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X Factor, il canto del cigno

di Simone Cosimi 

E allora, incorniciato dalle oneste lacrime di Claudia Mori e dalle asiatiche effusioni di Morgan nascoste da un affannato ghigno, Damiano ha lasciato la congrega di X Factor. Alla fine di una serata, c’è da riconoscerlo, che ha ritoccato verso l'alto la media della terza edizione, come solo in un altro paio di occasioni su otto puntate era accaduto. Ma il punto non sta nel barbuto Fiorella, già definito la scorsa volta interprete “esausto”. Piuttosto, mi pare che rispetto agli anni scorsi, quando il vincitore non ha mai coinciso con chi ha poi riscosso successo di pubblico (Aram Quartet leggi Giusy Ferreri, Matteo Becucci leggi Noemi), quest’anno vada prepotentemente concretizzandosi l’ipotesi che il filiforme Marco Mengoni possa aggiudicarsi l’ambito contrattone da 300mila euro, la partecipazione a Sanremo 2010 e anche un buon riscontro di pubblico. Staremo a sentire.

Si, perché anche se ieri sera Chiara Ranieri è riuscita a riprendersi dagli scivolosi passi falsi delle ultime due settimane con la magnifica E non finisce mica il cielo e la mascotte Silver continua imperterrita a marciare verso la finale, scortata dal suo frangettone morandiano, non si avvistano insidie particolari per il Prince di Ronciglione. Né potrà la calda voce black di Giuliano da Sassari (impeccabile, ma un po’ vecchio nell’impostazione) impensierire più di tanto questa specie di Frankenstein del palcoscenico. Le leonine Yavanna, dal canto loro, continuano a schivare come falene impazzite ballottaggi ed eliminazioni, schiacciate come sono nel loro piccolo mondo acuto e però mietendo vittime a ogni giro di giostra. È tutto un attimo è stata ben eseguita ma piatta come l'elettroencefalogramma di un ratto da laboratorio.

Così, fra una Roma che precipita in crisi nera e una nottata che non mi regala il dovuto dormire, la prova provata che poche ciarle giovano al talent show è costituita proprio la puntata di questa sera: ininfluente Pixie Lott all’inizio, la serata è scorsa veloce e meno pachidermica del solito, soprattutto nella seconda manche a cappella. Complice un Morgan sonoramente distratto dalla mai dimenticata ex Asia Argento, i giudicanti hanno infatti limitato – a eccezione di un acceso diverbio Mori-Maionchi – la loro irritante logorrea, lasciando ai pezzi (non a quelli di De Gregori, un po' scarsi a dirla tutta), ieri sera centrati più del solito, il compito di animare la faccenda.

Del baraccone dell’ottava puntata, dunque, rimangono gli uomini con testa di mucca lanciati sul palco dal prode Tommasini, la giacca a righe sbilenche di Dj Francesco e i peli della barba di Damiano Fiorella, mesto cantore trombato di un’edizione senz’anima. Che continua a non scaldare e non raffreddare.

 (foto © LaPresse)

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