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Vinicio Capossela @ Teatro Filarmonico, Verona - 10 Maggio 2006

Vinicio, ormai, è una stella incontrastata del nostro firmamento musicale

Un incipit così, neanche Luzzato Fegiz!

Rifacciamo:

Vinicio, con il sudore e la tenacia, è riuscito a conquistarsi un posto di prima grandezza nel panorama della musica italiana...

Mmmhhh Meglio ma, decisamente un po troppo televisivo.

Provo unultima formula:

Vinicio è bravo.

Ecco, sinon servono tante parole. Basta dire che è bravo Il resto difficilmente si può spiegare, tocca vedere!

Ed io ieri sera ho visto. Per la  prima volta sono stato a sentire un concerto di Vinicio Capossela e sono rimasto molto ben impressionato.

La scaletta, quasi tutta compilata coi brani del nuovo Ovunque Proteggi è molto teatrale. Apertura con Non trattare, ipnotica e stordente, seguita dalla rumorista Brucia Troia per giungere, in un crescendo shockante, dalle parti di Spessotto dove il concerto decolla ufficialmente.

Capossela si dimostra uomo di spettacolo impareggiabile. Capace in un momento di alzare la tensione e di sdrammatizzare nel momento immediatamente successivo. Fare questo lavoro così seriamente ed essere capaci di non prendersi troppo sul serio non è cosa da tutti Lo spettacolo è circense, baraccone, pieno di oggetti, campane, travestimenti, parrucche Sullo sfondo un maxi schermo con proiezioni in diretta di ombre cinesi, luci ed effetti. Bello.

Il cantautore sa come prendere il suo pubblico, e il suo pubblico, adorante, lo segue in ogni istante Ed anche quando latmosfera richiede un rumore di pioggia e si lascia convincere a schioccare leggermente le dita, leffetto è davvero emozionante: sembra davvero di ascoltare la pioggia cadere Mentre dal palco, Vinicio al piano elettrico, suona.

Il vertice emotivo della serata, per quanto mi riguarda, è arrivato con luomo vivo ma soprattutto con la  Santissima dei Naufragati, che il cantautore ha cantato e recitato accompagnandosi allarmonium.

Niente veri e propri BIS. Dopo una pausa di cinque minuti e venti il gruppo rientra sul palco ed intona la prima canzone proveniente da un album che non fosse lultimo: Che cosè lamor? intuisce che ora ascolteremo un po di vecchio repertorio. Vinicio ci comunica che lo spettacolo è finito e si affretta a tranquillizzare che lo spettacolo era la pagliacciata messa in piedi a supporto del disco in promozione. Adesso ci sarà tempo per divertirci con le vecchie canzoni e così si susseguono, tra le altre, Il ballo di S.Vito, Con una rosa (una versione molto toccante per una canzone dal testo bellissimo) fino alla strabordante Al veglione con schiamazzi, fischietti e baldoria culminati con unesplosione di coriandoli e festoni.

Finito, o quasi. Vinicio è soddisfatto, vede che il pubblico lo è altrettanto e decide di congedarsi con un abbraccio. Alluopo decide di suonare la canzone più abbracciabile del suo repertorio: quella Ovunque Proteggi che tutti serano stupiti di non sentire nella prima metà dello show. E la gente si abbracciava per davvero. Incredibile.

Bel concerto che, difatti, il mese scorso è stato premiato con il Riccio DArgento come miglior live teatrale dellanno.

La band, affiatatissima, è la stessa che da qualche anno accompagna Vinicio: Glauco Zuppiroli al contrabbasso, Alessandro Stefana alla chitarra, Michele Vignavi a sassofono, tromba e clarino, Vincenzo Vasi a tastiere, laptop, marimba, percussioni e theremin e Zeno DeRossi (che, in quanto veronese, ha potuto godere dellapplauso più caldo e campanilista) alla batteria.

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