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TV on The Radio - Return to my Cookie Mountain

Etichetta: 4AD   - Voto 7,5

Brano migliore: Snakes & Martyrs

 

Sta per finire la lunghissima attesa per il nuovo disco dei TV on The Radio. I fans dovranno aspettare ancora pochi giorni e poi "Return to my Cookie Mountain" sarà in tutti i negozi. Seguaci del nuovo trend secondo il quale di un disco è meglio cominciare a parlare molti mesi prima della sua uscita, l'album porta con se il fascino dellattesa assieme a quello dellinnegabile capacità della band.


Io l'album l'ho già ascoltato e come prima cosa mi va di rassicurarvi riguardo le indiscrezioni sulla collaborazione dei TVoTR con David Bowie. Ebbene... non erano affatto infondate: il Duca Bianco in questo disco appare (e fa la sua porca figura!) come una delle voci soliste di Province, ballata dal sapore folk che ricorda, per certi versi e con le dovute differenze, alcune scorribande country dei Talking Heads (penso al periodo di True Stories ad esempio).

Lalbum non è di impatto immediato e la prima impressione è quella di un lavoro ostico e tortuoso. Lasciandolo girare un paio di volte sul giracidì, però, i suoni un po tribali (Tonight), un po dark (Snakes and Martyrs) e un po punk (Playhouse) che si mescolano nelle tracce del disco trasmettono una grandissima forza.

Se volete unidea immediata, prima di ascoltare lalbum per intero, tuffatevi direttamente sulla traccia numero 5, Wolf like me. Se vi piace o vi incuriosisce, siete pronti per affrontare lalbum con i requisiti corretti. Questo pezzo racchiude la quintessenza del suono di Cookie Mountain. I suoi ritmi africani, il grande sfoggio di effetti e quei vocalizzi doo-wop davvero curiosi, lo ergono a manifesto della direzione presa dalla band in questo album: un grande desiderio di arricchire le proprie canzoni con elementi etnici e multirazziali per un risultato che si avvicina a quello raggiunto dai Liars con lultimo ottimo Drums Not Dead.

Niente male anche luso che nellalbum si fa della sezione fiati, raramente ritmica e più spesso utilizzata come tappeto sonico, che mette in luce tutta la ricerca e lintenzione avanguardistica dei TV on The Radio. 

Certo, nemmeno loro si lasciano scappare loccasione per mettere sul piatto una serie infinita di citazioni e riferimenti e sebbene il loro lavoro ricordi molto anche i Love di Arthur Lee (non fosse altro per il gusto tutto 'black' di colorare il rock), la strada percorsa dai TV on The Radio sembra del tutto personale. E infatti anche se Wash the day away sembra la figlia legittima di Venus in furs (Velvet Underground) e Biko (Peter Gabriel), la sua potenza emotiva è talmente impressionante da rendere un pezzo di grande intensità psichedelica che con sibili, flauti distorti, chitarre sature e falsetti inquietanti, chiude degnamente un album che si colloca tra i più importanti della musica popolare dei nostri tempi.

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