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The Strokes - Room on fire

Etichetta: Bmg - Voto: 4.5
Brano Migliore: I can't win

Gli Strokes rappresentano forse il più grande bluff degli ultimi anni.
Dopo essere stati accostati troppo frettolosamente dalla stampa britannica (accondiscendente con loro sino alla nausea) ai primi Oasis e dopo essere stati cinti d'alloro con appellativi di "salvatori del rock'n'roll" col loro debut album Is this it, questi cinque ragazzi newyorkesi si sono inevitabilmente montati la testa.


a cura di Slug

Partendo dal presupposto che il loro precedente lavoro è senz'altro un buon prodotto ma tutt'altro che un capolavoro, passiamo a trattare di questo Room on fire, marchio di fabbrica sponsorizzato come e più della Coca Cola o di un nuovo album di Britney Spears.
Gli Strokes sono una band che nel primo album ha giocato sapientemente a carte coperte. Is This it ha rappresentato per molti addetti ai lavori una fresca ventata di rock, un ottimo pretesto per tornare a parlare di una buona band dopo anni di desolazione.
In questo contesto si può anche giustificare le recensioni strabilianti ed euforiche di gruppi come The White Stripes, The Strokes, Black Rebel Motorcycle Club e simili.
Come in ogni bluff che si rispetti, le carte finiscono inevitabilmente per scoprirsi e la critica diventa severa.
In Room on fire si percepisce chiaramente che a questi ragazzi manca una caratteristica che ormai è estinta da tempo dal vocabolario dei musicisti targati Usa: il coraggio di osare.
I suoni sono volutamente grezzi, le melodie astutamente pianificate, la voce di Casablancas è a volte una nenia insopportabile, la batteria minimale.
The Strokes è ormai diventato un brand, un marchio da esportare. E' come un grande contenitore ben confezionato ma dal contenuto assai ridotto.
In tutta questa negatività registriamo con piacere la buona volontà dei cinque artisti di proporci un album registrato e suonato con passione. Alcuni spunti interessanti si percepiscono da subito, come nel caso di 12:51 (il cui video, ahimè, è triste e melenso, a dir poco inguardabile), I can't win e Automatic Stop.
Putroppo però il rock'n'roll è un'altra cosa, è genuinità, talento, capacità. Gli Strokes invece sono ingannevoli, la loro non è una dedica al rock ma utilizzano quest'ultimo come viatico per la celebrità, un compito che, a vedere il giocattolo promozionale che hanno tirato su, svolgono alla grande.
Ed ora aspettiamoci il terzo album, clone di precedenti e così via... Chissà per quanto durerà questa moda... Agli Strokes il tempo per crescere non manca, al contrario dell' effettiva voglia di mostrare il proprio talento e le proprie capacità.

In rete:
- Sito ufficiale
- Siti dedicati agli Strokes su Excite Search
- Immagini degli Strokes da Excite Search
- Recensione di MusicOMH
- La recensione del Rolling Stone
- Il Blog di Marta, fan degli Strokes

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