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La commedia marina di Vinicio Capossela

'Un disco fuori misura che si occupa di cose fuori misura'. Ha iniziato a partorire i nuovi pezzi quasi un anno fa, arroccato nel silenzio del golfo di Ischia. Issando pianoforti a picco sul mare, cercando suoni e sfumature nascoste, dipingendo il mare. Esce oggi il nuovo (doppio) album di Vinicio Capossela, che non poteva non intitolarsi Marinai, profeti e balene.

'Abbiamo voluto registrare il pianoforte e la voce nel castello Aragonese di Ischia - racconta il cantautore nato ad Hannover ma originario dell'Irpinia a Repubblica - perché è un luogo di ascesi, in cui sperimentare l'isolamento da altezza. Desideravo stare tra lo stridio dei gabbiani e gli spettri del mare. Una volta chiuso il ponte levatoio alle spalle, la volta celeste ci ruota addosso attraverso le occhiate delle rovine della cattedrale aperte in alto. Ci si muove nel cielo rimanendo fermi, come in un planetario. In sottofondo il rumore del mare, come un basso continuo...'.

Un lavoro in cui il menestrello racchiude la sua profonda passione per il mare, per gli abissi marini e le creature che li popolano. In una commedia marina che si piazza tra il Moby Dick di Hermann Melville e il vitalismo di Samuel Taylor Coleridge raccolto nella Ballata del vecchio marinaio. Dentro, oltre alla rivisitazione di Polpo d'amor (già uscito in Da solo) pezzi come Pryntyl, Il grande leviatano, Billy Bud e Aedo.

Tanti gli ospiti del nuovo lavoro, che segue appunto Da solo, pubblicato nel 2008. Marc Ribot, Jimmy Villotti, Ares Tavolazzi, i patafisici catalani Cabo San Roque, Mauro Refosco e Psarantonis, alias lo Zeus con la lira. 'Il più grande segreto italiano'. Parola del Sunday Times.

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