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The Raconteurs - Broken Boy Soldier

Etichetta: V2 - Voto: 3,5
Pezzo migliore: Steady, as she goes

Devo confessare di essere partito prevenuto nellascoltare Broken Boy Soldier di The Raconteurs. Jack White non gode troppo della mia stima e il fatto che oltre alle grottesche scorribande di famiglia (The White Stripes) mi toccasse anche sopportare il suo capriccetto da rockstar in formato side-project mi sembrava troppo.

La curiosità (dovuta a un battage pubblicitario esorbitante) mi ha spinto a visitare come prima cosa il sito della band per rimanere piacevolmente sorpreso: è stupendo, con una grafica Ascii Art a metà da un videogame anni 70 e un vecchio terminale IBM.


Quando alla fine mi è arrivato per le mani il disco, però, leffetto antipatia è tornato a presentarsi, addirittura amplificato. Liconografia da teppistelli delle medie filtrata dalla grafica anni 70 della copertina sulla quale campeggiano i volti tumefatti post-rissa dei quattro Raconteurs è veramente irritante. La convinzione che lesigenza di Mr.White di smettere per un po la camicia rossa in favore del solito espediente milionario da vip annoiato si faceva sempre più concreta.

Insomma, una scappatella con lamichetto Brendan Benson e la ritmica dei Greenhornes, per realizzare a tavolino un dischetto dalle pallide qualità artistiche ma confezionato con sufficiente furbizia da ingannare più di qualche adolescente.

Lalbum, in poco più di mezzora, si dipana come un bignami della storia del pop-rock che, proprio per questo, risulta come un imbarazzante carosello nella musica giovanile dagli albori ad oggi.

Le canzoni sono tutte di bassa qualità artistica. Molto spesso, è vero, lesecuzione è eccellente ma a poco serve la tecnica quando non cè né cuore né anima. Sicchè le polifonie vocali stile CSN&Y (Call it a Day), i blues alla Animals (Blue Veins) e i contrappunti hard tra Deep Purple e AC/DC (Level, Store Bought Bones) sono scontati e lasciano scappare qualche sbadiglio Eppure risultano quasi piacevoli se confrontati con lorrida Together, probabile secondo singolo, che si manifesta come una ballata dai sapori easy listening scopiazzata da Goodbye Yellow Brick Road di Elton John. Niente in contrario, sia ben chiaro! Adoro certe vecchie pacchianate di Sir Reginald ma Together sta a Yellow Brick Road come Lilly di Venditti sta a White Rabbit! Tasto FWD.

Non cè proprio un granché di buono in questo primo disco dei Raconteurs. Si salva laccattivante singolo da Juke Box Steady as she Goes e qualche sparso accenno ai Led Zeppelin. Il resto è una brodaglia insapore, pop-rock da oratorio che un budget da capogiro ha reso accattivante. Ci sono in giro dischi ottimi. Non sporcatevi le mani con questa baggianata.

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