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Vendeva musica online pagando solo la Siae: condannato a tre mesi

Condannato dal tribunale di Torino a tre mesi di reclusione, 270 euro di multa e a risarcire la Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana, delle spese legali. Motivo: tale C.T. di Asti vendeva oltre 12 mila brani musicali in formato mp3 senza corrispondere il dovuto alle case discografiche. Per sua fortuna, la pena è sospesa. Ma la sentenza d'appello torinese fa senz'altro segnare un passo di un certo interesse per la giurisprudenza nostrana nell'ancora fumoso ambito della distribuzione elettronica.

Assolto in primo grado perché in possesso di una licenza multimediale rilasciata dalla Siae, l'astigiano titolare del sito incriminato è stato comunque ritenuto colpevole di illecito penale: la licenza in questione, che dal 1998 la Società italiana autori editori ha adottato per schiudersi alle potenzialità offerte dalla rete, copre infatti i soli diritti d'autore, quelli editoriali. Lasciando scoperti i diritti "connessi" di case discografiche e artisti interpreti esecutori, detentori dei master delle registrazioni.

La licenza Siae serve infatti a retribuire gli autori dei brani musicali ma non consente di corrispondere il dovuto ai produttori fonografici che detengono i diritti sulla fissazione dell'opera. C.T., per tuterarsi completamente, si sarebbe dovuto rivolgere anche a SCF, il Consorzio fonografici.

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