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Simone Cristicchi, scritte contro "Magazzino 18": "solo i fasci sono nelle foibe"

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Lo spettacolo di Simone Cristicchi, “Magazzino 18”, continua a far parlare e divide. Di poco fa una foto postata sulla pagina facebook ufficiale del cantautore, che mostra un muro a Mestre dove campeggia la scritta “Cristicchi, solo i fasci sono nelle foibe”, seguita dai simboli della falce e il martello e della stella. Intanto Simone Cristicchi continua ad invitare le persone a vedere su Rai 1 il 10 febbraio alle 23.50, la messa in onda del suo “Magazzino 18”, ironizzando sull'orario notturno e scrivendo “Dobbiamo essere tanti! (Sonnambuli e non!)”.

Guarda le foto di Simone Cristicchi

Il caso sullo spettacolo di Simone Cristicchi era scattato a Firenze, quando il cantante era stato contestato con degli striscioni che recitavano “La storia non è una fiction, noi ricordiamo tutto”. La critica avanzata era rispetto alla resa scenica della storia degli esuli e del Magazzino 18. Cristicchi aveva risposto dicendo che nessuno dei manifestanti aveva assistito allo spettacolo e quindi non potevano sapere rispetto a cosa stessero realmente contestando. Secondo il gruppo invece il cantautore avrebbe messo in scena “il peggior revisionismo storico volto a legittimare il nazionalismo italiano anti-slavo”.

Cristicchi si era anche dispiaciuto, in quanto tra il suo pubblico erano intervenuti anche molti esuli, rimasti offesi dalla contestazione, che lo stesso cantante definisce una “pagliacciata”. Cristicchi era rimasto colpito dall'ignoranza che dilagava rispetto all'evento delle foibe e, volendo ripartire dal Porto Vecchio di Trieste e dal Magazzino 18, dove gli esuli – senza casa e prossimi ad affrontare lunghi periodi in campi profughi o in mete lontane – lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterle riprendere successivamente. Il pretesto dello spettacolo sono proprio questi oggetti abbandonati, testimoni di vite quotidiane, semplici come quelle di tutti, ma più difficili perché degli esuli.

Il riferimento alle foibe è rispetto a quello degli eccidi avvenuti nei confronti della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, durante la seconda guerra mondiale e nel dopoguerra. Il nome deriva dagli inghiottitoi carsici dove venivano gettati i corpi delle vittime, chiamai appunto “foibe”. I massacri avvenivano all'interno della secolare disputa tra italiani e popoli slavi per il possesso delle terre dell'Adriatico orientale. Le lotte intestine fra i diversi popoli di quell'area colpirono centinaia di persone e tutt'oggi vengono ricordati come una pagina nera della storia italiana.

Guarda Simone Cristicchi che canta con la Mitteleuropa Orchestra del Friuli Venezia Giulia

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