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System of a down - Mesmerize

Etichetta: Columbia Records
Brano migliore: Radio/Video
Voto: 5.5

Viene quasi spontaneo esclamare: "Ce l'hanno fatta, finalmente!". Dopo numerosi rinvii (l'album doveva uscire più di due mesi fa), finalmente "Mesmerize" è nei negozi.
I System of a Down sono, dunque, tornati.

Non è stato affatto un ritorno semplice, tutt'altro. Daron Malakian e soci hanno dovuto convivere per quattro lunghi anni con il successo planetario di "Toxicity" e di questi tempi non è una cosa semplice. Metteteci le pressioni del pubblico, quelle della casa discografica, le responsabilità che il successo comporta e i dubbi sul futuro, se il prossimo disco sarà all'altezza di quello che ti ha regalato fama e gloria.
Quando nel 2001 dalle radio di tutto il mondo, venne mandata "Chop Suey!", la vita della band armena cambiò inevitabilmente. Da allora i fan si sono estesi a macchia d'olio, moltiplicandosi esponenzialmente, fino a diventare un vero esercito.
Oggi i System li riabbracciamo con un album che riflette visibilmente l'"ansia da prestazione" presente nella band. "Mesmerize", gemello di un altro album ("Hypnotize") che vedrà la luce fra sei mesi, è un album particolare, orecchiabile, metal il giusto e innovativo con discrezione. 11 brani per 35 minuti totali. Un po' pochino. Ma ci può anche stare.
Ci sono brani duri, schizofrenici, sferzanti, almeno quanto le liriche, antiamericane fino al midollo. Non mancano le martellate sonore, ammiccamenti al nu metal (molto pochi, per fortuna), al rock duro e selvaggio, intermezzati da improvvisi cali di tensione, rallentamenti melodici di immediato impatto.
Insomma, Mesmerize è un album alla System. Il problema sta proprio qui. Siamo alle solite. La dura legge del successo ha colpito anche loro. Escludendo le meravigliose Byob, Radio/Video e la beatlesiana Lost in Hollywood, le ansie creative di questo album si sentono su ogni traccia. I System non riescono a discostarsi troppo da Toxicity, quasi avessero paura ad esplorare nuove sonorità, nuovi modi di fare musica. Te ne accorgi ascoltando Revenga, Cigaro, Violent Pornography, Sad Statue che potrebbero benissimo essere inserite in uno qualsiasi dei precedenti lavori.
Non si sta chiedendo alla band di mettersi a suonare pop ma, almeno, di cercare alcune coraggiose sperimentazioni in altre frange del rock, per cercare di dare a questo pachidermico genere una nuova e fresca boccata di ossigeno.
I System a livello compositivo non hanno pari e il ruolo che si sono ritagliati è quello di salvatori del metal.
Proprio per questo motivo mi ha sorpreso negativamente questo Mesmerize, album privo di originalità e (cosa ancor più sorprendente) di personalità.
Il rischio della band armena è quello di restare stritolata nel brand che si è creata e nel sond che ormai la caratterizza.
Non so come sarà Hypnotize ma spero vivamente che non sia un altro clone di Toxicity.
Sarebbe davvero un peccato mortale.

In rete:
- Il sito ufficiale della band
- Guarda le immagini dei System of a Down
- Il sito della casa discografica
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