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Treccani sottolio: una conserva di sapere!

Per conservarla bene non basta mica la memoria. Provate voi a ricordarvi per filo e per segno il contenuto di un'intera enciclopedia. Una soluzione potrebbe essere quella di farla finire sottolio, tipo carciofini e champignon. Melanzane e pomodori secchi. Niente paura, ci hanno già pensato. L'installazione visibile fino al 16 gennaio 2011 al Macro, il Museo di Arte Contemporanea di Roma, si chiama proprio 'Treccani Sottolio' e vede i 54 volumi dell'opera conservato in vasetti chiusi ermeticamente con la ceralacca.

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L'idea è di Benedetto Marcucci (il suo esordito a vent'anni al fianco di Mario Schifano), secondo il quale l'olio giova 'fisicamente' al libro: i colori in copertina diventano più brillanti e le pagine si aprono naturalmente. E se da un lato quindi il testo diventa più 'fruibile', dall'altro, così imbottigliato con sigillo in un vasetto, si rende irraggiungibile. L'altra faccia della medaglia.

Macro!

A dispetto di quello che si può immaginare osservando un'opera che sembra prettamente concettuale, ci sono i materiali scelti dall'artista che invece richiamano alla forma classica dell'arte, quella tradizionale e antica: vetro, olio, carta, sughero, ceralacca.

E se il momento per l'enciclopedia cartacea può sembrare - anzi è - critico, questo non vuol dire che il suo patrimonio meriti di marcire. Anzi, va conservato (sottolio, naturalmente). C'è solo da sperare che non gli venga in mente, un domani, di fare lo stesso con Wikipedia (ché lì il sottolio mi sciupa un po' il sistema informatico mondiale).

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