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Supersystem - Always never again

Etichetta: Touch and go records - Voto: 8
Brano migliore: Defcon, Click-Click
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Premesso che il nome originale della band (El Guapo) mi piaceva di più, devo ammettere che la nuova denominazione (Supersystem) appare più indicata alle sonorità proposte.

di Joyello

Il cambio di ragione sociale, dovuto a un contenzioso con un'altra band che già utilizzava El Guapo come nome, li ha portati a sfruttare il titolo di una loro incisione del 2002 e farlo diventare il nuovo nome del gruppo.
Per il resto ho poco da aggiungere a quanto di loro avrete già potuto leggere in giro per la stampa specializzata. Tengono saldamente i piedi in due staffe, allineandosi perfettamente a quanto di più fresco si trovi in campo di indie-rock.
E le due staffe sono quelle più scritte e pronunciate di questi tempi: il punk-rock americano e la dance elettronica (principalmente europea) degli anni 80.
Quindi un suono elettro-rock dalla caratteristiche piacevolmente dance con poche speranze (fortunatamente) di finire tra le selezioni dei deejays della riviera romagnola.
"Always Never Again" è ovviamente un disco attualissimo e l'effetto nostalgia, va detto, colpirà solo quelli di noi che stanno attorno ai quaranta.
Ognuno dei quali si farà scappare un momento di orgoglio nel riconoscere tra le tracce di questo CD le svariate fonti di ispirazione dei Supersystem. Comprese le incursioni etniche che rinverdiranno i fasti di Dissdenten ( Everybody sings ), o Minimal Compact ( The love story ).
Ripensando a quelle formazioni e alla loro visibilità poco più che d'elite già nel periodo di attività, ho ragione di credere che il pubblico dei Supersystem non sappia nemmeno di chi si parli. Quindi che c'è di male se un gruppo di giovani si rivolge a una massa di coetanei proponendo dell'ottima dance che a una manciata di quarantenni farà venire la voglia di rispolverare certi vecchi vinili?
Per me, infatti, è stato un tutt'uno rimettere sul giradischi certi LP che, sono sicuro, i Nostri hanno ascoltato dal vecchio stereo dello zio: alcuni richiami sono a dir poco evidenti: Defcon riesuma con eccellente efficacia l'atmosfera straordinaria dell' esordio dei Soft Cell, mentre in Click Click fanno capolino gli Human League ( prima maniera ) ma sono soprattutto i D.A.F. a tornare alla mente con maggiore facilità tanto che spesso si sente quasi l'esigenza di qualche breve verso cantato in Tedesco.
E voi volete sentirvi dire da me che questo disco è brutto? Scordatevelo! Lo trovo eccellente, pimpante, eclettico e superbamente rinfrescante.
In una parola: Imperdibile!

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