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Skunk Anansie: nuovo album e tour, tre date in Italia

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In bilico tra pop e rock gli inglesi Skunk Anansie sono stati una delle più celebri e controverse band degli anni novanta. Le loro intuizioni hanno aggiornato la lezione di Patti Smiths e Grace Jones, aggiungendo un gusto speciale per le melodie grazie alla personalità grintosa della cantante, la cosiddetta 'pantera nera' Deborah Anne Dyer (Skin).

Con loro sono state poste le basi di una filosofia musicale incentrata su inni rock spigolosi e ballad romantiche, pietre miliari che prendono il nome dei loro migliori singoli, tra tutti "Secretly", "You'll follow me down", "Hedonism". Poi sono arrivate le collaborazioni con Marlene Kuntz e Prodigy, il brano "Squander" colonna sonora del film "Tutto l'amore del mondo" di Riccardo Grandi e una serie di hit che apriranno la strada a infinite partiture a venire, al di là della Manica e non solo.

Dopo la reunion del 2009 (avvenuta dopo 8 anni di separazione) e il trionfo internazionale di "Wonderlustre", il nuovo disco di inediti confermerà ancora una volta il successo di una delle rock band più amate in Italia. L'album numero cinque del collettivo si intitola "Black Traffic" in uscita il 25 settembre per Carosello Records ed è anticipato dal singolo "I Believed in You" già in rotazione radiofonica e acquistabile su iTunes. L'uscita è accompagnata anche da un nuovo tour europeo che toccherà 20 tra le principali città europee. In Italia sono previsti tre esclusivi appuntamenti: il 19 novembre a Milano, il 20 a Roma e il 21 novembre al Pala Arrex di Jesolo (VE).

"Black Traffic" è stato registrato a Londra ed è stato prodotto dagli Skunk Anansie e da Chris Sheldon (produttore di Foo Fighters, Biffy Clyro, e Pixies) e mixato da Jeremy Wheatley e Adrian Bushby. In questo nuovo disco di inediti gli Skunk Anansie affrontano il panorama dell'attuale realtà politica e sociale. "I Believed In You" rispecchia il disappunto di molti riguardo ai loro politici eletti: "Credo che molte persone siano state deluse dai loro leader. Tutti vogliono votare, ma per chi? Sbagliano tutti perché alla fine interessa di più pensare alla loro posizione come politici che elevare la posizione del paese che stanno rappresentando" – spiega la band.

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