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X Factor 4, cercasi talenti disperatamente

di Simone Cosimi 

Con mezzo nasello alla griglia ancora incastrato nel naso acchiappo solo a metà l'esibizione d'apertura di Dorina, un raccapricciante Doppiamente fragili: ma non era uscita, la Polverini? Non capisco il senso della sua presenza. Nel dubbio, infilzo uno spicchio di pèsca dal bicchiere a fiori. Motivo dell'ingiustificato ritardo è, ovviamente, il match fra la Roma e la catarifrangente compagine del Basilea: dalla Uefa devono essersi messi d'accordo per farmi perdere tutte – dico tutte – le partite della Magica, come la chiamava Elvezio, il macellaio-filosofo sotto casa passato da tempo a miglior vita. Questa è la situazione alle 21,18. Il caffè è pronto. La famiglia Misseri continua, componente dopo componente, a finire in gattabuia.

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Infinita ciarlata sul povero Stefano. Che, molto semplicemente, è uno abbastanza intonato, che canta con passione ma tecnicamente sta un passo sotto agli altri. Fine. La sua Eppure sentire è, come sempre, molto partecipata. Patetica, nel senso di 'generatrice di pathos'. Ma l'impressione è che stasera vogliano farlo fuori. Siamo a metà percorso, devono rimanere in ballo i cavall(ucci) di razza. La Tatangelo, carica come un picchio costaricano, scomoda il termine 'stronzate'. Con il provvisorio due a zero del Real Madrid al Milan e il due a uno degli stradini svizzeri alla Roma, va disegnandosi uno scatafascio infrasettimanale. L'assegnazione a Cassandra di Ricomincio da qui è come la maglia del Basilea: a dir poco inadeguata. Ridicolo proporre a una voce così corposa e squillante un pezzo raffinatissimo cucito intorno a una voce unica. Non si può sentire. Rischia di brutto. E forse è pure giusto che se ne torni a casa.

Continuano le scelte suicide con Parlami d'amore dei Negramaro appioppata a Davide, dal quale però mi aspetto una versione accettabile. Stavolta, invece, il Cicciobello del west fa un po' ridere: ne esce una cover di Marco Masini. Peccato. La cronistoria dei Kymera me la risparmio. Ruggeri allude al teatro Kabuki per introdurre Grattachecca e Fichetto: Non me lo so spiegare. La messa in scena è, come al solito, megagalattica: talmente trash da sfociare nella genialità assoluta, fra Peter Sellers e la sora Lella. L'arrangiamento, però, è horror: sembra un pezzo di Amedeo Minghi interpretato da Gatto Panceri. Ho finito il carniere dei riferimenti, scappo (virtualmente) allo stadio Olimpico. Tiziano Ferro avrebbe volentieri fatto a meno di ascoltarla. E noi con esso.

Mentre la Roma sfiora per otto volte al minuto il pareggio contro i mezzosangue svizzeri (vi dico solo che uno si chiama Safari) si esibisce il figlio di Julio Iglesias in un pastoso remix di All night long di Lionel Richie. Il verso più sostanzioso è: Baby I like it. Ecco tutto: ditemi voi se questa è vita. Tocca a Nevr(otic)uz con Nuova ossessione dei Subsonica. Dato che nelle strofe il pezzo non è cantato ma di fatto recitato a tempo, riesce a cavarsela. Nel ritornello, dove invece c'è da tenere due note per due secondi, scivola come ogni puntata, visto che non sa cantare. Comunque, non è la cosa più brutta che c'abbia proposto. Poco ci manca. Imperdibile il passaggio effetto-megafono e l'oh-oh/oh-oh con cui accompagna la conclusione. La serata procede al poco apprezzabile ritmo di una lugubre marcia funebre elvetica. Per la Roma c'è la battaglia di Fort Alamo. Dami canta Mengoni, tanto per far guadagnare ancora un po' di quattrini in diritti al Prince di Ronciglione e a chi gli scrive i pezzi: Credimi ancora non era granché in bocca al vincitore dello scorso anno e in quella del puzzoso toscano diventa qualcosa di abbastanza anonimo, per quanto elegante. Forse l'ho sopravvalutato.

Dopo lo sfogo settimanale contro la tristissima esibizione in Ray of light di Madonna (che avevo etichettato, non per citarmi, 'un bel passo falso'), Elio rigetta Nathalie dalle parti della Nannini, che non fa mai male. E infatti la Giannitrapani porta a casa un abbondante 7+, con buona pace di Lady Tata. Come previsto, giornali e portali titolano alle 22,42 'Martedì nero per le italiane'. Per fortuna che il girone della Roma è talmente privo di brillantezza da sfoggiare tre squadre con tre punti ciascuna. Della serie: il circo equestre.

Chiude il giro Ruggero Pasquarelli, che sfoggia a sorpresa il suo miglior pezzo sia per voce che per scioltezza sul palco con 7.000 caffè. L'arrangiamento, però, è sempre dalle parti di Lou Bega. Strano finisca in ballottaggio con Cassandra, che potrebbe essere la zia. Però non può continuare a cantare Pino Daniele quando gli va male. E dai. Ballottaggio al trotto che la Champsion, come dice mio zio, spinge e Flashdance fa fagotto. Cassandra torna a casa, Elio rosica, Facchinetti pure. Devono mettersi in testa che, soprattutto con questo parco-voci da sagra della pizza fritta, la durata più giusta per Ics Factor è due ore e mezza. Non un nanosecondo in più. Così è deciso, l'udienza è: Torta!

'Come si dice Nevruz in spagnolo?'

(foto © LaPresse)

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