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X Factor 4, il crepuscolo di Lady Tata

di Simone Cosimi 

Alla seconda serata arrivo esausto come fosse la centosedicesima puntata. È passata una settimana, pesa come Mara Maionchi dopo il pranzo di Natale. Comunque, problemi miei. Però stasera uso il divano.

Mentre un mal di testa allucinante mi rosicchia l'occhio destro come nemmeno una bertuccia farebbe con una prugna marcia, entrano i Borghi Bros. Portano una versioncina abbastanza scolorita di Pretty Woman. Pianobar wannabe, siamo da quelle parti. La Tatangelo sparacchia senza senso. Lucio Battisti in bocca a Davide genera lo strano cortocircuito Paolo Vallesi. Per cui, per rispetto del povero Battisti, non aggiungo altro se non che, fatte le dovute proporzioni con l'età, il ragazzo è uno che avrebbe le carte in regola. Non fosse rigido come una colonna antoniniana.

La Polverini alias Dorina fa abbastanza piangere su Secretly: non perché combini chissà cosa. Ma un pezzo così o ne cambi natura oppure è abbastanza innavicinabile, visto l'originale. Fra falsetti e note spezzate, la figlia del Baglioni albanese ne esce malino. Fa l'alternativa ma non ha una goccia di carisma. Per il giannizzero Nevruz il discorso si fa complicato: confrontarsi col monumentale Demetrio Stratos è impossibile. Lui, di pennuto vestito, riesce a cavarsela. Tuttavia è evidente che l'identità del personaggio rischi di inficiare il giudizio, e la Tatangelo non sbaglia a farglielo notare. A me piace e, come dice Elio, quando si esibisce – perché è più un performer che un cantante – ci si crede. Ma non deve perdersi per strada la voce. E le piume.

Ruggero Pasquarelli (è l'unico che chiamo per cognome perché, a scanso della sua giovanissima età, sembra mio zio) è palesemente pompato. Deve arrivare in finale, o giù di lì. La sua The pretender è abbastanza comica: troppo bassa, pare quasi una caricatura. Nella sostanza, anche qui, se la cava. Ma onestamente è leggerino: pensano di aver scovato una via di mezzo fra Massimo Ranieri e Marco Carta, e se lo tengono stretto. Saranno sonoramente smentiti.

Mentre l'Inter totalizza un mestissimo pareggio con i secondini olandesi, arrivano Grattachecca e Fichetto. La memoria della loro Frozen mi provoca dei misteriosi premiti, sarà stato il succo di rabarbaro trangugiato nel pomeriggio. La robotica esibizione dei Kymera sembra pescata da un archivio anni Ottanta: molto precisa, divertente e il pezzo è ben arrangiato. Meglio oggi che la settimana scorsa. La Tatangelo s'impasta in una ridicola polemica sui froci. Stomachevole. Nel frattempo sotto casa scatta l'usuale rissa settimanale. Arrivano i Carabinieri. (Vi giuro che è tutto vero: un tizio ne insegue un altro brandendo una spranga). Scappo al bagno stroncato da un mal di pancia spaziale.

Penso che nessuna operazione m'abbia rattristato come Due di picche. Detto questo, Manuela strafica in versione dark è semplicemente perfetta. Anzi no, qualche passaggio impercettibile le sfugge e il brano va controllato, ma è su-un-altro-livello. Sofia non si può sentire davvero: parte bene ma si perde in un pezzo complicato. È oggettivamente anche lei su-un-altro-livello. Poi ha la voce da Pink: le facessero cantare Get the party started, che ne so. Comunque ha due occhi che, Dio santo, m'hanno salvato dal cesso notturno.

L'Inter chiude sul due a due. La Torre Eiffel viene evacuata, peggio del mio intestino. Raidue promuove di tutto durante le pause dello show. Il gruppo Responsabilità nazionale naufraga. Gli Effetto Doppler sono camuffati come quella buon'anima di Peter Falk nell'ispettore Colombo: l'inciso di Ti vorrei sollevare scricchiola di brutto. Sul resto lavorano molto, ma molto, bene. Anche se Elio ci coglie: sembrano tre bravi animatori messi insieme per lo spettacolo di fine stagione al Veratour di Cala Corvino. Corro ai ripari con pompelmo rosa più aloe vera. Che merda.

Sale sul palco una via di mezzo fra Loredana Bertè, un fumetto di Davide Toffolo e una bamboletta di Tim Burton. Temo fortissimamente. E invece l'interpretazione di Nathalie è forte: tosta, precisa, rotonda. Non farà tremare le vene a Matt Bellamy, ma effettivamente è la migliore in campo nella serata. Allo sgangherato Stefano assegnano un pezzo che è troppo per lui, nel senso di troppo cucito addosso, ci mancava solo lo mascherassero da Pinocchio: Quanto t'ho amato. Nel complesso l'esibizione è piuttosto intensa, ma rischia di farlo accomodare in un contesto da teatro-canzone che può bruciarlo. Deve lavorare sulle note alte, sulla rotondità del timbro, su alcuni aspetti ancora scivolosi. Ma è evidente che ha un lasciapassare per gli occhi lucidi dovuto ovviamente al fatto che comunica solo cantando. 'Solo che non possono sempre piagne tutti' (Diletta dixit). E pure questo è vero.

Alla seconda puntata è già allarme rosso per la Tettangelo, che di questo passo rischia di dover scendere lei stessa in campo, come fece Berlusconi: a breve non le resterà alcun concorrente in ballo. La bruna Dorina sfida la bionda Sofia e per quanto nessuna delle due sia Joni Mitchell (e non sia nemmeno una 'grande artista', come le epiteta Facchinella) non c'è grande storia. Polverini junior è (un po') più convincente. Certo che pena assoluta sentir cantare Almeno tu nell'universo da 'sta gente. Dio Mio Save Our (Fuckin') Souls.

Postilla: dj Francesco sbaglia a ipotizzare che il pubblico voti contro Anna Tatangelo (che d'altronde non fa molto per farsi amare, tocca dirlo). Il pubblico, secondo me, ha votato e voterà contro tre scelte abbastanza indecenti compiute durante i casting e il bootcamp della trasmissione. Voglio dire, molto semplicemente, che la Tatangelo s'è costruita una squadra di merda. Male assortita, con un elemento sotto la media (portato solo in virtù del proprio aspetto), una mezza rockettara all'acqua di rose e un altra che manco mi ricordo. La gente, molto semplicemente, televotando come un formicaio operoso, la sta aiutando a smantellare il trio pezzo per pezzo. Punto.

'Sono un po' agitato perché succedono cose che non si può parlare' (Luca Tommassini, uno di voi).

(foto © LaPresse)

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