Sanremo, la prima serata

E' sul palco dell’Ariston che "riparte la storia della musica italiana". A spiegarlo è Paolo Bonolis alla piccola Beatrice, ed ecco "Nessun dorma", il video con la voce e le poche immagini di Mina.

Pagelle: i migliori e i peggiori di Sanremo

Lei, in studio di registrazione, insieme all’orchestra diretta da Gianni Ferrio, oltre alle foto dei protagonisti di quasi sessant'anni del Festival. E che nessun dorma allora, che Sanremo abbia inizio: "Con la voce di Mina e le note di Puccini do il benvenuto al 59esimo Festival di Sanremo, la più trasversale trasmissione della tv italiana", parola di Bonolis. Una conduzione rapida che vede, dopo pochi minuti, l’arrivo della prima cantante: Dolcenera, il suo nuovo look, e tanta grinta in "Il mio amore unico".

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Bonolis presenta la giuria demoscopica presente per la prima volta ai piani alti del Teatro Ariston e poi corre al secondo brano in gara: Fausto Leali, "Una piccola parte", con la classica storia dei rapporti genitori-figli.

E’ il momento del compagno fedele di Bonolis. Luca Laurenti, in perfetto stile Sanremo, fa la sua apparizione con "That’s Life" alla Frank Sinatra e parte, dopo poco, con i soliti schetch, aiutato anche dal suo completo di velluto rosso "come un’eritema".

E se Tricarico propone "Il bosco delle fragole" con l’immancabile aria stralunata, arriva il momento della primadonna: Alessia Piovan di rosso vestita, con una imprevista e generosa apertura dell’abito mentre scende le scale dell'Ariston.

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E’ sua la presentazione di Marco Carta: per il giovane vincitore di Amici, un look discutibile e il ritornello de "La forza mia" che probabilmente rimarrà nelle orecchie dei giovanissimi. Poi Patty Pravo, la malinconica "E io verrò un giorno là" e le evidenti stonature dell’ex ragazza del Piper.

Dopo il collegamento da New York con Miguel D’Escoto, presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si riprende con la musica e "L’Italia" di Marco Masini in cui, senza troppi giri di parole, "L’Italia c’ha rotto i coglioni". Parolaccia compresa.

Alla bellezza della Piovan risponde quella maschile del modello Paul Sculfor e le gag sulle prime volte tra Bonolis e Laurenti. (Guarda la gallery del bellissimo Paul Sculsort) Di nuovo la gara: Francesco Renga dal capello più corto è accolto da un coro sulla sua canzone vincitrice nel 2005, "Angelo". Ma adesso "Uomo senza età" non colpisce, ricorda una romanza, in attesa di quel "all’alba vincerò" che non arriva.

Ed ecco lui, la star della serata: Roberto Benigni dallo stacchetto inconfondibile, il "Non voglio parlare di cose serie: Berlusconi…" e "Solo Mina e Bin Laden ormai mandano filmati". Poi il consiglio al Cavaliere di sparire per diventare un mito come Mina, le fresche dimissioni di Walter Veltroni con tanto di nuovo slogan, "Rialzati Walter", i riferimenti al brano della Zanicchi che reclama sesso senza amore, gli italiani in crisi alla ricerca della certezza della cena. E la difesa agli omosessuali - "È una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c'è solo la stupidità" - ripercorrendo il passato che racconta di torture a persone che "amavano un’altra persona", con tanto di lettura di Oscar Wilde. Per Roberto, saluto finale con la standing ovation del pubblico.

La seconda parte si apre con il cambio d'abito per Alessia Piovan e il trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour in "L'opportunità", brano troppo buonista, a tratti imbarazzante. Non manca anche il primo problema tecnico di questa edizione, prima dell'esibizione dei Gemelli Diversi. "Vivi per miracolo", appunto. Poi "L'amore è sempre amore" di Albano e il rock degli Afterhours con "Il paese è reale" che, come osserva Ernesto Assante de La Repubblica, "arriveranno ultimi, ma saranno i primi".

Al terzo cambio della Piovan corrisponde l’arrivo di Iva Zanicchi e il suo "Ti voglio senza amore", già citato nel monologo di Benigni. Poi tocca alla coppia nella vita e sul palco Nicky Nicolai-Stefano Di Battista con "Più sole", il pezzo firmato da Jovanotti. Il marchio, in fondo, c'è.

Finalmente sul palco il protagonista delle maggiori polemiche di questa edizione. Povia racconta in rap la storia del suo "Luca era gay", che parla con il cuore in mano e che "ora sta con lei". Mentre tra il pubblico Franco Grillini dell'Arcigay mostra il suo disappunto e Bonolis gli dà la parola. Grillini legge un messaggio di un omosessuale che ha perso il compagno dopo trent'anni di vita in comune e attacca Povia: "Impara cos'è la felicità". A chiudere la gara dei Campioni, Sal Da Vinci con "Non riesco a farti innamorare", brano di Gigi D'Alessio, e il duo Alexia biondo platino-Mario Lavezzi in "Biancaneve".

Arriva l'ospite straniero: la scandalosa - ma neanche tanto - Katy Perry spunta dal fondo della sala e canta "Hot 'n cold" in tailleur bianco e rossetto rosso fuoco. Poi, febbricitante, omaggia i Queen e regala a Bonolis un semi streap tease con corpetto blu e nero. Per gli interisti DOC.

E dopo una poesia di Alda Merini letta da Bonolis, arrivano quattro cantanti della Categoria Giovani. Si parte alle 00,45 - meglio tardi che mai - con Malika Ayane e la sua "Come foglie". Poi Irene con "Spiove il sole" e lo spot promozionale di papà Zucchero, la straordinaria vocalità di Simona Molinari con "Egocentrica" e Filippo Perbellini con "Cuore senza cuore". All'1,15 i primi tre eliminati: Tricarico, Zanicchi e Afterhours. Speranzosi nel ripescaggio di giovedì sera.

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