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We are Scientists - With love and squalor

Etichetta: Virgin/EMI - Voto: 6.5
Pezzo migliore: Its a Hit

Non so da dove cominciare. Vi dico prima che With Love and Squalor è un dischetto carino oppure passo al punto in cui tocca ammettere che si tratta dellennesimo tentativo di una major (la Virgin, in questo caso) di cavalcare londa e il tiro di centinaia di altre band simili, migliori o vicine ai qui presenti We are Scientists? Non lo so

Facciamo che comincio col dirvi che questo dischetto è carino.
Si lascia ascoltare che è una bellezza.
Le canzoni sono tutte dei brevi rocknroll dallaspetto maldestramente maledetto, con un sapore funk-punk ed un retrogusto 80s che, tra chitarre distorte e ritornelli che si piazzano nel cervello al primo ascolto, hanno su di me un effetto tuttaltro che negativo.
Sarà che, tutto sommato, amo le chitarre distorte; che il rocknroll, il punk e la new-wave sono quelli che mi hanno permesso di diventare grande
Fattostà che riesco (quasi) sempre a trovare delle attenuanti per i gruppetti a formazione standard basso-chitarra-batteria seppur essi siano solo marginalmente dotati di quella virtù chiamata originalità. In questalbum, poi, cè una produzione attentissima alle sbavature (OK, alcune ci sono ma Sembrano aggiunte ad arte per dare quel sapore indie che non guasta) e un suono che si integra alla perfezione nel movimento newyorkese tanto in voga di questi tempi (Rapture, The Killers, Hot Hot Heat).
Ammesso questo, beh Sì, tocca riconoscerlo: per le mani abbiamo un album che non brilla in originalità e che, a tavolino, ha cercato di ottenere una perfetta crasi tra leleganza dei Franz Ferdinand e la riffologia di The Strokes.
Molto probabilmente nelle prossime settimane su Radio Deejay sentirete annunciare We Are Scientists come alternativi a dimostrazione del fatto che qui in Italia, anche quando si tratta evidentemente di un disco di musica leggera, se ci sono di mezzo le chitarre elettriche, viene subito considerato inaccessibile.
Basti pensare che siamo noi lunico paese al mondo in cui sono considerati alternativi i Green Day!
La cosa che fa un po pensare è che con molta probabilità saranno in tanti a cascarci. Tutti quelli che si accostano per la prima volta alle sonorità di questo tipo potranno rimanere sbalorditi dal fascino di With love and Squalor e cè da crederci.
Daltronde anche chi, come me e come voi, è cresciuto a Television, Richard Hell, Devo e (più in qua) Fugazi, Bad Religion e Pavement e ne ha riconosciuto leredità in Strokes, FF, Kaiser Chief e Rapture rimane sbigottito dalla simpatica carica di questo album.
Laugurio è quello che sia semplicemente di buon auspicio e che il gruppo trovi presto la giusta strada.
Non è successo lo stesso a Radiohead (inizialmente cloni degli U2) e ai Blonde Redhead (agli esordi quasi più Fugazi dei Fugazi)?
Insomma la stoffa sembra esserci. Il tempo stabilirà se appartiene alla band o alla casa discografica.
Aspettiamo, dunque e facciamolo con questo disco nel giracidì.
In repeat-all.

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