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X Factor 4, metti una sera al bar dello sport

di Simone Cosimi 

Nevruz che sfascia una chitarra giocattolo dopo il punk all'acquaderose di Gianna è la prima visione della serata, Jamiroquai esclusi. E non è un bell'esordio. Per carità: non è la peggior esibizione dello scatenato giannizzero ma continuo ad augurarmi che il modenese nato a Caserta scelga di tornarsene in una delle due città (magari sarebbe il caso di chiedere al sindaco, prima di mettersi in viaggio). Non c'è talento e non c'è senso in quel che propone. Non vedo la bellezza artistica, è tutto una continua forzatura: vocale, estetica e scenica. Davide fa il suo compitino con Balliamo sul mondo ma rischia pure stasera: insipido come poche altre volte. Tale Lucia Ocone, in compagnia dello spennacchiato Alessandro Preziosi, ha spodestato la coppia Pastoroni (Pastore + Peroni) per presentare il film Maschi contro femmine. Con della roba così in sala, ci lamentiamo di un premier che decanta 'meglio a puttane che gay'? Dai, siamo seri: è il paese che gira in un certo modo, concentrato intorno all'universo del bar Sport, fra una schedina al Superenalotto e un apprezzamento sulle tette (rifatte) della barista. O no?

Grande attesa per i Kymera alle prese con un pezzo un bel po' diverso dal solito: 21 guns dei Green Day. Peccato, si fanno scippare la ghiotta occasione per scrollarsi di dosso il cliché da musical. Scivolano spesso, non sono perfetti come c'hanno abituato e la parte più tirata della canzone non li risolleva. I ballerini, incuranti, se la limonano di brutto al centro del palco. La notizia, dunque, è che la svolta rock non è riuscita. E che Pocahontas è stato licenziato. Fino ad ora, comunque, la cosa più interessante è la telepromozione dei divani letto in cui Facchinetti ruzzola come un canguro in menopausa. Nel frattempo Van der Vaart castiga l'Inter.

Nathalie è moscia moscia: la sua Underneath è scialba. Un bel pezzo da karaoke. Lei se ne accorge e cerca di iniettare a tratti una rabbia che non serve tuttavia a cambiare marcia alla canzone, che ha bisogno di un timbro più rotondo e corposo. Fra l'altro anticipa di un (fastidioso) nonnulla gli attacchi dei due ritornelli. Ah: basta truccarla in quel modo intorno agli occhi, pare una triste maschera veneziana. Stefano a confronto con Franco Battiato è un altro degli snodi critici della puntata, un po' come l'uscita Sala Consilina sulla Salerno-Reggio Calabria. Silenzio tragicomico di Anna Tatangelo, troppo irrispettoso. La verità è la solita, dispiace ripetersi: l'esibizione è povera, volenterosa ma scarsa. Si salva quando confina col teatro-canzone o con pezzi molto essenziali. La parte conclusiva di Cerco un centro di gravità permanente è oggettivamente imbarazzante. Stefano dovrebbe essere a casa da almeno un paio di puntate, a bere un thè caldo o a registrare l'ultima puntata di Criminal minds. E Facchinetti, in effetti, lo congeda come un morituro.

Avido di novità come un ergastolano improvvisamente graziato, faccio finta di non notare le smollicate di Ruggero nei confronti della new entry Marika e mi metto in sacrosanta attesa dell'abbondante concorrente. Il Tottenham raddoppia con l'onomatopeico Crouch: non credo che Barbra Streisand sappia chi sia. Il giudizio è uno, e ve lo scrivo in romanesco: Marika je magna 'n testa, a tutti l'artri. Non a caso i giudici reagiscono malissimo, commentano rosicando di brutto e tentano di ucciderne l'avventura in culla. Tipica reazione da strizza assoluta. Alcune osservazioni sono corrette (tipo l'inglese, che è vero per il 90% degli italiani) ma appaiono davvero irrilevanti se comparate alle lacune di altri personaggi in gara. Che poi debba crescere, è un altro paio di maniche. Ma farla fuori per portare avanti Stefano, tanto per dirne uno, sarebbe delittuoso. Come non acquistare Lines è: assorbe il doppio. Castellazzi cucca il tre a uno dagli Spurs.

Chiude il settetto Ruggero Pasquarelli: Crocodile Rock è un superpezzo, lui si diverte (questo, devo dire, sin dall'inizio), fa divertire gli altri e il balletto è simpatico. Si merita un altro turno nel loft, quantomeno per tentare di cuccarsi Marika, che come dimensioni potrebbe essere la zia. Ha ragione DantElio: ha convinto di più ed è (apparso) cresciuto. Come bibita di frigo.

Nonostante tutto, le fan-base dimostrano di essere assai più importanti di qualsiasi qualità canora, anzi di qualsiasi qualità in assoluto: se c'è una torcida che ti sostiene, se hai qualche migliaio di sfegatati terroristi del televoto pronti a immolare la propria ricarica telefonica comprata alla Pam, puoi essere traghettato ovunque. E puoi ritrovarti Marika e Nathalie a battersi il posto loro usurpato da Stefano, Nevruz e, per questa sera, anche Davide. Lady Tata rischia di ritrovarsi nuovamente in beata solitudine. Che tristezza, poi, non avere la decenza di dire: è vero, Stefano fa ormai abbastanza pena. Continuando a nascondersi dietro il voto dei telespettatori (che poi, per inciso, vorremmo anche sapere per filo e per segno quanti, quali e come sono stati conteggiati 'sti voti, alla fine della fiera). Come volevasi dimostrare, con buona pace di Ruggero, Marika torna a casa dopo appena sette giorni lasciando la Tatangelo totalmente sguarnita. E nuovamente sconfitta. (Non) ci vediamo sabato.

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