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Virginio, la carriera parte da Sanremo

La sua avventura a Sanremo è durata lo spazio di tre minuti e mezzo.
La tensione del prima, la concentrazione del durante e la soddisfazione finale, a raccogliere l'applauso del pubblico. Sono stati questi i momenti più importanti della ancora giovanissima carriera di Virginio.


di Slug

Il ventunenne di Fondi ha presentato un brano molto personale, "Davvero", che è stato capito solo in parte dalla giuria demoscopica.

Vuoi spiegarcelo?
Davvero l'ho scritta molto tempo fa e parla del difficile rapporto fra padre e figlio, spesso dominato da conflittualità, astio e silenzi inutili. E' una canzone assolutamente autobiografica.

Quali artisti, fra tutti quelli che partecipano al Festival, apprezzi in modo particolare?
Conosco L'Aura e la considero un'artista eccezionale. Poi Ivan Segreto che ha sfornato un brano molto delicato e intimo. Infine Mario Venuti, un cantante fuori dal comune che a Sanremo ha portato un pezzo bellissimo, uscito troppo presto.

Cosa ne pensi del Festival come manifestazione?
E' l'Occasione per eccellenza, una vetrina nella quale puoi farti conoscere. Il massimo, insomma.

E che effetto fa essere uno dei protagonisti?
Una bellissima sensazione. Non avrei mai creduto di poter salire su quel palco. Se l'ho fatto devo ringraziare la Massive Arts e la mia casa discografica, l'Universal, per la quale il 3 marzo pubblicherò il mio primo album.

Raccontaci la tua giornata a Sanremo...
Sveglia giusta, bella colazione ricca di vitamine e poi prove, interviste, prove, interviste, prove e ancora interviste.

Come ci si prepara a salire su quel palco? E' vero che incute un po' di timore? Così grande, così vuoto....
Sì, un pochino sì ma devi vivere il momento nel modo più divertente possibile, con l'incoscienza tipica della mia età. Non bisogna dare troppo peso a questa apparizione, vedo troppe polemiche, troppo brusio. E' tutto un grande circo.

Trovi giusta l'idea di far ascoltare durante la prima serata del Festival solo 30'' di ogni brano della vostra categoria? Scegliendo questa opzione i brani risultavano tutti un po' uguali l'uno all'altro, mischiandosi in un calderone sonoro senza capo nè coda...
La scelta è stata fatta per due motivi. Il primo era quello di mandare i pezzi subito in radio. Dopo l'ascolto dei trenta secondi, infatti, il brano non è più inedito. E poi così facendo tutti noi Giovani abbiamo preso confidenza con il palco.

A chi vuoi dedicare la tua partecipazione a Sanremo?
A Federica, una donna eccezionale che sta combattendo la sua battaglia più dura contro la malattuia del millennio. So che ce la farà e so anche che da casa farà il tifo per me.

Che musica ascolti?
Di tutto. La scelta la faccio in base all'umore. Vado dai Depeche Mode ai Muse, passando per il Rap, l'R'n'B, Elisa. In questo periodo sto ascoltando molto gli Antony & The Johnsons.

Qual è lo strumento che preferisci per ascoltare musica? Radio, internet o cd?
Non faccio distinzioni anche se sul cd la qualità è migliore.

Internet fa rima anche con file sharing illegale. Una vetrina per chi non può promuovere il proprio album o un problema da rislovere ad ogni costo?
L'ascolto di un brano online dovrebbe essere una sorta di antipasto. Se ti piace, poi è giusto comprarlo. Altrimenti non si fa il bene della musica. Comunque il fenomeno dei software illegali non si può fermare, bisogna imparare a conviverci.

Ora cosa farai?
Il nuovo album, la promozione, un tour in giro per l'Italia. Per il momento va bene così.

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