Excite

Se Morandi si tuffa allo Zoomarine

di Simone Cosimi 

Mentre guidavo fra la Romanina e la Rustica, rispettivamente uscita 20 e 15 del Grande raccordo anulare di Roma, ho avuto una visione. In piena notte le mie retine sono state impressionate da un flash. Un fenomeno che – se non urtasse la sensibilità dei credenti – non esiterei ad accostare alle (sempre più frequenti) apparizioni mariane. Magari. Magari fosse stata la santa Vergine a contattarmi per rivelarmi il segreto, chessò, della prossima legge elettorale. Al contrario. Ho visto chi non avrei mai immaginato di vedere. Nientemeno che Gianni Morandi, che con le sue enormi mani, sfregate fra loro con violenza quasi autoerotica, mi urlava la seguente frase: 'Dai. Dai che ce la fai. Uno su mille ce la fa. Vieni anche tu allo Zoomarine. Canta con me'. Aiuto.

Preso dal panico, ma fermamente deciso a salvare il salvabile, ho tentato di autoanalizzarmi seduta stante. Cosa non facile a 120 chilometri orari con una frotta di cocainomani alfadotati che sorpassa a destra, fa i fari da 600 metri di distanza, tira insulti a chiunque viaggi sotto i 240 all'ora. E magari c'ha un trans pronto all'uso sul sedile affianco. Insomma, ho cercato di fare due più due, come si dice. Di capire perché mai Gian Luigi Morandi da Monghidoro, Bologna – ma che per anni ha vissuto a Mentana, appena fuori Roma – un uomo che potrebbe quasi essere mio nonno, si fosse rivelato al sottoscritto per annunciargli un suo (improbabile) spettacolo. Ho riflettuto a lungo, ostinatamente, pensando forse che i tanti film passati da Raitre e inghiottiti ogni mattina a colazione, tipo I ragazzi dell'hully-gully, potessero aver sortito qualche irrimediabile effetto collaterale. Magari quel Gianni Morandi giovane e forzosamente sbarazzino – eppure, come una maschera greca, sempre uguale a sé stesso nei secoli dei secoli – poteva essersi infilato nelle stanche membra mattutine prive della dovuta scarnificazione critica? Soccorso.

Poi, d'improvviso, l'illuminazione. Contenuta, come tutte le soluzioni, nella stessa rivelazione morandiana e in un'unica etichetta: Zoomarine. Per chi non fosse della capitale, urge una nota esplicativa: trattasi di una sorta di megaparco acquatico dove poveri delfini ammaestrati e disgraziatissime foche vengono obbligati a sperticarsi in piroette ed esibizioni ai limiti dell'antropomorfismo. Sta a Torvaianica, paninara località marittima a mezz'ora dal suddetto Raccordo anulare, comune di Pomezia. C'è di tutto: si va dall'enigmatica Baia dei pinnipedi alla pericolosissima Piana dei rapaci, passando per l'intricata Foresta dei pappagalli e il misterioso Galeone dei tuffatori. Insomma, ci sono proprio tutti: manca solo la redazione sportiva della Rai, con Galeazzi e la Ferrari.

Ebbene, l'imberbe adolescente di Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, il ragazzo di Scende la pioggia, il maturo cantautore di Uno su mille si esibirà in quel posto il 24 luglio prossimo (al costo, per altro assai salato, di 40 euro tondi tondi, pinnipedi inclusi). Non rimane, lasciato ormai il Raccordo alle spalle e inoltratici per la campagna, che farsi una domanda: perché? Perché, Gianni, concedersi a un luogo tanto atipico, lontano anni luce da qualcosa di minimamente accomunabile al mondo della musica, dove degli sfigatissimi animali in cattività patiscono ogni giorno l'umiliazione coatta dell'uomo? Non avevi forse alternative per i tuoi concerti che farti circondare, come l'ultimo tricheco della Papuasia, da 12 milioni di litri d'acqua? Non eri forse in grado di veicolare la tua immagine di vecchio amore delle nonne, intrigante amante delle mamme e simpatico zio delle ragazze in un altro modo qualsiasi? Facci sapere, mi raccomando. Intanto, faremo finta di non aver visto quegli imbarazzanti cartelloni affissi in città.

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017