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Tutti i plagi della storia di Sanremo

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Mancano pochi giorni all'inizio della 66esima edizione del Festival di Sanremo (in onda su Raiuno dal 9 al 13 febbraio prossimi) e così saltano in mente un po' di ricordi legati alla storia della kermesse canora più importante in Italia. I brani in gara dobbiamo ancora ascoltarli, ma ecco quelli che hanno creato più scalpore gli anni precedenti.

Nel 2001, Mezze verità dei Sottotono è stata al centro dell'attenzione perché considerata molto simile a Bye, bye, bye degli N’Sync. Il caso arrivò in televisione e venne ripreso da Striscia la Notizia. L'anno prima Ivana Spagna si è presentata invece sul palco dell'Ariston con Con il tuo nome, un brano che in qualche modo rimanda alla colonna sonora di Braveheart, il film diretto da Mel Gibson. Ma l'edizione del 2000, quella condotta da Fabio Fazio con Luciano Pavarotti, Teo Teocoli e Ines Sastre, ha portato sotto la luce dei riflettori un altro brano, Brivido Caldo dei Matia Bazar, simile forse similissimo a Libertango di Grace Jones. Nel 2002 è Tracce di te di Francesco Renga a catalizzare l'attenzione perché troppo simile a Due grosse lacrime bianche, traccia cantata da Iva Zanicchi nel 1969.

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Nel 2004, è la canzone vincitrice L'uomo volante di Marco Masini ad avere una musicalità simile a E ritorno da te di Laura Pausini. Insomma, a Sanremo è capitato che qualche canzone fosse l'appannaggio moderno di un brano del passato. Succederà anche quest'anno?

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