Super Bowl: Aguilera sbaglia l'inno, Black Eyed Peas con Slash e Usher

Alla fine al hanno vinto i Packers di Green Bay, piccola (per gli standard Usa, visto che conta 100mila abitanti) cittadina del Wisconsin a pochi chilometri dal confine canadese. Ma orgolio e storia del Football americano, visto che è il team ad aver vinto in assoluto più campionati, considerando quelli pre-1966, cioè della vecchia era di questo sport nazionale.

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Il risultato finale la dice lunga: 31 a 25 per gli 'imballatori' (da quelle parti si impacchetta ogni genere di roba e si produce formaggio, i tifosi tutti a raccolta con berretto a forma di spicchio) contro i blasonatissimi Steelers di Pittsburg, i più vincenti nell'era del Super Bowl. Il primo tempo finiva 21 a 3, nella seconda parte (entrambi i tempi sono composti da due quarti di gioco effettivi da 15 minuti ciascuno) gli uomini d'acciaio, capitanati dal quarterback 'Big Bang' Roethlisberger, tornavano all'attacco portandosi fino al 28 a 25. Rimonta potentissima che non è però servita a riacciuffare i formaggiari del Nord.

Ovviamente, come sempre, la finalissima del campionato di Footbal americano è anche e soprattutto un evento di festa e spettacolo che mette insieme patria, musica e sport. Fondamentale il concerto di metà partita dei Black Eyed Peas, con Fergie abbigliata di un corpetto luminoso tipo albero di Natale e Slash che è salito sul palco tramite pedana-ascensore per suonare Sweet Child O' Mine. Quanto al resto, attacco con I gotta feeling del quartetto, calato dall'alto sul palco, seguito da Boom boom pow, dall'ingresso dell'ex Guns 'n' Roses, da Pump It, dall'ingresso dell'altro ospite Usher, da Where is the love e dall'ultimo singolo The Time (Dirty Beat). Tredici minuti a tutta birra per un concerto in miniatura intimamente intrecciato alle vicende del campo di gioco.

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Una mezz'ora prima, invece, forte contestazione per Christina Aguilera, chiamata a interpretare l'inno nazionale statunitense: la cantante ha infatti cambiato il verso di una strofa scatenando immediate proteste via internet e una buona dose di fischi dai presenti. Bel coraggio, di fronte a 100 milioni di americani in estatica adorazione. Il verso in questione sarebbe, nella prima strofa di Star Spangled Banner, 'o'er the ramparts we watched' ('sui bastioni che sorvegliavamo'), cambiato in 'what so proudly we watched' ('quello che guardavamo con tanto orgoglio').

Ultima nota: la medaglia d'onore – la più importante decorazione militare statunitense – attribuita dal presidente Barack Obama a Salvatore Giunta, un marine d'origine italiana a cui è stato riservato un momento della serata. L'ultima era stata data durante la guerra del Vietnam, Giunta l'ha ottenuta per l'eroismo dimostrato in una missione in Afghanistan.

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