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Urban Superstar Show Contemporary Art Festival 2010

Tira aria nuova, aria buona nei musei. Back from Black, prima parte della mostra collettiva di Urban Superstar Show Contemporary Art Festival 2010, sta per partire. Appuntamento al MADRE di Napoli il 1 maggio, dunque, con alcuni dei nomi più interessanti dell'Arte Contemporanea giovane.

Un evento che si svolge, non a caso, durante il Napoli Comicon, il grande festival dedicato alla nona arte e ai suoi autori, grandi maghi di fumetti e cartoon.

Tutto merito di David Vecchiato, nelle vesti sia di curatore che di artista. Sarà lui a presentare infatti le opere più recenti delle stelle internazionali dell'Urban Art, più di 50 tra colleghi e amici. E la lista è lunga. Qualche nome: Robert Crumb, Basil Wolverto, Jamie Hewlett, Dave McKean, Charles Burns, Gary Baseman, Anthony Ausgang, Buff Monster, Joe Ledbetter, Glenn Barr, Mike Davis, Michael Sieben, Jim Avignon e Jon Burgerman. A rappresentare l'Italia ci saranno Diavù, Tokidoki, Camilla D'Errico, Blu, Massimo Giacon, AlePop, Dem, Mr.Wany, Zelda Bomba, Licia Viero, Andrea Pazienza e molti altri.

Opere di street art, skate art, pop surrealism, lowbrow e poster art. Si comincia allo scoccare della mezzanotte che darà il benvenuto al 1 maggio. Nella sala XL di Castel S. Elmo, una lotta all'ultimo pennello in cui gli artisti daranno vita a un lavoro su un pannello di oltre 20 metri di lunghezza.

Il pomeriggio di sabato, invece, ci sarà una rassegna di video, cortometraggi e cartoni a opera di Jon Burgerman, Jim Avignon, Gary Baseman, Blu, Gianluca Costantini, Diavù, AlePOP, Ericailcane, Laurina Paperina, Sergio Mora, Joe Ledbetter, Squaz. Infine, una lunga notte di musica sperimentale. Dj Set dall'artista tedesco Jim Avignon, e poi l'inglese Jon Burgerman e Jim Avignon.

Un progetto importante come spiega Vecchiato: 'In questi anni non ci siamo fatti addomesticare dalle logiche dei grigi impiegati dell'arte di casa nostra che ci chiedevano di smetterla con questi immaginari simili a fumetti, cartoon, tattoo o graffiti. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la lentezza di questo Paese, rischiando di perdere l'occasione di raccontare una delle anime creative della nostra generazione. Ma imparando a gestire personalmente la produzione, la diffusione e la vendita delle nostre immagini, come ci ha insegnato zio Warhol, abbiamo ripreso un po' il passo coi colleghi internazionali'.

Il suo augurio? Che tutto ciò 'incoraggi altri giovani artisti di ogni nazionalità a far crescere nuovi sensi estetici nelle proprie comunità, concentrandosi quindi sulle passioni che uniscono e non sulle differenze che dividono'.

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