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Stevie Wonder - A time 2 love

Etichetta: Universal Voto: 6.5
Brano Migliore: Moon Blue, A time to love, Positively

Stevie Wonder, a metà anni 70, non ha solo siglato il suo personale capolavoro con l'album Song in The Key of Life ma ha addirittura segnato un punto di riferimento nell'intera produzione del R&B ancora ineguagliato a 30 anni di distanza.

Nulla nel R&B è come SiTKoL. Né prima né dopo.
Per assurdo questo ha causato problemi a miriadi di musicisti che, per far fronte al continuo paragone, si son dovuti inventare sempre nuovi linguaggi sonori in modo che il celebre doppio disco di Stevie non venisse chiamato in causa a sminuire il proprio lavoro.
Per Stevie Wonder, invece, le cose andarono inizialmente meglio: quell'album fu per lui un lasciapassare tale (fu lui a firmare uno dei primi contratti discografici miliardari della storia) da permettergli di non produrre più nulla di rilevante per i molti anni a seguire. Master Blaster Jamming, Don't drive drunk e I Just called to say I love you (altrimenti nota come La canzone più brutta del mondo) saranno pure state in testa alla classifica ma sono anni luce lontane dalla grandiosità di Sir Duke, Pastime Paradise e Joy inside my tears. Il Rhythm & Blues sembrava non essere più nelle sue corde o forse, proprio per i motivi di cui sopra, ci aveva preso talmente gusto a finire in classifica con qualsiasi baggianata scrivesse, da permettersi il lusso di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo (la canzone più brutta del mondo è composta e suonata col preset di una tastierina da quattro soldi)
Provando a dimenticare che il suo nuovo disco esce dalla stessa mente dalla quale uscì SiTKoL, potremmo dire che A time to love è un grande ritorno; che ha forse un piccolo problema di durata (togliere un paio di pezzi e lavorare un po' sull'editing di qualche lungaggine avrebbe certamente giovato) ma che può serenamente ricordarci che Stevie Wonder è ancora uno di più grandi autori del pop mondiale. E poi una sorta di continuità col suo capolavoro del 1976, in questo disco c'è ed è rappresentata da ben due pezzi che Stevie canta assieme alla figlia Aisha, nata proprio durante la lavorazione di SiTKoL e in esso immortalata nella canzone a lei dedicata Isn't she lovely con una delle sue prime interpretazioni canore'.
Ad ogni modo è davvero una gioia riascoltare la meravigliosa voce di Stevie Wonder al servizio di una serie di canzoni ben più che dignitose.
Le tracce sono 15 con qualche picco davvero notevole. Come ad esempio "From The Bottom Of My Heart" (con l'inconfondibile armonica policromatica) o la già nota "So What the Fuss" (uscita come singolo già all'inizio dell'estate). Ma a spiccare sono la bellissima e romantica ballata "Moon Blue", il travolgente funk di "Positivity" e l'originale struttura della title track che, oltre al duetto vocale con India Arie, vanta un ospite di lusso come Paul McCartney (alla chitarra!).
E approposito di ospiti illustri, oltre a Macca, Stevie Wonder ha chiamato anche il suo discepolo Prince, il redivivo Narada Michael Walden; Doug E. Fresh; le En Vogue e quando nel disco sentite una slide guitar, sappiate che a suonarla è Bonnie Raitt!!
Wonder nella sua carriera ha vinto ben 22 Grammy e un Academy Award, ha scritto 25 numeri uno della classifica pop e R&B con 70 milioni di dischi venduti al suo attivo.
Molti dei suoi pezzi sono stati copiati, rubacchiati, campionati e sezionati da decine di artisti della scena urban e hip hop i quali hanno sempre candidamente dichiarato di subirne l'influenza musicale e culturale.
L'artista si è anche da sempre schierato per cause sociali e in questo disco c'è una canzone, "Shelter In the Rain" (in duetto con la leggenda del gospel Kirk Franklin), i cui proventi verranno devoluti per il sostegno delle vittime dell'uragano Katrina.
Insomma un disco talmente convincente che Viene voglia di perdonargli quasi tutto: L'orrida collaborazione con McCartney per quel terrificante Ebony & Ivory, la sua armonica macchiata di musicaccia nel Brand New Day di Sting finanche, perfino, la marchetta coi Blue per la miserabile cover di Signed, sealed delivered certo, non si riesce a perdonargli La canzone più brutta del mondo Ma a tutto c'è un limite!

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