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Vanoni: "Dormo sola, giusto un amantino"

"La voce è la cosa più enigmatica che possediamo. Penso che questa mia vocalità nuova è la gola che si apre perché si apre il cuore, è il cuore che canta. Non sono mai stata così passionale. Quando sono davanti a un microfono faccio l'amore con la canzone".

A raccontarlo è Ornella Vanoni a Gioia, in edicola domani. Nel suo ultimo disco la Vanoni, rispetto a Più di me, canta gli altri. Versione a tre: Dalla, Morandi e lei: "Adesso ci gioca un po' troppo, Lucio, ma quando vuole canta da dio". In coppia anche con Pino Daniele: "Mi emozionano quei suoi falsetti quasi femminili. Mi piace Elisa. Non mi piacciono le donne che gridano e in Italia gridano tutte".

Canta Ogni volta ma nessun duetto con Vasco: "Lui non duetta neanche con Dio". E poi, a ruota libera, parla di sesso e amore, da Strehler a Marrazzo: "Uno che ha buttato via la vita per provare un'eccitazione fuori della norma. Forse la sua parte femminile. La mia parte maschile? C'è, eccome. Anche quella femminile, se è per questo... Sono attratta dalle donne, ma non mi piace fare sesso con loro. So che non mi piace...".

E su Gino Paoli: "Un mio grande amore, non il più grande. Il più grande è stato Vittorio, un avvocato di Venezia che mi faceva sempre giocare. Mi chiamava topolina". Mentre sul marito, Lucio Ardenti, dice che "l'ho sposato ma non l'ho mai amato".

Sono anni che dorme sola: "Sono anni che sto da sola, a parte un amantino, un quarantenne con cui facciamo l'amore di tanto in tanto...".

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