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Storie d'amore e di cd

Dalle esigenze di riordino di casa Assante sale alla ribalta del web la storia d'amore e musica di Clelia, commentatrice del blog del giornalista unitasi in ideale matrimonio con il proprio partner attraverso la sofferta e significativa unione dei reciproci cd.


a cura di Zoro


Ernesto Assante
è una delle firme più conosciute e apprezzate tra quelle che quotidianamente e da più tempo si occupano di musica.
Di recente ha avviato un blog molto frequentato sulle pagine web di Repubblica.
Gli spunti offerti su Media-Trek sono molti, vari e spesso interessanti, come i commenti che spesso sono per il sottoscritto motivo d'esultanza e d'ammirazione.
L'ultimo mio visibilio da lettura di commento è attribuibile alla risposta di tal Clelia ai dubbi amletici dell'Assante alle prese con la difficile compatibilità del riordino della propria abitazione con la conservazione delle migliaia di vinili e cd che gli affollano la casa.
All'Assante che chiedeva lumi all'audience del blog circa eventuali criteri da seguire nel privilegiare, salvare o buttare un disco piuttosto che un altro, Clelia dà un imperdibile saggio di amore per la musica e per ogni forma di supporto musica generi.
Con stoccata finale all'Assante che sull'opportunità dell'ostentazione di tanta abbondanza sembra riflettere poco.
Il post di Assante, dal titolo Memorie discografiche, è questo.
 
Il commento di clelia l'ho incollato qui sotto:

clelia
" Giusto per gettare ulteriore benzina sul fuoco.
Caro Assante ora ti racconto la mia: sposata, divorziata, una figlia. Incontro un uomo e ci innamoriamo. Abbiamo tutti e due una letterale "montagna" tra vinile e cd. La nostra storia inizia in sordina, continua alla grande e sfocia in una convivenza. Tutti felici dunque!!
Si decide di andare a vivere assieme, con precisione lui viene da me e lì nasce "a funny story": i nostri cd ed il nostro vinile sarebbero stati uniti negli scaffali, in qualche modo "confusi". "E ora che si fa?", io propongo "Mettiamo un bollino rosso ai miei e tu ai tuoi uno di diverso colore", e lui "Ma che orrore!! Vivranno assieme il resto della loro vita così come lo sarà per noi". Giusto.
Così, con allegria "uniamo" i nostri "averi musicali" sugli scaffali. Alla fine di quella giornata li guardiamo tutti lì in fila -compresi i doppioni che ovviamente conserviamo- davanti a noi ed esclamiamo "Beh! adesso si che siamo sposati".
La nostra unione sancita dai dischi, altro che matrimonio!
Morale: i dischi sono molto più che musica su supporto. Raccontano con chiarezza,i belli,i brutti, sia quelli che amiamo ancora, sia quelli che alla fine detestiamo, raccontano insomma la nostra storia privata. Una sorta di vetrina del nostro passato è lì sotto gli occhi tuoi e di chi la sa leggere: lascia che tutto rimanga dov'è.
Ulteriore consiglio: ti ricordi quando cominciavi a scrivere di musica ed ancora dovevi pagare i dischi che volevi? Ricordi con quanta fatica lo si faceva? Se ricordi quel sentire di morbosa felicità nel "possedere" l'oggetto del desiderio tanto bramato, come puoi adesso pensare di scartarne alcuni?
"
 
(cliccando qui potrete leggere tutta la serie di oltre 70 commenti al post di Assante tra i quali ho trovato quello di clelia)

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