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Ursula Rucker - Ma' at Mama

Etichetta: K7 - Voto: 7.8/10

Ursula Rucker è una poetessa afroamericana di Philadelphia, al terzo disco. Il suo approccio alla musica si colloca nella scia di quando fatto da Gil Scott Heron (padre della jazz poetry afroamericana) e nel solco della tradizione orale afroamericana, già portata avanti dallhip-hop; la Rucker rappresenta un elemento di rottura per il punto di vista femminile (e femminista) espresso dai suoi testi (contro una pesante caratterizzazione maschilista di buona parte della musica hip-hop) e per la collaborazione con artisti europei, in un incontro con sonorità altre rispetto a quelle black e più vicine alla scena elettronica.


Le influenze e i punti di riferimento dellartista sono tanti e rintracciabili anche al di fuori del mondo della musica: tra i più importanti cè Frida Kahlo, per levidente gioco di mimesi che la Rucker porta avanti tra la sua immagine e quella dellartista messicana, in quanto donna radicalmente diversa dagli stereotipi occidentali.
Ma at Mama, scritto e prodotto quasi interamente da Anthony Tidd, che ha anche scelto i musicisti per registrare, ci propone un cammino tra diverse atmosfere musicali sempre legate al testo: così Rant (Hot In Here) con la sua critica graffiante e corrosiva e la richiesta di una rivoluzione è sostenuto da un riff ipnotico e minimale, che spinge avanti lesecuzione, mentre Black Erotica viene rivestito da una ballad jazz sensuale; non mancano naturalmente pezzi più vicini allhip-hop (Poon Tang Clan) o più sperimentali (Spiri-Chant).
Fondamentale è la capacità della Rucker di adottare diverse tecniche di esecuzione del testo (da una semplice lettura, al rap fino a brevi passaggi cantati passando attraverso le diverse possibili sfumature immaginabili) adattandole anche alla base musicale scelta. Anche nei confronti del mondo della musica la sua posizione non è certo tenera: un continuo svuotamento di artisticità e una sempre maggiore presenza di prodotti mainstream sono i punti deboli che la poetessa individua.
Un disco molto bello e importante, impegnativo se affrontato nella sua completezza, da ascoltare per chi volesse accostarsi a questo genere; ritratto di unartista completa e rappresentativa del nostro presente, ma che non dimentica anzi vivifica le proprie radici (quantomeno dovuto laccostamento a Tracy Chapman).
Allascoltatore tocca decidere se accontentarsi del suono della voce di Ursula Rucker e della varietà stilistica delle basi musicali o se (vivamente consigliato) provare un ascolto accompagnato dalla lettura dei testi (scaricabili dal sito ufficiale dove si possono anche ascoltare i brani).

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