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Vasco Rossi, per lui un nuovo inizio

  • LaPresse

Il Komandante vuole stare accanto ai suoi fan. Vuole raccontare, raccontarsi, e vuole dire la sua verità. Per farlo ha deciso di utilizzare il social network per eccellenza, Facebook. I suoi commenti, le sue dichiarazioni, i suoi 'clippini', vengono ormai postati regolarmente. Attraverso Facebook ha spiegato chi è davvero Vasco Rossi, quali sono le sue debolezze che però, allo stesso tempo, sono anche la sua forza. Del resto lo ha detto lui stesso parlando del suo male di vivere e dicendo: 'Se mi permette di scrivere le canzoni che scrivo, devo essere sincero, alla fine mi sembra che il prezzo valga molto, molto, molto la candela'.

Il Blasco ha tuttavia più volte voluto precisare che non è depresso, proprio come non si è dimesso. E ha tenuto a farlo scrivendo 'non' con delle belle lettere maiuscole. Insomma, il rocker di Zocca ha intenzione di fare ancora tanto, attraverso forme nuove, diverse, ma non ha alcuna intenzione di mettersi in un angolino mentre il mondo fuori gli urla contro che è finito.

Ernesto Assante lo ha intervistato per il quotidiano La Repubblica e ha scoperto qualcosa di più di questo 'nuovo' Vasco che ama, ancora convalescente a casa, comunicare ogni giorno con i propri fan. Parlando del suo recente ricovero in ospedale il Blasco ha detto: 'Non ho mai frequentato un ospedale, ci sta che io ci vada almeno una volta. Mi sono ricoverato, ho fatto tutti gli esami possibili, mi hanno rivoltato come un calzino. La prima preoccupazione era che si trattasse di un tumore, ma dopo tutti gli esami lo hanno finalmente escluso. Il problema è che ancora non si sa di che si tratta, ho una massa che sta da qualche tempo sopra la spalla e il collo, spinge contro le ossa e questo, con lo sforzo dei concerti mi ha fatto rompere una costola e scheggiarne un'altra. Insomma, non abbiamo ancora una diagnosi definitiva, devo ancora fare una tac e poi vedrò uno specialista delle ossa. Io, che sono un medico della domenica, credo sia colpa del cortisone che ho preso durante i concerti, rende fragili le ossa. E poi la massa, non è tumorale, non è un infezione, dovrei forse fare un intervento per pulire tutto, ma spero che non succeda e che si risolva tutto con i farmaci che sto prendendo. Ho ancora un po' di dolore ma sto bene, sono felice come una Pasqua'.

E, nonostante i problemi fisici, il rocker di Zocca sembra davvero aver iniziato una nuova era. Attraverso Facebook ha, infatti, annunciato l'uscita per fine mese di un nuovo singolo, 'I soliti'. A tal propisto ha spiegato: 'I tempi sono cambiati, non si può più pensare di fare un album ogni tot anni, è meglio fare canzoni all'improvviso, metterle fuori quando mi sembra che sia giusto e farle ascoltare alla gente. Adesso fare uscite I soliti, è davvero bello. E' una canzone attuale, conclude e continua il discorso di Siamo solo noi. E' nel documentario Questa storia qua, che verrà presentato a Venezia. Ci voleva una canzone che chiudesse, avevo questa qui che era perfetta. E adesso la faccio uscire'. Esatto il documentario. 'Questa storia qua', il docufilm su di lui, verrà presentato al Festival di Venezia. Ma non è finita qui. Domani sera su RaiUno alle 23.30 verrà messo in onda il video poesia scritta dal figlio Luca e recitata da lui, 'L'Ape Regina'. E ancora, una nuova canzone per Fiorella Mannoia, 'La luna'; uno spettacolo di danza, 'L'altra metà del cielo', con tredici sue canzoni, che andrà in scena alla Scala di Milano il 31 marzo 2012. E a giugno un concerto 'che segnerà l'inizio di una nuova era'. Insomma, i progetti sono tanti. La 'pensione' può attendere.

Questo Vasco lo ha ben sottolineato nella sua intervista a La Repubblica, dicendo: 'Io non ho mai detto che mi ritiro, l'avete fatta voi confusione. Io sono un provocatore, sono sempre il solito, in Italia l'ironia è una merce rara, uso un modo di parlare così, magari esagerato, ma lo è talmente che non si può non capire che sto scherzando non mi si può prendere sul serio. Io dico che ho avuto un momento di tristezza nel 2001, era morto prima Massimo Riva, il mio chitarrista, poi un mio carissimo amico d'infanzia, mi sentivo un sopravvissuto, niente mi sembrava più importante, e ho preso pastiglie antidepressive, blande, dosi minime, un calmante e delle vitamine, un momento che ho superato. E i giornali scrivono che sono depresso, sono finito, sono malato. Tutti pronti a rompere le palle a me e a dare un'immagine diversa da quella vera. Beh adesso c'è Facebook e io dico quello che voglio e quando voglio'.

Proprio così. Adesso il Komandante non sta più zitto. 'La verità è che mi sono stancato di rispondere con le solite frasi buoniste - ha spiegato Vasco - non voglio restare in questo ipocrita sistema italiano in cui nessuno dice quello che pensa. Mi sono rotto, d'ora in poi non sto zitto'.

Il rocker di Zocca ha spiegato di aver scoperto Facebook un paio di anni fa parlando con dei ragazzi. ìIo su Internet guardavo solo la mail, un po' di YouTube, e pensavo che Facebook fosse una cagata - ha raccontato Vasco - Poi ho iniziato a vederlo, ho aperto anch'io una pagina a mio nome, come ce ne sono tante, dicevo che ero mio fratello minore ed ero autorizzato a parlare. Ho iniziato a dialogare con gli altri, è un divertentissimo modo di dialogare, è come andare al bar ma è molto più profondo, sei più sincero, e ho conosciuto degli amici veri. Poi ho visto che nella mia pagina ufficiale c'erano 800mila persone e ho iniziato a scrivere li. Adesso ci sono due milioni e trecentomila persone, una potenza di comunicazione immensa, ho ritrovato la mia Punto Radio di quando ho cominciato e tutti i giorni parlo. Mi scaravento su Internet. Mi diverte moltissimo, non capisco perché ci sia tutta questa demonizzazione, tutti che mi dicono che esagero, che non dovrei farlo. Invece io mi diverto, è come la radio, si parla con tutti'.

E ha aggiunto: 'Mi danno del matto, dicono che è un segno del mio malessere. Ma quale malessere! Io sto benissimo. Sono a casa, mi devo rompere le palle con la convalescenza, sono ancora debole, ma tornerò più forte di prima, e ho un sacco di idee nuove che rimarrete stupiti. Io sono un idiot savant, molto più idiot che savant, ma mi vengono delle geniate che io rimango stupefatto, forse è il colpo di coda finale dell'artista. Ma intanto il declino non c'è, non è neanche cominciato'.

Anche Mario Luzzato Fegiz su Il Corriere della Sera ha raccolto le parole di questo 'nuovo' Vasco Rossi. Anche a lui il Komandante ha raccontato della sua salute, ha parlato della macchia nera su cui i medici stanno ancora indagando per fare una diagnosi, dei dolori che lo hanno costretto, e lo costringono, ad assumere antidolorifici. Il Balsco ha anche parlato degli antidepressivi e a tal proposito ha detto: 'Ho smesso con le droghe nel 1986 e da allora sono andato avanti con gli psicofarmaci. Se smetto ho una strana sensazione di vuoto. Se deciderò di farne a meno proverò a farlo in un ambiente protetto. Comunque ribadisco il concetto: i farmaci antidepressivi mi hanno salvato la vita'.

A Il Corriere della Sera Vasco ha spiegato il perché di questa sua 'svolta', di questo suo desiderio di parlare ai suoi fan e di raccontare la sua vita: 'La gente deve capire che anch'io ho dei problemi. Io pensavo di morire tanto tempo fa. Che senso aveva vivere svegliandosi ogni mattina (o pomeriggio) e dire: cosa ci sto a fare in questo mondo? Ecco anche adesso io mi sveglio la mattina e mi devo ricostruire ogni volta. E mi ripeto che è il prezzo da pagare per la mia creatività e che lo devo pagare volentieri. Forse la mia non è depressione, ma solo mal di vivere. Che però mi fa venire ispirazioni ottime. Come un nuovo brano intitolato 'I soliti''.

Il rocker di Zocca, l'unico posto dove ha detto di trovarsi bene, ha spiegato che ora si sente un uomo libero, 'mi sento entrato fra i liberi: liberi quelli come noi, quelli che si nutrono di passioni, di illusioni, liberi di volare, liberi di suonare, liberi di sbagliare'. Qualche parola anche su Ligabue: 'Finiamola con questa storia che un artista non accetta mai di parlar male di un collega. Cerchiamo di non essere ipocriti. Io non sopporto il signorile silenzio di Ligabue che avalla l'idea che fra noi ci sia una competizione, una gara. Evidentemente lui crede davvero di poter competere con me. Dovrebbe invece dire apertamente e onestamente che in realtà abbiamo strade diverse, percorsi non confrontabili per molte ragioni. Invece tace, avallando questa specie di gara. Presuntuoso e arrogante. Basta sentire una canzone come 'Fra palco e realtà' per capire che si sente un superuomo'.

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