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Se la musica si compra all'Esselunga

di Simone Cosimi 

D'altronde, Giusy Ferreri non faceva forse la cassiera all'Esselunga prima di esplodere a X Factor? Ecco, tutto torna. Anzi, tout se tient, direbbero i vezzosi cugini francesi. Una delle più grandi catene italiane di distribuzione, l'Esselunga appunto, lancia insieme a Dada Music Store, la sua piattaforma di ascolto e vendita legale di brani musicali. Riservata ai possessori di Fidaty Card che popolano ogni giorno i suoi 140 negozi in tutto il malridotto Stivale.

Poca roba, direte. Manco per sogno. Perché i titolari della tesserina sono oltre 4 milioni e il target è di quelli da 'lavorare' a fondo. Una scommessa: 'Allargare un mercato finora rivolto a un pubblico giovane e hi-tech - spiega Enzo Mazza, presidente della Fimi, la federazione delle case discografiche, alla Stampa - il consumatore sta evolvendo. Mentre prima la musica digitale riguardava solo gli appassionati, oggi arriva nelle case di tutti'. Così, insieme alla mezza gemella sciapa, al bocconcino Vallelata e alle Gocciole Extradark (passateci un po' di pubblicità gratuita, abbiamo appena fatto colazione), la celeberrima massaia di Voghera (ma esiste ancora?) potrà portarsi a casa la sua bella music card prepagata. Come per la vitella, tagli per tutti i gusti: da 9,90 euro per 15 canzoni, 29,90 per 50 e 49,90 per 120. Il credito pagato alla cassiera sarà caricato direttamente sulla carta fedeltà. Dopodiché, basterà collegarsi al sito esselunga.it e cominciare a scaricare musica a gogo. A prezzi, fra l'altro, molto competitivi: da 40 a 66 centesimi contro i 99 di iTunes e attingendo in una library da 6 milioni. Mica male.

'La nostra è da sempre un'azienda innovativa nella grande distribuzione italiana - spiega il direttore commerciale di Esselunga, Gabriele Villa - la Fidaty Card, nata nel 1995, ha fatto scuola nel fidelizzare il cliente, e oggi con il Music Store intendiamo porci come pionieri anche nel mercato della musica digitale. Un'offerta alternativa alla pirateria musicale e concorrenziale rispetto alle altre piattaforme'.

La famigerata Gdo, insomma, quel mondo potentissimo dei super e ipermercati che sta spazzando via il tenero pizzicagnolo sotto casa, si getta dunque in un mercato alieno cercando di addentare una fetta di quei 20 milioni di euro annui che frutta in Italia il download legale. Una torta che cresce però di anno in anno, pur azzoppata dagli scaricamenti 'illegali', davvero troppo semplici per non costituire una spontanea alternativa a una pur minima spesa.

Molti, dall'epoca di Napster - e quindi da una dozzina d'anni – parlano di 'musica liquida'. Giusto e sbagliato allo stesso tempo: giusto perché ormai la musica non ha più un supporto, ma solo canali e semmai riproduttori. Sbagliato perché alcune logiche che credevamo vetuste, come nel caso della scommessa Esselunga, che venderà musica come d'altronde molte altre aziende smazzano credito telefonico, dimostrano di poter tornare utili anche per smerciare l'impalpabile per eccellenza: l'mp3. Insomma: se anche il Music Store del supermercato raccoglierà risultati di un certo peso, le major discografiche non avranno più alcun alibi per giustificare la loro immobilità strategica. Non ci rimane che aspettare le offerte tre x due: compri due brani di Gatto Panceri, te ne regalo uno di Dolcenera. Ouch!

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