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The Lemonheads - s/t

The Lemonheads

Etichetta: Vagrant   -   Voto: 7-
Brano migliore: December

Evan Dando, negli anni 90, era adorato più dalla stampa che dagli appassionati di musica. Il suo fascino da ribelle/bonazzo era richiestissimo per le copertine di ogni magazine che si rispetti. Quelli musicali, si, ma soprattutto quelli di costume. Non solo, anche Hollywood lo ha richiesto ed ottenuto come cameo in film di culto come Reality Bites (Giovani, carini e disoccupati) e Dollys Restaurant oltre che per riscrivere larrangiamento di Mrs.Robinson da utilizzare come colonna sonora nel restauro de Il Laureato al posto di quella storica di Simon & Garfunkel.

Di Joyello

Eppure i dischi della sua band, The Lemonheads, godevano (e godono) della stima di un pubblico di culto che li adorava e sosteneva pur tuttavia senza essere mai sufficiente per raggiungere le vette della Top10. Forse per questo motivo Dando, una decina di anni fa, ha deciso di sciogliere il gruppo per dedicarsi a altre cose. Ed è stato solo allora sè cominciato a sentirne la mancanza. Solo dopo che The Lemonheads serano sciolti la stampa specializzata ha cominciato a parlare di loro nei giusti termini, elevando il loro punk-pop a livelli di autentica arte.
Bene. Si tranquillizzino i giornalisti musicali: The Lemonheads sono tornati e con buona pace di tutti, lo hanno fatto con un album grintoso e fresco, come solo loro sanno fare.
In questo periodo di Boston Sound Revival la loro reunion era nellaria. Dopo Pixies, Dinosaur Jr. e Buffalo Tom, erano a dir poco attesi anche i Lemonheads che, tra laltro, sono gli unici a ripresentarsi con anche un disco di inediti nuovo di zecca.
Un album, senza titolo, che non aggiunge molto alla discografia del gruppo e che sarebbe potuto uscire, tale e quale, dieci anni fa. E se è facile leggere questo come il suo maggior limite, lo è altrettanto riconoscerlo come uno dei suoi principali pregi. Le canzoni sono talmente un concentrato di stile Lemonheads che entrano direttamente nel sangue. Finalmente oggi la stampa ha deciso di dedicarsi alla loro musica prima che al colore degli occhi di Evan Dando e, soprattutto in Europa, si stanno dedicando alla loro musica moltissime testate musicali anche autorevoli. Troppo tardi, purtroppo. Dei Lemonheads si parla con affetto, del loro disco si scrive che è un formidabile ritorno sulle scene ma pensare che sia arrivato finalmente anche per loro il momento di finire in Top10 ci sembra, nonostante la qualità dellalbum, assai improbabile.
Le canzoni sono tutte mediamente belle. Brevi, dirette, precise e con la melodica voce di Dando ancor più bella di allora. Il loro fresco rock è perfetto per ogni età: ha il sapore del college-anthem ma è capace anche di arrivare al cuore di chi non ha più ventanni e magari nemmeno trenta. Echi di folk romantico fanno capolino qui e la (Babys Home) con punte dautentica commozione ed effervescente talento. In un brano (No Backbone) fa capolino la chitarra di J.Mascis dei Dinosaur Jr. che si staglia inconfondibile come una sega elettrica a sorreggere gli accordi aperti e le parole di Evan Dando.
Sebbene questo rientro non suoni così epocale (come quello dei Pixies, per intenderci), il consiglio che do (a chi se li era persi negli anni 90 ma anche a chi li aveva in qualche modo sottovalutati) è quello di provare ad ascoltare questo loro nuovo album per farsi venire la voglia di recuperare anche quelli vecchi e scoprire un gruppo in anticipo sui tempi che sembra finalmente maturo per raccogliere i frutti di una semina così abbondante.

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