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X Factor 4, sexy-ormone salvaci tu

di Simone Cosimi 

Un medley di rara bruttezza apre l'ottava puntata di Ics Factor. Stasera niente coppe europee a salvarci il culo: tocca beccarsi tre ore e mezza di polpettone. L'idea dei pezzi tratti dalle colonne sonore, sebbene sputtanata, lascia però intravedere qualche speranza per la serata. Visto che le pause pubblicitarie – promo di Voyager inclusi – peseranno almeno un'ora sul totale della trasmissione, decido che ci sarà il tempo sufficiente per accorciare la mia oblunga barba, ormai prossima a quella di un fratello musulmano. Intanto i giudici chiacchierano allegramente (non capisco però di cosa).

Confortante l'inizio di Dami con Gimme some lovin': esibizione perfetta. Il fiorentino, però, mi disorienta un po': è ancora parecchio ingessato ma ha una padronanza della voce senza pari, là in mezzo. Mi scaldo subito per Grattachecca e Fichetto impegnati nel Fantasma dell'opera di Andrew Lloyd Webber. Anche perché penso a Lloyd Webber che riguarda i Kymera dopodomani su Youtube. Paura. Li ho preferiti in altre situazioni ma certo la messa in scena raggiunge vette di pacchianeria conturbanti come poche altre volte. Soprattutto dopo l'omaggio di Grattachecca al film The ring (chi ha visto sa di cosa parlo). Lo show decolla col servizio sul sexy-ormone, stile Striscia la notizia.

Ruggero Pasquarelli mascherato da adorabile scugnizzo completa l'opera (non il fantasma): sembra di stare sul set di Un posto al sole. A forza di correre dietro a stili e vestiti, X Factor sta mutando in una fiction di pessima fattura. E comunque il piccolo Ranieri è bravo, ma non c'ha il fisico. E ha rotto un po' le palle. Non oso invece pensare ai sussulti dei poveri resti di Pasolini e Modugno, rispettivamente nei cimiteri di Casarsa e Flaminio (Roma), dopo la strombazzata del barboso Nevruz: non capisco se Elio lo sostenga per la missione 'salviamo la bestia rara' o ritenga davvero che questo ragazzone possa 'innalzare il livello qualitativo di X Factor'. Il suo Cosa sono le nuvole sembra la recita di un bambino stupido in terza elementare. Però ha colto il segreto, che sta nel mettersi in gioco, quello sì. Non altro. Però scomodare il poeta friulano per contestualizzare siffatte nefandezze è come minimo delittuoso, dai. Vado a farmi la barba e perdo i Litfiba. Sopravvivrò.

Davide fa il suo compitino con un pezzo bello però davvero troppo cinematografico, senza picchi e svolte. Soporifero come quelle lezioni dell'università Nettuno che passano alle tre di notte su Raidue. Alcuni ciuffi di peli cadono sulla tastiera. Comunque, pare che il Bon Jovi del Salento sia ormai nella rosa della Nazionale Cantanti. Gli auguriamo una carriera lunga come quella dell'allenatore in seconda della Dinamo Brest, Yuri Pudishev, che ha recentemente giocato nella serie A bielorussa a 56 anni suonati. This is rock, altro che Nevruz.

Nathalie sfodera una buona Let the sunshine ed è una garanzia mentre Stefano torna all'ovile con un pezzo nelle sue corde, non a caso di Nicola Di Bari. Tanto per dare un quadro della sintonia generazionale. Ma, come scrivo e riscrivo, non meriterebbe di rimanere nel gruppo e di entrare addirittura fra gli ultimi sette della baracca. Al ballottaggio finiscono a sorpresa due cavalli di razza, quelli con le voci più definite e corpose: Davide, che sconta la scelta di un pezzo inadeguato, e il piagnucoloso Dami, che probabilmente sta sulle balle a un bel po' di pubblico. Non spacca, nonostante la sicurezza della sua vocalità. E, alla fine, la genuinità della passione che lo segna. Ma tale è il destino degli ottimi, in questa società purulenta: scontrarsi con la mediocrità di un contesto imbizzarrito. E magari irrigidirsi per combatterlo. Alla fine, guarda un po', esce proprio Dami. Dentro ci sono ancora Nevruz e Stefano: situazione a dir poco ridicola, non trovate? Certe volte X Factor funziona proprio come il governo Prodi, quando al senato governava col solo voto del trotzkista Franco Turigliatto.

C'è da scegliere l'ultima new entry della stagione. Ci prova prima Joe, già scartato dalla Maionchi. Ha stile, ma a quanto pare null'altro da sfoggiare. Almeno stasera: gli affidano la Vespa scassata di Cremonini, un pezzo che canta ogni sabato mio zio al karaoke. Carlo Pastore lo boccia (d'accordo) e poi parte inspiegabilmente in quarta col boicottaggio preventivo sugli Apple Pies, che suoneranno solo mezz'ora dopo, a mezzanotte passata da un pezzo. A televoto aperto, una mossa come minimo scorretta. Poi, chiamato nuovamente a intervenire, cercherà di recuperare concentrando il giudizio come al solito solo su giacchette e cravattini, dimenticando un'esibizione più che buona e di grande sicurezza. Il coniglio di razza, comunque, lo tira fuori dal cilindro Anna Tatangelo: Marika fluttua con una voce strepitosa fra le note dell'immensa Summertime. Uau, che sophisticated lady. Elizabeth non sembra pervenuta: la sua performance, per quanto divertente, mi scivola. Alla fine arrivano i Beatles dell'Appio Claudio e la puntata vola verso la tanto agognata conclusione. Entra Marika, esce Dami. Questa la sentenza della lunghissima serata. Accattateve 'o capitone! Ah: e comunque ci si toglie il copricapo, nei luoghi coperti.

'No Ruggero è very nice!' (Lady Tata)
'Ho la cravatta slacciata, look da pretrombata' (Il sensei va alla guerra)

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