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Vasco Rossi - Buoni o cattivi

Etichetta: Emi - Voto: 5.5
Brano migliore: Un senso

Il fenomeno Vasco Rossi si è rimesso in moto. Per fenomeno non si intende solo quello artistico, del "personaggio" Vasco Rossi ma anche quello mediatico, legato a vendite stratosferiche, gadgetteria varia a fiumi e concerti sold out in poche ore.
Purtroppo la musica di oggi è fatta di marchi, di artisti alla moda o di miti che mai tramontano.

E' dunque inevitabile che il commercio musicale nostrano si leghi inscindibilmente al cantante di Zocca, terminale ultimo dell'attenzione mediatica e popolare della musica made in Italy.

a cura di Slug

Vasco Rossi è un emblema, uno di quegli artisti che muovono masse spaventose di fan trasformando la musica in un pretesto di appartenenza. Andare in uno stadio ad acclamare il Blasco con una bandana in testa ed una maglietta con la sua effigie vuol dire sentirsi parte di quella minoranza che diventa maggioranza per una notte sulle note di "Albachiara", "Vita spericolata", "C'è chi dice no" e "Rewind". Questo non è un fattore negativo, solo che una così imbarazzante superiorità di immagine, di consenso e di seguaci finisce per cannibalizzare l'attenzione di tutto quello che resta della musica in Italia.
Ogni volta che esce un album di Vasco Rossi tutto il resto scema di interesse, non c'è più spazo per altro. C'è solo lui, la sua musica e il suo mito.
E' accaduto anche stavolta "Buoni o cattivi", un album che non è un capolavoro ma un onesto prodotto discografico al passo con i tempi, con alcuni spunti interessanti ed altri assai ridondanti.
Eppure l'aspetto musicale non ha la stessa importanza di quello estetico. La cosa fondamentale è che Vasco sia tornato, con i modi spettacolari di sempre, con i suoi immancabili occhiali, con il suo essere ribelle a prescindere e con il suo stare dalla parte dei più deboli, è tornato "per dare voce a chi non ce l'ha", per salvare la musica dalla mediocrità e via dicendo.
Ormai è sempre più forte la sensazione che alla figura di Vasco Rossi si accompagnino una valanga di luoghi comuni e di falso perbenismo, un "doverne parlar bene per forza", quasi che l'icona del Blasco sia più forte della sua creatività e della sua stessa musica.
La realtà è che "Buoni e cattivi" è prima di tutto un album che sta vendendo tantissimo, la verità è che Vasco Rossi non sparirà mai. Perchè? Perchè Vasco vende sempre e comunque, vende a prescindere, sia che si tratti di un album di inediti, sia che si tratti di una raccolta o di una tazzina di caffè con sopra il suo nome.
Vasco Rossi è diventato prima di tutto un marchio che vende, vende e vende, come nessun altro.
Con questo non si vuole offuscare la sua stella, che brilla meritatamente da decenni nel cielo della musica, senza conoscere nuvole o cambi di traiettoria.
Vasco è la stella polare, tutto ruota attorno a lui nel firmamento musicale italiano. Le critiche sono casomai rivolte al fenomeno Vasco e a tutti gli interessi che girano attorno alla sua immagine, quasi a voler guadagnare quanto più possibile da ciò che lui rappresenta per la gente.
Il suo nuovo "Buoni o Cattivi" non fa altro che confermare le sensazioni già suscitate con i suoi ultimi due lavori: il Blasco non trasmette più quella genuina rabbia di una volta. Sempre del miglior cantautore rock italiano si tratta, ma si percepisce che gli anni e i soldi accumulati hanno attenuato il livore del Blasco, nonostante lui si ostini a dimostrare il contrario.
Non ci sono più le sparate di 20 anni fa quando, ai tempi di Bollicine, Vasco era considerato solo un drogato dietro ad un microfono, un drogato che da solo è riuscito a cambiare un'epoca con la sua musica genuina e semplicemente magnifica.
Vasco Rossi non accetta il cambiamento generazionale, si ostina a proporre un personaggio oltre le righe, che vive al limite ma che, alla lunga, diventa solo una parodia di se stesso.
Oggi Vasco e' un grande cantautore, un Artista tout court, un personaggio che riempie gli stadi ma non ha più l'energia creativa di un tempo, nonostante continui stoico a battere lo stesso genere di sempre.
Canzoni come "Buoni o cattivi", "Rock'n'roll Show" e "Cosa vuoi da me" sono bei pezzi ma nulla più. Hanno lo stesso stile di dieci anni fa, hanno il marchio tipico di Vasco ma non riescono a scalfire l'animo come in passato. Diverso il discorso per le poeticche ed incantevoli "Come stai" e "Un senso", inserita anche nella colonna sonora del film di Castellitto "Non ti muovere".
In "Buoni o cattivi" mancano quegli spunti elettronici che avevano accompagnato i precedenti "Stupido Hotel" e "Canzoni per me".
Lo stile è lo stesso "menefreghista" e controcorrente di sempre ma è solo una facciata che nasconde una grinta che inevitabilmente è andata scemando nel tempo.
Ma cosa importa? Vasco resta Vasco. A prescindere.

In rete:
- La suoneria di "Buoni o cattivi"
- Il sito ufficiale di Vasco Rossi
- Altri siti dedicati al Blasco
- Le immagini di Vasco Rossi

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