Excite

Stefano Picchi, intervista con Excite

In occasione dell'uscita del suo nuovo singolo e a poche settimane dall'esordio discografico, abbiamo incontrato Stefano Picchi, quello che sul palco di Sanremo ha avuto l'ardire di portare la storia di un kamikaze innamorato. Abbiamo parlato con lui di cosa succede ad un esordiente dal momento in cui scende dal palco dell'Ariston e affronta il mercato discografico, ma non solo. Abbiamo parlato delle restrizioni del Conservatorio, di reality show, e delle emozioni che può dare avere l'opportunità di cantare prima di Alicia Key nella propria città (Lucca, 16 luglio).
 
a cura di Zoro
 
Quando Stefano Picchi arriva nei nostri uffici fa caldo, molto caldo.
La sciarpa al collo che ha caratterizzato le sue esibizioni sanremesi per fortuna non c'è, ma l'occhialetto da vista sì, è lo stesso, lo riconosco. L'atmosfera comunque è quanto di più rilassato ci possa essere, lui non se la tira e l'intervista scorre con disinvoltura e si protrae oltre ogni più rosea previsione.
 
- Cominciamo dall'attualità più stretta. Se ho capito bene quest'intervita è organica alla promozione del tuo nuovo singolo.
- Sì, "La donna che incontrai", che annuncerà il mio nuovo album che uscirà a settembre.
 
- L'album avrà lo stesso titolo del singolo
- No.
 
- Ed è il tuo secondo singolo dopo "Generale Kamikaze", che penso che sia il tuo incubo.
- In positivo, non posso nascondere che mi ha dato la possibilità di farmi vedere e ascoltare.
 
- Ammetto che non  ho seguito molto le tue vicende post-Sanremo, e sapere che stai ancora secondo singolo, e che il disco nuovo uscirà solo a settembre mentre altri tuoi colleghi hanno già da tempo il disco nei negozi è un fatto curioso. Cosa mi puoi dire circa le dinamiche della promozione di un cantante che nessuno conosce e riesce ad arrivare da sconosciuto ad una riblata promozionale come quella di Sanremo?
- La scelta era: far uscire l'album subito dopo Sanremo, oppure farlo uscire a settembre. Le uscite dei dischi in genere sono o a maggio o a settembre, non è una regola ma a grandi linee è così.
 
- Quindi non sei uscito prima perchè non avevi i pezzi pronti?
- No, no, i pezzi erano pronti, ma l'album aveva bisogno di esser realizzato in una certa maniera, volevo farlo fatto bene, avevo bisogno di una tempistica più lunga. Quando a gennaio abbiamo saputo che saremmo andati a Sanremo, abbiamo preferito dedicare tantissimo tempo al Festival. Alla fine del Festival poi si è risucchiati in un vortice promozionale che non ti lascia molto tempo per concentrarti su altro. Per fare il disco come dicevo io e curarlo bene ci voleva tempo.
 
- In genere si suppone che quando uno va a Sanremo abbia già l'album pronto per sfruttarne la situazione
- Questo puoi farlo quando sai di andare a Sanremo a settembre
 
- E un po' un difetto della macchina organizzatrice...
- Non so. E' stato il mio primo Sanremo.
Il mio Sanremo è stato onesto. Ho spedito il cd come un ragazzino. Io sono la prova che Sanremo quest'anno è stato sicuramente pulito. Ho scaricato da internet il bando di concorso, ho spedito il mio cd con le 5 foto e un piccolo video amatoriale fatto con una telecamera digitale e dopo 20 gg sono stato chiamato e mi hanno detto che ero stato scelto per Sanremo.
 
- Scelto da Tony Renis?
- Sì, scelto da lui e altre 5 persone, hanno scelto le canzoni.
L'organizzazione era nuova e hanno impiegato tempo per la scelta.
Prima si faceva tutto a settembre, perchè la scelta veniva fatta in modo diverso e pianificato e gli autori che già sapevano di far parte del Festival preparavano già l'album.
Farlo significa spendere molti soldi.
Tanti hanno fatto le corse per farlo uscire a maggio, ma io no, ho preferito farlo uscire più tardi. Anch'io prima pensavo di sfruttare Sanremo, ma poi ho capito che le persone non le convinci con Sanremo. Chi è che vende? Chi ha credibilità e per averla dovrò dimostrare di saper suonare.
 
- Cosa puoi dire del titolo dell'album, particolarità del disco, collaborazioni...
- Le collaborazioni sono state tantissime, ma non famosissime.
Abbiamo suddiviso il lavoro in quattro studi diversi, tante anime che hanno messo il loro entusiasmo e la passione.
 
- Sono pezzi tuoi?
- Si, testi e musiche sono miei.
 
- Volendolo ghettizzare in un genere, a quale ti sentiresti di ascrivere il tuo disco?
- Non saprei, è veramente un diario di bordo. C'è la mia vita, la serietà e l'allegria, il momento dello scazzo e quello della serietà.
 
- Ho letto che nasci come pianista di piano bar, poi sei stato commesso in un negozio di strumenti, e che la tua formazione musicale si è compiuta al conservatorio, dove venivi cazziato perchè ribelle nelle interpretazioni. Personalmente ho sempre immaginato il conservatorio come un posto palloso e restrittivo.
- Palloso no, restrittivo molto per le anime che hanno dell'immaginazione.
 
- Beh, se uno deve fare il musicista, un po' di immaginazione ce la deve mettere....
- Sì, e non deve fare il conservatorio. Il Conservatorio è importante per la didattica, il solfeggio, ma se poi uno deve scrivere lo devo fare a modo mio. E' inutile ripere le cose, è inutile fare Bach sempre. Mi sono sentito dire "perchè la fai diversa?"
Perchè mi piacerebbe interpretarlo, avevo voglia di farlo, altrimenti a cosa servo, solo solo uno strumento. Poi è assolutamente negativo per l'immaginazione.
Puccini è stato mandato via dal conservatorio, perchè rompeva i coglioni.
Nella musica classica ci sono delle regole, le note son quelle, però in alcuni passaggi della partitura c' scritto "Con Anima". Ecco, se io sono incazzato, in quel momento eseguo da  incazzato, magari il giorno dopo non lo sono e interpreto il brano in un altro modo.
E' una cosa da sottolineare. La rigidità del conservatorio allontana i ragazzi dall'essere autori, produce tante macchinette che suonano benissimo ma non scriveranno mai un brano. Così il conservatorio è un passaggio che non serve a nessuno.
 
- Ho visto che a Sanremo c'erano altri musicisti molto bravi, con molta preparazione.
- Sì, Rosini è un musicista molto bravo, lo stesso Masini è un bravo pianista. Neffa anche alla batteria, non so se in altri festival avevano tanti grandi musicisti come in questo.
Io suono la chitarra, suono il piano, non suono più l'oboe per ripulsione verso il conservatorio.
Pensa che quando stavo al conservatorio mi chiudevo nelle aule per suonare il pianoforte. Suonavo Battisti, i Beatles e passava la bidella e mi diceva " non suonare così che si scorda".
Ora, non condanno lei, povera donna, ma la cosa che ha detto è gravissima e ti fa capire che istuzione sia il Conservatorio, e sono ancora così.
 
- Il tuo pezzo a Sanremo è stato l'unico pezzo del Festival definito "impegnato".
Questa cosa ti ha agevolato o ti ha creato dei problemi?
- Ho avuto cose positive e cose negative.
Cose positive perchè c'è stato qualcuno come Tony Renis e come altra gente che mi aiutato a parlare di questo argomento.
Il problema l'ho avuto quando ho incontrato chi non di certe cose non voleva parlare perchè "un  po' pesanti".
Il mio è stato un messaggio di pace, una cosa originale, anche se poi la zuppa è sempre quella, la guerra c'è. Si fa tanta rumore per la pace, vedo sfilare tanta gente per la pace, poi c'è una canzone così, e si preferisce evitarla preferendo altre cose.
La mia non è una canzone politica, io non seguo la politica, non è una cosa che mi appartiene. Vorrei che i ragazzi si staccassero dalle bandiere, dalle politiche, vorrei delle piazze con delle nuove idee che non sono quelle di legarsi al passato.
Dove c'è Il generale Kamikaze, dove c'è n'è bisogno, la politica ha fallito.
Se la guerra c'è significa che la politica non serve un granchè.
 
- Come ti ritrovi, visto che questa è la tua prima esperienza discografica, nel meccanismo della produzione di un disco, nei costi, nelle spese.
- Fare un disco costa tanto. IL mio è prodotto da un'eticehtta indipendente, la Externa.
Generale Kamikaze è stato distruibito dalla Universal. E' imporntante che una persona come me  trovi qualcuno che crede in te e ti segue; la piccola etichetta la fa perchè sei il suo investimento, non ti abbandona mai.
 
- Con le major sei fortunato se ti danno la possibilità di fare un singolo...
- Esatto, se loro ti hanno abbandonato poi è difficile trovare qualcuno . Qui invece è un cotesto più famigliare e funziona meglio. Il disco me l'han fatto fare come piaceva a me, magari anche seguendo loro consigli. Con le major l'artista che è in te non conta nulla, devi fare quello che dicono loro.
Se non gli piace la barba che hai te la devi tagliare, se ti chiedono la canzoncina estiva la devi fare. Poi alla gente arrivano artisti e prodotti schematizzati, preconfezionati.
 
- La major lavora sul concetto di compilation, un concetto più radiofonico e meno dispendioso.
Come quella di Sanremo, per esempio.
- La compilation di Sanremo ha venduto moltissimo, e Tony Renis giustamente si esalta. La gente ha speso i soldi e questo è un segno col fatto che è stato bravo.
Lui è uno che s'interessa, mi chiama e mi chiede cosa sto facendo, ha piacere che io sia in giro a suonare. Lui ci sente un po' figli, ha piacere che si dica "questo è uscito dal festival di Tony Renis", quella di scegliere lui è stata una scelta non politica.
Hanno fatto anche un indagine contro di lui, e quando  è stato chiamato a rispondere delle accuse io l'ho chiamato e gli detto che io e tutta la mia famiglia saremmo stati disposti a dire le cose come stavano.
 
- Quanto costerà il tuo CD?
- Sotto i 15 euro, sicuramente.
 
- Come fai a conciliare questo prezzo con il fatto che mediamente gli altri costano tutti di più?
- Io non posso permettermi di uscire a 20 euro. Esco a 13 euro non perchè io sia buono, ma perchè commercialmente il disco deve costare meno. Anch'io, come acquirente, se devo comprare un disco che costa 20 euro ci penso 6 volte, se ne costa 13 ci penso 3.
Alla fine 20 euro non sarebbero neanche tanto.
 
- Ma il rapporto tra artista e utente si complica perchè se tu alzi i prezzi io posso pure stimarti ma se non ho molti soldi il disco non lo compro.
- Questo rapporto da qualche anno a questa parte si è leso in maniera irriversibile, e l'acquirente ha trovato il modo di acquistarti con 2 lire. Hanno "tradito" la musica.
 
- Il paradosso è che ora di musica se ne consuma di più...
- Infatti è così. Io non condanno la pirateria, fa "bene" alla musica o meglio all'espansione della musica, ma dobbiamo fare il punto della situazione. Non possiamo permettere il farwest.
Se è vietato guidare senza cinture è vietato anche scaricare senza pagare.
 
- E' anche una questione di comodità e conoscenza. non vado a spendere dei soldi per sentire Stefano Picchi quando non lo conosco. Me ne scarico 5 tracce e se poi se mi piace ci spendo pure 20 euro.
- Secondo me il disco è finito. 
Verrà sostituito dai file originali da scaricare a pochi centesimi. Senti una canzone e la compri, l'artista non ha spese di stampa e distribuzione, questo sarà il futuro.
 
- E'una tendenza già in atto, Prince ha venduto dei pezzi solo via internet
- Ti garantisco che il disco finirà e rimarra solo un oggetto da collezionismo che magari costerà 50 euro. Ci saranno i negozietti che li venderanno, ma rimarra un pezzo d'epoca.
I ragazzi consumano la musica su internet e naturalmente chi vive di soli dischi
sa di avere le ore contate. Anche le case discografiche diminuiscono giorno dopo giorno.
 
- Parecchi tuoi colleghi non sono in grado di fare un live non avendo praticamente repertorio.. Tu come stai conbinato?
- Io vengo dal live e spero presto di mettermi in discussione, di andare in tutti i club a suonare.
 
- Il contesto tuo ideale , qual è? Lo stadio Olimpico o il piccolo pub?
- Magari l'Olimpico..., intanto il 16 luglio suonerò con Alicia Keys a Lucca. Aprirò il concerto al Summer festival. Farò il padrone di casa, con un ospite importante, cantando dal vivo. Del resto preferisco fare una stecca dal vivo che non un'esecuzione perfetta in playback.
 
- Il FestivalBar?
- Non l'ho fatto perchè il singolo è uscito tardi.
 
- Ho visto che fai promozione un po' ovunque, da Passaparola a Gay TV.
- Vado ovunque, dove c'è gente! Mi sono trovato benissimo tanto a Passaparole quanto a GayTV.
 
- Punti a diventare un'icona gay?
- Io canto per tutti, sono per gli amori universali.
 
- In un mio commento alla tua esibizione al Festival scrissi, banalizzando forse un po' il tuo pezzo, che avevi trovato la soluzione al problema del terrorismo nel mondo asserendo che se i kamikaze trombassero di più si farebbero esplodere di meno.
- E ci hai preso in pieno! Io penso che trombare sia una cosa importante, è un bisogno.
Sono convinto che per l'equilibro di un uomo sia importante, e penso che nella mente di uno che ha deciso di farsi esplodere ci sia bisogno di maggior equilibrio.
Sono convinto di questo. Se te stai bene, il benessere ti porta lontano dalle religioni, dalle politiche, dall'andare a rompere le scatole agli altri.
 
- Durante il Festival, su un blog dedicato a Sanremo, gli autori si erano proposti come mission di far dire sul palco dell'Ariston la parola blog, ed  avevano diversi indiziati. Non ricordo come, ad un certo punto questi ragazzie erano convinti del fatto che saresti stato proprio tu a farlo, e quando poi non hai detto niente si sono pure un po' incazzati con te. Che ne sai di questa storia?
- No non ne so nulla, leggende metropolitane, io sono contro le lobby.
 
- Beh, non era propriamente una lobby, erano dei ragazzi che si divertivano.
- Ma a me non piaceva neanche la cosa del canguro fatta fare dalla Gialappa's.
 
- Che musica ti piace?
- Mi piace un po' tutta la nusica, ma ascolto più volentieri il country e la musica italiana: Ramazzotti, Zero, soprattutto dal vivo, Battisti, De Gregori, De Andre'.
 
- L'ultimo disco che hai comprato?
- Masterizzato?
 
- Originale o masterizzato, come ti pare...
- L'ultimo disco che ho comprato è stato quello di Willy Nelson. Di dichi ne compro pochi in effetti.
 
- Qualcuno che ti riconosce per strada c'è? Anche senza occhiali e sciarpa? Meno male che oggi con questo caldo la sciarpa non l'hai messa... non sei forse un po' troppo schiavo di questo look?
- Sono del parere che ci sia bisogno di un'icona visiva. Quando mi dicono "a tu sei quello di generale Kamikaze" mi fa un immenso piacere. In genere quando mi fermano anche le ragazzine, non mi dicono "sei bello" o "canti bene" ma "che bella canzone che hai fatto, bravo." Sono parole sincere, questo è importante perchè ti fa capire che le ragazzine non sono tutte ad aspettare con la bocca aperta il becchime ma ascoltano anche i messaggi importanti.
E pure il look può aiutare questo processo d'identificazione.
 
- Chiaramente sei molto identificato con quel pezzo
- Sì certo. La gente poi apprezza tutto quello che gli viene dato.
C'è magari che vuole ascoltare DJ Francesco in macchine e poi sentire Generale Kamikaze.
 
- Vabbè, ora non possiamo parlare sempre bene di tutti...
- Beh, DJ Francesco non è un cantante ma uno show man. Il padre è un grande cantante e probabilemnte spera che il figlio smetta presto. Magari gli verrà meglio fare il conduttore di programmi musicali piuttosto che il cantante.
 
- Se ti chiedessero di andare a fare un reality show?
- Ora no.
 
- Diciamo che nella peggiore delle ipotesi c'è quest'ultima scappatoia; dovesse andarti male potresti riciclarti con un bel reality tra qualche anno.
- Chi lo fa come opportunità di riciclo, fa bene.
 
- Pappalardo, per esempio, era uno dimenticato dal mondo...
- Poi però ha fatto Sanremo ed è stato peggio
 
- Però ha fatto Sanremo perchè ha fatto il reality.
- La televisione è una droga, quando è da tanto che stai fuori dalla scena, comprarti è facile, magari ti rendi ridicolo e ti giochi tutta la carriera anche per una stronzata. Secondo me bisognerebbe saper dire di no.
Ora ti parla uno che va anche al programma più stupido del mondo, ma vado a cantare.
 
- Vabbè, anche nella Music Farm li facevano cantare.
- Sì, ma in realtà non era un reality vero e proprio, tipo la Fattoria.
Non mi piaceva un granchè, non è stato divertente. Il primo Grande Fratello è stato carino, era simpatico. Andy Warhol ci ha visto bene, lui diceva che tutti saranno famosi almeno per 15 minuti nella vita.
 
- Beh, tu hai già avuto 4 minuti di fama clamorosa, a Sanremo.
- Moltiplicali per le 4 serate, sono già 16...
 
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