisogno di nuovi innesti. La scelta di mettere Venturiello come sparring partner di Tosca non aggiunge nè toglie nulla. Una presenza inutile per un brano che mantiene intatta tutta la sua originalità. Anche dopo un secondo ascolto.

Velvet & Francesco (Vibrazioni)
Accolti da un problema tecnico che ne rimanda l'esibizione, i Velvet si presentano con il cantante delle Vibrazioni per fugare i sospetti di rivalità fra le due band. In realtà alla gente del Festival importa ben poco di questo aspetto, preferendo la musica suonata a quella da rotocalco.
E il brano suonato dai Velvet è pesante e scivola via senza emozionare.

Nada & Cristina Donà
Bella la canzone, ottimo il duetto che trasforma il ritmo, spostandolo verso atmosfere ancora piu' stralunate e particolari.

Antonella Ruggiero & Cori alpini
La cantante si presenta sul palco accompagnata da quattrocento energumeni tirolesi vestiti tutti di nero. L'impatto non è dei migliori ma la sua canzone riadattata in una versione "a cappella" è piacevole ed originale.

Paolo Meneguzzi & Nate James
Riuscire a risollevare una canzone oggettivamente brutta come quella del Meneguzzi inceronato è una vera missione impossibile. Ci prova il cantante soul più gettonato del momento e ce la mette pure tutta ma il risultato non cambia. Inascoltabile.

Al Bano & i Cosmos
Ecco un'altra grande delusione (se così si può dire) del Festival. I sette lettoni in bianco che Al Bano si porta appresso non portano alcun giovamento. Impressionante la somiglianza dei Cosmos con i furono Ragazzi Italiani. Ve li ricordate?

Paolo Rossi & Tete des bois
L'artista milanese di presenta sul palco con il gruppo romano vestito da Garibaldi e si riscopre finalmente cantante più che dignitoso. Sembra ormai solo un lontano ricordo la tensione della prima volta che aveva penalizzato la sua performance.

Johnny Dorelli & Stefano Bollani
Così è troppo facile, però! Quando hai dalla tua parte un mostro sacro come Stefano Bollani che da solo vale quanto i 400 energumeni della Ruggiero, tutto risulta molto più agevole. Il risultato è una canzone di classe e stile ancora piu' cristallini con un Johnny Dorelli che ne esce come un gigante. Merito suo, certo, ma anche di Bollani che si conferma come il talento piu' interessante della musica jazz italiana.

I Facchinettis & Angunn
Una delle domande più gettonate della serata di ieri era: "Riusciranno papà e figlio ad esibirsi senza steccare?". La risposta era scontata. Francesco si impegna e il primo minuto di canzone sembra promettere bene poi, però, quando arriva una ghepardatissima Angunn la situazione degenera. Sentire la voce squillante della singer thailandese e subito dopo quella di Diggei è un insulto alla musica.
Interessante invece osservare la performance di papà e figlio che a piu' riprese si regalano capocciate da antologia. Che stiano cercando di lanciare una moda?

Amalia Grè & Mario Biondi
La canzone Amami per sempre resta fiacca ma la voce cavernosa (e spettacolare) di Biondi sovrapposta a quella squillante della Grè regala un risultato fantastico. Da censurare l'abbigliamento da famiglia Addams sfoggiato dai due.

Marcella e Gianni Bella con The Supremes
Gianni e Marcella cercano di migliorare il loro brano riesumando nientedimenoche le grandi Supremes. L'idea è geniale ma, ahinoi, il risultato resta lo stesso. Negativo.

Una menzione a parte merita Michelle Hunziker e il Trik Trak che ormai tira fuori ad ogni sua apparizione.
Per chi ancora non lo sapesse, il termine, coniato ad hoc da menti perverse, è una onomatopea dal doppio senso sessuale.
In realtà la sua assonanza risulta molto (troppo) simile alle Tic Tac, le mentine per l'alito pubblicizzate dalla stessa Michelle in un noto spot attualmente in onda.
Una scelta evitabile, se mi consentite.

Max Tortora è stato il comico della serata. Ha imitato Franco Califano (che era impegnato in contemporanea a cantare con i reclusi della casa del Grande Fratello su Mediaset) e ha fatto anche ridere in alcune circostanze tirando fuori barzellette piuttosto becere.
Stasera toccherà a Neri Marcorè, ospite di una serata che vedrà salire sul palco grandi stelle della musica nostrana, da Renato Zero a Elisa, da Gigi D'Alessio a Gianna Nannini, da Tiziano Ferro a Franco Battiato.
Ospite internazionale: Penelope Cruz.

In bocca al lupo.

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