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The Magic Numbers - Those that brokes

Those the Brokes

Etichetta: Heavenly   -   Voto: 6

Brano migliore: Boy

 

Beh, dico subito che da dopo quella volta che hanno protestato a Top of The Pops, a me The Magic Numbers son sempre risultati simpatici.

Tuttavia la simpatia non basta e un gruppo pop deve fornire anche buone canzoni.

Ora. Non saltate alle conclusioni, non è che Those The Brokes sia inascoltabile, tuttaltro: i brani che lo compongono sono tutti mediamente carini. Il punto è che tutte le canzoni risentono di un metodo compositivo troppo abusato.

di Joyello

La formula flower-power-revival (che riprende le armonie vocali stile Mamas & The Papas) e il gozzovigliare omeopatico tra floreali dissertazioni sullamore universale imparate (dai loro genitori) a Woodstock, non ci appassionano più.

Se queste caratteristiche contribuissero ad influenzare una o due canzoni di un album, andrebbe bene se però diventa limpianto alla base di unintera discografia, la noia prima o poi si fa sentire (e assieme ad essa la consapevolezza che, nonostante tutto, erano meglio i mamas & papas).

Di positivo cè che la discografia di The Magic Numbers non è ancora così ampia e i margini per trovare una strada un po meno amarcord ci sono in abbondanza. Per contro, però, abbiamo unopera seconda che probabilmente non giocherà molto a loro favore.

Seppure avviato da un buon pezzo (This is a Song, in apertura, è deliziosa) il disco si appiattisce canzone dopo canzone. Via via che le canzoni scorrono, i rimandi a Cat Stevens, le armonie alla Beach Boys, e i riciclaggi northern-soul si ingarbugliano senza criterio in un mieloso pastrocchio.

Un peccato perché qualche volta, dietro ad evidenti grossolanità, si percepisce addirittura intenzione. E il caso di Boy, canzone molto carina alla quale sono stati appiccicati degli archi per ottenere un effetto Phil Spector che sicuramente appesantisce un pezzo di buone potenzialità.

In egual misura, Undecided, si cela dietro un abusatissimo arrangiamento stile Motown del quale la canzone non ha alcun bisogno.

Piccole cose, ma il disco ne è pieno E tanti piccoli dettagli sbagliati fanno un danno enorme.

Lalbum non decolla mai, le canzoni finiscono per assomigliarsi tutte un po troppo. Le capacità tecniche sono evidenti e indiscutibili, ma se il prodotto finito ha le caratteristiche che ascoltiamo, corrono il rischio di finire tra gli aspetti negativi.

In nome della simpatica di cui sopra accolgo questo disco come un incidente di percorso e farò finta che non sia mai uscito. Nel frattempo i quatto ragazzi avranno il tempo per realizzare il prossimo album che, sono sicuro, mi sbalordirà.

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