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The Servant The Servant

Etichetta: Prolifica Voto: 6
Brani Migliori: Orchestra Devil
 
Il tormentone dellestate 2004?
Sembra ormai assodato che Orchestra dei londinesi The Servant se la giocherà fino allultima suoneria polifonica con Trick Me di quella bella figliola di Kelis.

 

Magari in molti di meno, invece, sapranno che un paio di mesi fa (in altri paesi, come Regno Unito e Francia, ancora prima) i The Servant hanno pubblicato il loro omonimo album di debutto.
 
Trattasi di un dignitoso e godibile album di pop-rock radiofonico made in UK: una frizzante bibita ghiacciata di cui, però, dopo pochi minuti niente rimane al palato.
Questione di esigenze: se cercate una raccolta di canzoni ben confezionate, orecchiabili e poco impegnative, buttatevi su questo disco senza paura. Dan Black (sì, ma basta con quelle facce!) e compagni, infatti, hanno studiato a memoria il manuale del perfetto brit-rocker e lo dimostrano con diligenza in ogni traccia di questo lavoro che, si narra, sia stato per mesi completamente ri-prodotto al laptop da un eternamente insoddisfatto Black (sì, ma smettila di incrociare gli occhi!).
 
Una sfilza di compitini eseguiti in modo impeccabile, conditi da liriche artificialmente alienate, ognuno con un riferimento preciso nel passato: in particolare (solite) spruzzate dei primi (soliti) Radiohead qua e là, ed echi della magnifica stagione del Raven roll stile Charlatans, a cavallo tra 80 e 90, che segnano alcuni degli episodi più riusciti come Devil e Jesus Says.
Una menzione particolare i ragazzi se la meritano quando si tratta di riciclare i Beatles: sono riusciti, infatti, nellimpresa di citare la stessa canzone (Hey Jude) in ben due canzoni: in Not Scared, Terrified e nello scandaloso coro finale di Glowing Logos. Un record. Neanche gli Oasis hanno mai osato tanto.
Ma, come si dice in questi casi? Si tratta di un omaggio, no?
 
Per fortuna dei nostri, e della loro schiera di fan che cresce di giorno in giorno, ci penseranno singoli ruffiani come Orchestra ed il prossimo I Can Walk In Your Mind a far arrivare The Servant alla fatidica soglia del panettone.

Niente di male in fondo, la voce paranoico-isterica del simpatico Dan (sì, ma stai fermo un attimo!) è oramai un patrimonio in parte anche italico di cui andare giustamente fieri.
Di questi tempi cè molto di peggio in giro.
 
 
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