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The Mars Volta - Amputechture

Etichetta: Universal   -   Voto: 5

Brano migliore: Vermicide

 

 La dipartita di Jon Theodore, batterista e regista dei Mars Volta, aveva spaventato molti fans. Tutti erano convinti che lassenza della sua grande capacità di coordinare e dirigere le genialoidi invenzioni del duo Rodriguez-Zavala avrebbe causato qualche effetto sulla musica del gruppo.

In realtà in Amputechture, terzo lavoro della band, di effetti di questo genere non se ne ascoltano così come, purtroppo, nemmeno di nessun altro tipo. I due Mars Volta hanno, evidentemente, imparato la lezione ma non hanno saputo aggiungere nemmeno una pagliuzza.

di Joyello

Il nuovo disco, realizzato con la collaborazione di John Frusciante, ricalca in maniera quasi pedissequa il percorso dei due album precedenti (di Frances The Mute in particolare) senza quasi nulla aggiungere: un altero e lunghissimo (76 minuti!) lavoro progressivo e stravagante che si sviluppa sui consueti temi avveniristico-retrò , marchio di fabbrica del gruppo.

Brutto? No. Brutto non è la parola giusta, ma di certo non lo è nemmeno quella ad essa antitetica.

Le debordanti durate di Day of the Baphomets, Meccamputechture e Tetragrammaton sembrano alterate artificialmente per ottenere delle altezzose Suite allinterno delle quali nascondere brani di buon livello per farli diventare brodo annacquato.

Le esagerate divagazioni sulle improvviszioni applicate alla musica del disco fanno scorrere tutto troppo lentamente. Talmente da rendere difficile il coinvolgimento che i Mars Volta tendono a richiedere.

Anche i riferimenti esoterico-mistici suonano così imprecisi e vaghi da sembrare attaccati con lo scotch, senza fondamenta di alcun genere e buttati nella graticola assieme al resto della (troppa) carne al fuoco, solo per uninfarinata di letterarietà spicciola.

La copertina, dipinta da Jeff Jordan, è bellissima ma non basta. Per tutta la durata di Amputechture faticano a venire a galla i pur ottimi momenti sonori e se in alcuni frammenti si sente la polpa consistente di questi musicisti, molto più spesso a sorprenderci è soltanto una pesante stanchezza. Perfino una potenziale bomba come Vermicide, pezzo oggettivamente buono, diventa, nel marasma pasticcione dellalbum,  una goccia troppo piccola nel mare.

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