Excite

X Factor è finito, andate in pace

di Simone Cosimi 

Per la serie, al peggio non c'è mai fine: non bastavano le sempre più sinuose ed evanescenti Yavanna a duettare con l'imbolsito Max Pezzali (ma quanto fa festa del liceo Come mai? Matò che tempi, ridateci il gioco della bottiglia). Piuttosto, serberò gelosamente nell'album degli orrori l'assurdo accostamento Mara Maionchi-50 Cent, una delle scene più devastanti che l'ex tubo catodico c'abbia regalato da mesi a questa parte. Grazie davvero. Se poi aggiungete un tremolante Lucio Dalla che sfarfalla di "soul" e altre amenità e la marchettona al musical di Tommasini (ma che, nel cast erano ammessi solo cantanti sopra i 110 chili?) frittata è (s)fatta. La finale di X Factor 3 è stata piena zeppa di roba strana e in buona parte indigeribile come uno spettacolo circense del mitico Barnum: dalla sirena alla donna barbuta passando per Buffalo Bill e Toro Seduto. Mancava solo Brunetta. Aug.

Tre mesi, dodici settimane, novanta giorni: basta. Non ne avevo proprio più: di scuse per non uscire il mercoledì sera, di attenzione, di cedrate in frigo, di capsule Nespresso, di ospiti enigmatici (mi dite che c'entrava quel mezzo bandito di 50 Cent?), di voglia di musica (?) sbocciata da un mezzo reality e di anime pie che scoppiano in lacrime ogni tre accordi. Stop: ridatece un po' di genuinità da zozza sala prove di provincia. Anche se – tempo di mandar giù capitone, torrone e i soliti calzini a rombi della procace zia Stefania – ed ecco che spunterà fra capo e collo Sanremo con la Antonellina Clerici, Nightmare after Christmas, altro che riposo. Comunque, problemi miei, cercherò un buon analista che a Capodanno non pratichi turismo sessuale in Cambogia. Le prime a lasciare una finale che avevano raggiunto immotivatamente, schivando come faine un pugno di ballottaggi, sono state proprio le Yavanna, col loro noiosissimo inedito infarinato di sfumature etno. Non sentiremo mai più il nome di queste tre ossute sorelle cuneesi se non associato a quello del benemerito Riccardo Schicchi. (Fra parentesi: quanti avranno seguito su Sky il film su Moana piuttosto che l’incasinato talent show di Dj Francesco? Quien sabes, però beati loro).

Complici anche gli ormoni in fregola della povera Mara Maionchi, beato Marco Mengoni da Ronciglione s'è aggiudicato come da trito e ritrito pronostico – forse solo Radio Radicale e Lotta Comunista ancora non s'erano sbilanciati – la terza edizione del talentuoso show. C'è poco da dire: l'ha meritato dalla prima all'ultima puntata, sia sotto il profilo tecnico che, più in generale, per la presenza sul palco, la voglia, l'impegno. È uno stiloso, "caruccio" come gli ha detto uno sfinito Morgan, dal timbro e dall'estensione fuori dal comune. Un personaggio rotondo insomma, senz'altro una spanna sopra gli altri (mai entrati seriamente in corsa, forse solo Giuliano proprio nell’ultima puntata). Non facciamone un santo, comunque, già ce ne sono troppi. Piuttosto, adesso si apre la frusta storia sex & drugs & rock'n'roll: sono curioso di verificare se i soliti rugosi discografici riusciranno a smantellare pezzo per pezzo anche questa straordinaria voce o se, invece, i 300mila euro per il disco (ma il nome d'arte rimane Marco? Dio mio! E perché non Saverio o Mengoni allora?) e la partecipazione a Sanremo 2010 ci regaleranno quel che al mesto panorama italiota manca da troppo tempo. Vale a dire un artista di respiro internazionale, che non abbia timore di misurarsi con decenti composizioni in inglese e che non scimmiotti nessun collega statunitense o britannico, conquistandosi rispetto e stima con la sua raffinatissima voce e le sue interpretazioni. Magari per poter esibirsi un giorno alla Royal Albert Hall, non al palazzetto di Teramo. Lo so, forse è chiedere troppo, siamo sempre il Paese di Apicella, dei nani e delle (trans)ballerine, direte voi. Vero. Diciamo allora che mi basterebbe non sentirgli uscire dalla bocca sole, cuore, amore. E non vederlo troppo spesso da Pippo Baudo alla domenica pomeriggio. Ai postumi l’ardua sentenza.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017