Excite

Valeria Rossi, intervista con Excite

In occasione del lancio di "Osservi l'aria", nuovo lavoro di Valeria Rossi, abbiamo incontrato la cantante. Un'intervista più lunga di tre parole, sul nuovo disco, il troppo successo, i pregiudizi della critica, internet, mp3 e altro ancora.
 
a cura di Zoro
 
Quando l'incontro con Valeria Rossi comincia, la prima domanda non la faccio io.
"Ma hai visto il libretto del disco?" mi chiede lei orgogliosamente sventolandomi sotto al naso il nuovo cd ancora imbustato. "No, veramente non l'ho ancora visto, vediamolo ora". Valeria Rossi apre il cd e si mette a sfogliare le colorate pagine del libretto e da sola, senza preavviso, l'intervista comincia.
 
- tutto il progetto grafico di questo disco non è solo un progetto grafico ma un vero e proprio progetto artistico. L'ho fatto fare da un'acquarellista (Gaia Soldatini), è fatto tutto a mano. Anche le pagine del mio sito sono tutte tavole...
 
- il sito in effetti l'ho visto, è molto particolare, ben fatto...

- ti ringrazio, ci sono ancora delle sezioni da fare, tra pochi giorni saranno pronte, ma ormai ci siamo.
Ho capito che il sito è uno strumento su cui contare, su cui puntare, che dà la possibilità di avere un contatto diretto con il pubblico, senza filtri e case discografiche di mezzo, quindi ci conto molto.
 
- C'è anche una sezione tipo diario, quasi un blog...

- quella è una cosa indipendente dalla casa discografica, da tutto, è casa mia, quel diario non ha un obiettivo particolare in relazione al disco.
Io ho sempre scritto, partecipando a concorsi di poesia, al premio Montale, mi piace poter condividere quello che scrivo. Chi arriva su quel diario non può inserire testi nel sito ma può sempre scrivermi, poi il sito lo edito io. Mi piace che sia vivo, vitale.
Fino a un po' di tempo fa non trovavo la formula giusta per aprirlo, quella che mi convincesse, poi c'è stato l'incontro con l'illustratrice del libretto che mi ha dato la chiave vincente per farlo e ora ne sono molto contenta.
Del resto tutto quello che faccio io deve esser molto personale, deve piacermi, altrimenti viene male.

- Anche le tue note biografiche sono decisamente più "personali" del solito.
Vi si dice, per esempio, che le tue prime canticchiate in giovane età siano state stimolate dalle molestie di un professore alle tue compagne di classe e che tu per sfogarti cantassi, implodendo la rabbia...

- sì, sì, io ero un po' autistica, timida e insicura, quindi conoscevo solo quel modo per sopravvivere davanti a cose così crude, è drammatico ma è così.
 
- mi ha colpito perchè è una cosa che non ci si aspetta leggendo la biografia di una cantante..

- sono contenta che si capisca, che arrivi. E' la realta.
 
- Proseguendo nella lettura della tua biografia, affermi di essere sempre stata convinta di voler fare la cantante come professione. La cosa mi ha colpito perchè pochi giorni fa parlavo per caso con Gianmaria Testa il quale, invece, nonostante tutti gli dicano di dedicarsi solo alla professione di cantautore, mi ha detto "io sono ferroviere, sui treni so tutto"...
 
- ...bellissimo "sui treni so tutto" .... ci devo scrivere una canzone su "Sui treni so tutto"...
 
- Lui in sostanza a questo salto del fosso da ferroviere a cantautore ancora non ci crede.
Tu come hai fatto ad essere così sicura del tuo percorso?
Studiavi all'università, eri ad un passo dalla laurea, avevi fatto altre professioni...
 
- Ma anche quando ho lasciato l'università è perchè avevo capito che nient'altro poteva essere il mio lavoro. A quel punto ho capito che se non mi ci fossi impegnata al 100%, mettendoci tutta l'attenzione, non ce l'avrei fatta. E' stato così che sono iniziate a funzionare le cose, che è arrivato il primo contratto come autrice dalla Sony e poi i primi provini. Considera che chi scrive canzoni lo fa mettendoci tutto di sé e non lo fa perchè ha come obiettivo il successo. Il successo è quasi episodico.
"Tre parole ", per esempio, non nasce come tormentone, ma come una stimabilissima canzone. Tutto sommato sono stati i media che le hanno dato la definizione di "tormentone" e l'hanno ingabbiata. Tutto quello che si è creato intorno è stato episodico. Io non scrivo le canzoni per andare in classifica, scrivo canzoni perchè è il mio lavoro, è la cosa che so far meglio... e di treni non so nulla.
 
- Apparentemente la cosa che sai far meglio, la tua cifra stilistica, soprattutto dopo "Luna di lana", sembra essere soprattutto quella di "paroliera", autrice di testi elaborati, tanto è vero che l'introduzione di questo disco è stata fatta da Stefano Bartezzaghi. A tal proposito prima ho chiesto ai discografici della BMG se ultimamente stiano perseguendo una precisa strategia di marketing, visto che quando sono venuto ad intervistare Samuele Bersani il suo disco aveva la presentazione di Michele Serra...
 
- e cosa ti hanno risposto?
 
- che ogni tanto lo fanno...

- Credo anch'io che la cosa sia assolutamente casuale, non strategica.
Quasi niente di quello che faccio io lo è, non sono così machiavellica.
Quello con Bartezzaghi è stato un incontro basato sulla stima reciproca.
Lui si interessò già al mio primo disco, ci siano conosciuti circa un anno e mezzo fa.
Poi un giorno mi chiamò e mi disse "osservi l'aria!".... al che dissi "cosa, cosa stai dicendo?" ed era l'anagramma del mio nome, e dopo questa cosa ho scoperto, dopo aver scritto tutto l'album, che "Osservi l'aria" poteva essere un titolo perfetto per il nuovo disco. E così è stato.
 
- L'equilibrio di un disco così caratterizzato rischia però di spostarsi più sui testi che non su musica, composizione, arrangiamenti.
 
- Tanto le parole sono accompagnate sempre da una melodia...
In alcuni casi come "Ti dirò", per esempio, è stata fatta la scelta precisa di metter luce più sulla canzone piuttosto che sull'effetto speciale del gioco di parole.
Del resto quando hai tanta materia prima...metterci la panna è quasi un peccato mortale.
Intendo dire che dove serve puoi decorare e puoi arricchire, ma non è così necessario farlo per forza. Quello che cerco è attirare l'attenzione sul significato, sul senso e sulla forma propria della canzone.
Io sono un'appassionata della melodia, per cui nel mio caso non c'è distanza tra musica e testi.
Ci lavoro attentamente sulla combinazione tra musica e parole e quando sono fortunata ed è il mio giorno d'ispirazione vengono anche insieme come spunto. Poi è chiaro che in seguito ci vuole sempre un lavoro matematico, certosino. Ma l'ispirazione rimane comunque imponderabile. Quello sì.
 
- Quali sono i punti di forza e quali quelli di debolezza di questo disco?
 
- Guarda, è un punto di forza e nello stesso tempo di debolezza insieme il fatto che sia un disco personale.
 
- Temi che sia un punto di debolezza perchè il produrre cose personali a volte frega?
 
- No, credo che alla lunga non freghi, anzi paghi.
 
- Ma alla breve?
 
- Alla breve potrebbe non essere accettato dagli schemi delle classifiche, ma non bisogna avere fretta, bisogna rispettare i processi fisiologici delle canzoni. I processi creativi sono processi fisiologici.
Non puoi forzare la natura di un processo fisiologico.
 
- In questo disco ci sono anche alcune collaborazioni. Ho visto che c'è un dialogo con la tua amica attrice Cecilia Dazzi.
 
- Sì, è legato al pezzo "Alfonsina".
Ho voluto chiamare Cecilia, mia amica da almeno 10 anni. Lei è stata una delle persone che più mi ha spronato alimentando in me autostima e sicurezza, doti fondamentali per poter fare questo lavoro. Cecilia Dazzi è stato uno dei miei stimoli più forti e questo dialogo con lei l'ho legato ad "Alfonsina" che è una sorta di dialogo interiore. Volevo che questo dialogo tra me e Cecilia rivivesse in qualche maniera.
 
- Ho sentito tutto il disco più o meno una volta e mezza e il pezzo che al momento mi ricordo di più è proprio Alfonsina...
 
- ah sì?
 
- sì, in maniera assolutamente acritica, è quello che mi è rimasto più canticchiabile, però ho visto che il singolo è invece un altro, "Ti dirò"...
 
- l'hai sentito?
 
- sì, ma me lo ricordo meno di Alfonsina. In base a quale particolare criterio hai scelto Ti dirò come singolo?
 
- l'ho scelto perchè è un bel pezzo!
Devo dire che comunque oltre a essere uno dei più bei pezzi dell'album e quindi uno dei più rappresentativi è uno dei primi singoli che lancio dove non "cavalco", non faccio abuso di giochi di parole, non mi servo di filtri o d'ironia che serve a dire cose senza dirlo, di paraventi.... questo è un pezzo romantico, sentimentale, mi imbarazza, ma volevo espormi, cosa che faccio raramente.
 
- Tu dici che non ti esponi spesso, ma sei legata a doppia mandata a "Tre Parole", un pezzo che è stato un successo planetario, con un impatto devastante ovunque, decisamente esposto...
 
- Si, è vero... lo hanno cantato dal Cile al Giappone.... a Cuba... mi hanno detto che i dj cubani aprivano e chiudevano le serate con Tre parole...
 
- come hai vissuto il fatto di avere un brano così esageratamente di successo? Inevitabilmente succede che poi si sia portati ad identificarti con quel pezzo, che la gente sia portata a pensare che Valeria Rossi sia "Dammi tre parole". Il difficile per te arriva ora. Ti dico queste cose perchè ho letto la recensione su "Musica" che è uscita giovedì... non era una recensione particolarmente positiva...
 
- quella non era una recensione, era un attacco, un attacco alla canzone Tre parole.
 
- Sì, un attacco portato comunque nel contesto di una recensione del tuo nuovo disco.
In quel pezzo si dice che non hai una voce straordinaria ma rantoli un po', che ti ammazzi inutilmente sui giochi di parole....
 
- mortacci... so avvelenata, si vede?
 
- ...e che tutto ciò distruggerebbe l'equilibrio dell'album. Ora, secondo me tutto parte un po' dal pregidizio nei tuoi confronti suscitato dal caso "Tre parole".
 
- oooh, sono contenta che tu me lo dica perchè a me sembra piuttosto evidente; per questo ti dico che quella è più una posizione che una recensione. Devo dire che sto un po' pagando anche una certa leggerezza data da inesperienza. Il successo di Tre parole, sicuramente non è stata una cosa brutta...
 
- non è una colpa...
 
- ... e non devo pagare per quello
 
- no, ma forse è stata interpretata come un pezzo troppo facile, come un pezzo volutamente da classifica, tipo DJ Francesco quest'estate.
 
- sì, ma avendo un minimo di capacità critica e non pregiudizi, un critico deve cercare comunque di distinguire le cose. Penso comunque che già "Luna di lana" abbia fatto il suo dovere in tal senso.
Non è stato un fenomeno di classifica e non doveva esserlo ed in questo caso è stato un bene.
Se Tre parole si prestava di più rimane il fatto che nemmeno quella canzone era un fenomeno da classifica.
 
- Tu sei consapevole del fatto che all'occhio di certa critica devi quasi rifarti una verginità, parti svantaggiata. Poi puoi anche fregartene...
 
- Sì, lo so, è cosi. Paradossalmente una che ha avuto un successo simile parte svantaggiata, ma è così.
Dopo che ho letto quella recensione mi sono resa conto che anch'io probabilmente sono una persona con i paraocchi. Ho pensato che io sono una che legge le recensioni ed acquista in base alla recensione che legge.
Di conseguenza pure io sono un po' ottusetta.
 
- tutto sta ad avere qualche critico affidabile, di riferimento.
Ci sono critici che, per esempio, parleranno sempre bene di qualsiasi cosa saranno costretti a trattare.
Se Vincenzo Mollica parlerà del tuo disco sarà solo per parlarne bene, a prescindere che gli piaccia o meno, o perlomeno io a furia di sentirlo ho di lui quest'opinione e quindi non lo ritengo affidabile per un mio acquisto.
 
- Dici? Dici che piuttosto non ne parla? Beh, io non sono amica di Vincenzo Mollica eppure di me ha parlato bene...
 
- vedi? Appunto, nemmeno lo sapevo...
 
- guarda, io so che ho un grosso impegno: quello di riportare l'attenzione sulle cose importanti di quello che faccio. 
Molta gente non sa che sono io che scrivo le canzoni, per esempio. Non sono una figurina bidimensionale di cartone che sale sul palco e asseconda il ritmo di quel contesto, cosa che purtroppo ho fatto, ahimè. Sto pagando anch'io il prezzo dell'inesperienza. Ma sai, io scrivevo le canzoni e davo per scontato che ciò bastasse. La professionalità non è fatta solo di capacità ma anche d'esperienza. Capacità ne avevo 1000, 2000, quello che vuoi, ma esperienza 0. Davo per scontato che bastasse la capacità, per cui nelle interviste magari cazzeggiavo, che è il mio sport preferito.
 
- quindi a me è toccata l'intervista seria...
 
- esatto... eh ma con voi giornalisti devo stare molto attenta...
 
- figurati, io neanche sono giornalista, puoi stare tranquilla...
 
- vabbè, però sei la persona che mi presenta, il mio primo contatto con l'opinione pubblica, per cui devo stare comunque attenta
 
- purchè tu rimanga te stessa
 
- certo, devo cercare di non farmi troppo influenzare dal contesto e da chi mi intervista...
 
- Prima abbiamo parlato un po' del tuo sito. Su internet che altro fai? Scarichi musica? Vedi la possibilità di essere "scaricata" su internet come strumento promozionale o come attività illegale?
 
- mah, ci sarebbe una certa deontologia per cui effettivamente ti dovresti scaricare le cose che non potresti avere in altri modi... che so, delle perle, delle cover, dei live.
Io mi scarico questo genere di cose effettivamente, però non posso dire che sia un processo da impedire, sicuramente si può regolamentare in qualche modo, ma cercare di impedirlo non avrebbe senso ormai.
 
- Tornando al tuo sito, ho visto che ci sono dei link non proprio disimpegnati: Indmedya, Radio Ondarossa, Amnesty International, Emergency, Daniele Luttazzi e altri che ora non ricordo. Tutto ciò lascia pensare anche ad un certo impegno, ad una coscienza politica che magari chi ti conosce solo come colei che canta Tre parole non immagina che tu abbia, sempre per il pregiudizio di cui parlavamo prima.
 
- E' così.
Il sito mi offre l'opportunità di avere un contatto diretto, senza intermediazioni, è utile a dare una visione un po' più completa, non soltanto della canzone in sè, ma anche della fonte, senza la quale la canzone perderebbe d'appeal.
Diciamo che tutto ciò può aiutare a vincere il pregiudizio.
 

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017