Excite

The Black Heart Procession - The Spell

Etichetta: Touch & Go - Voto: 9
Pezzo migliore: The Replacement

Una mattina di qualche giorno fa mi trovavo in grande negozio di dischi a spulciare tra le novità mentre dagli altoparlanti in diffusione arrivava una musica rock suadente, grintosa e  soave. Bella, intensa e con qualche rimando decadente a amplificarne il fascino. Mi sono avvicinato al bancone per vedere che disco fosse. Era il nuovo dei Black Heart Procession. Strano, pur essendo inconfondibili non li avevo riconosciuti. La loro musica, o meglio il loro modo di comunicarla mi era arrivato prima della loro fama. Lho trovato un buon segno e sono rimasto ad ascoltare il resto dellalbum per sorprendermi, canzone dopo canzone, per le sue qualità.

Il disco si intitola The Spell, è il loro quinto album, licenziato dalla Touch And Go a quattro anni dal precedente Amore del Tropico.

Ufficialmente riconosciuti come una delle migliori realtà del rock statunitense, i californiani (di San Diego) BHP sono artisti nel confezionare amare rock ballads e drammatiche pop-song talmente personali da aver generato, nel corso del decennio di attività discografica, una serie di cloni e discepoli.

Il disco è molto bello, scorre nelle vene e arriva al cuore quasi senza passare dalla testa. E difficile sfuggire alla qualità delleccellente songwriting  di Pall Jenkins e compagni, capace di unire lemotività alla qualità sonora e produttiva (inclusa lottima cura dellartwork) impreziosendo il tutto con testi maturi e lucidamente sviluppati. Le parole di queste canzoni parlano di dolore, solitudine, incertezze e disagio senza mai nemmeno per un istante toccare corde adolescenziali o, peggio, patetiche. Una band in stato di grazia che, nonostante una carriera ormai decennale e la tanta strada percorsa, riesce ancora ad esprimersi con una  passione ineguagliabile.

Nel disco ci sono undici piccoli gioielli che ci coglieranno molto spesso con gli occhi chiusi, immersi nelle loro emozionanti malìe. Così Tangled (dolcissima apertura dellalbum), Places (figlia riconoscente di Perfect Day di Lou Reed), La sublime Title Track e The Letter (Che forse dovrebbe ascoltare Tom E.Yorke a monito di una strada perduta), linquietante elegia di The Waiter #5 fino a The Replacement che, col suo drammatico incedere ad intreccio di archi e pianoforte inerpicati tra stacchi ritmici nervosi e inquietanti, rappresenta la continuità col passato della band e che farà sorridere i fans di vecchia data ammaliando chi si accosta alla band soltanto adesso.

The spell è un magnifico luogo in cui perdersi , una città fantasma dove, tra anfratti e desolazione, sarà bellissimo fermarsi per la notte.

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017