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Stylophonic, giudice di Top DJ ad Excite: "Un dj non è un Jukebox"

  • Ufficio stampa

Giudice del primo talent show per Dj, “Top Dj”, Stefano Fontana, in arte Stylophonic, ha anche da poco pubblicato il suo nuovo album,“Jam the house”, con il quale, dopo “Boom”, torna alle sue sonorità più dance ed accattivanti. Anticipato dal singolo “Girlzzz” l'album è ricco di collaborazioni con dj made in Italy ma che, per la maggior parte, hanno trovato la loro fortuna nel campo della dance internazionale.

Sei giudice del talent Top DJ come stai vivendo questa esperienza? C'è qualche nuovo Dj a cui sei particolarmente interessato?

Sto vivendo quest'esperienza nell'unico modo possibile, cioè divertendomi. Io non avrei mai pensato di andare in televisione a fare uno show del genere, ma quando me l'hanno proposto Pierpaolo Peroni e Francesco Lauber ho accettato, anche perchè sono degli amici e delle persone in gamba. Sapevo che sarebbe stato qualcosa di figo che avrebbe valorizzato la figura del DJ. Ritengo che una trasmissione del genere debba avere i contenuti del talent, ma deve anche valorizzare e far capire a chi sta a casa che il DJ è un lavoro che richiede dedizione, disciplina, amore e rispetto. Non ho una preferenza, o meglio, sicuramente ho una preferenza, ma di certo non lo vado a dire in corso d'opera.

Serviva proprio un talent anche sui Dj? Secondo te è utile per lanciarsi nella professione o ci vuole altro?

Nel momento che il Dj è diventato un lavoro così mediatico, così importante nell'industria della musica e così riconoscibile, va da se che poi l'industria dell'intrattenimento abbia declinato una serie di operazioni tra cui il talent. Se fatto bene può servire a far capire alla gente che questo è un vero lavoro. Dall'altra parte per i ragazzi può essere sicuramente un trampolino di lancio, dopodiché dovranno essere capaci di utilizzare questa esperienza come acceleratore della propria carriera. Questo vale indipendentemente da un talent, può essere un fuoco di paglia come una spinta che può aiutare un Dj.

Che cosa cerchi nei nuovi talenti che si presentano a Top Dj perchè ti convincano?

Penso di parlare per tutti e tre, ma personalmente cerco quel Dj che è capace di interpretare il sentimento delle persone quando deve farle ballare, quindi la gente in discoteca, attraverso la sua musica. Perciò non un jukebox ma qualcuno che abbia un suo gusto musicale e, attraverso questo gusto può far ballare diversi target di persone che vanno in discoteca. Deve anche avere un'esperienza in studio che gli permetta di capire come si producono i dischi e, più questa esperienza è approfondita, più, secondo me, la figura del top Dj può essere rappresentata in questo momento storico.

Cosa consiglieresti a un appassionato dei piatti per lanciare la sua carriera come Dj?

Prima di tutto consiglio di avere veramente questa passione e non di pensare a: “divento ricco” o “incontrerò un sacco di ragazze” o viceversa; ma di essere guidato da una passione e farsi guidare, capire che cosa è successo prima e dedicarsi vita e morte nel lavoro di conoscenza di questo mestiere, essere attento a tutto quello che ruota attorno a questo lavoro. In questo momento oltre alla musica, che è la cosa più importante e deve essere il driver di tutto, bisogna essere capaci di posizionarsi, di trovare il locale che ti possa dare una possibilità, di fare dei dischi in una certa maniera, insomma ci vuole intelligenza e bisogna essere intellettualmente svegli.

Con il tuo nuovo album “Jam the House” sei tornato alle sonorità più vicine alle tue origini musicali pensi che sia un tornare indietro o piuttosto un andare avanti recuperando il sound con cui ti sei fatto sempre riconoscere?

Sicuramente è un andare avanti. Nella mia carriera di produttore ho sempre fatto questo tipo di suono attualizzandolo al momento storico, perché altrimenti diventi nostalgico. Io non voglio essere nostalgico, quando lo sarò dovrò smettere e lo saprò. Alcune persone sentito “Boom” si chiedono che cosa c'entra. “Boom” era un'esaltazione di un processo operativo che ho iniziato quando ho lavorato con Jovanotti, Meg e Bugo e ho voluto continuare questa esperienza in studio con altri cantanti, che poi sono tutti miei amici. Quando si dice che riprendo dal passato è semplicemente una questione cronologica. Ho sempre fatto musica da ballo eccezion fatta per ”Boom” che è in italiano e c'è comunque una continuità storica di chi sono come produttore.

Parlaci delle te collaborazioni musicali per l'album, come sono nate e quale valore hanno aggiunto alla tua musica?

Ho collaborato con dei Dj italiani giovani molto conosciuti e riconosciuti all'estero e tra quelli che mi piacevano di più e che erano disponibili. Ho lavorato con Ruben Mandolini, Federico Grazzini, Doomwork, Claudio Vittori “Clod”, Capcom, Blatta & Inesha e minicoolboyz. Hanno tutti decisamente valorizzato il mio lavoro, dando un input importante. Mi interessava lavorare con dei ragazzi più giovani per capire qual era la differenza ma, in realtà, non ce n'è nessuna, ci sono solo buone idee. A tutti noi piace la musica dance, la house music e la techno quindi ci siamo detti “mettiamoci insieme e facciamo ballare la gente”. Alla fine lo scopo è quello di far muovere i culi con il suono che ci piace. Sono molto felice e il disco sta avendo molte reazioni da tutto il mondo e sono molto contento.

Hai in serbo altre collaborazioni per il futuro, per esempio un ritorno con Jovanotti con cui avete lavorato già in passato con successo?

No, ad oggi non c'è nulla di tutto ciò, sono molto concentrato sulla promozione di questo disco e sui prossimi step co Stylophonic e poi magari arriveranno altre collaborazioni, ce ne son alcune a cui sto pensando, ma vediamo che cosa succederà.

Se potessi scegliere un artista con cui condividere il placo di una serata, tra italiani e internazionali, chi sceglieresti?

Mi piacerebbe lavorare con tantissimi artisti. Se penso per una serata ho già lavorato con tanti nei festival europei e americani. Mi piacerebbe sicuramente produrre un pezzo di Lana Del Rey in modo super-elettronico ed anche fare qualcosa con i Chemical Brothers oppure con Sven Vat. Mi piace un sacco di musica quindi potrei cominciare e non finire più.

Guarda il video di Stylophonic feat. Samuel Romano di "Costa Poco"

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